Clematis vitalba

Clematis Vitalba, di chi parliamo?

Parliamo della clematis vitalba, clematide, barba di vecchio, erba dei pezzenti o semplicemente Vitalba; tanti sono i nomi per la pianta in questione. E' una pianta rampicante molto conosciuta perchè diffusa su tutto il territorio italiano; cresce nelle zone di bassa montagna fino alle crepe dei muri, non è quindi difficile ritrovarsela nel proprio giardino dove può crescere fino a 20 metri sugli alberi. Le sue foglie sono imparipennate formate ognuna da 3 a 5 segmenti di forma ovoidale-lanceolata; i suoi fiori visibili tra maggio e luglio sono di colore bianco crema mentre i suoi frutti sono acheni piumosi che raggruppati danno l'impressione di nuvolette che crescono tra le siepi nel periodo autunnale. La vitalba è una pianta velenosa, ma per molto tempo è stata utilizzata anche per rimedi medicinali, e ancora oggi in piccole dosi in cucina.
Comune immagine della Clematis Vitalba

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L'uso della Vitalba in cucina

Frittata di vitalbini, pezzo forte della cucina vegana Nonostante la sua tossicità, è possibile utilizzare parti della pianta anche in cucina; i germogli primaverili ad esempio, sono l'ingrediente principale per cucinare le "frittate di vitalbini".Lessare la pianta ne diminuisce la tossicità, anche se in alcuni tipi di cucina, vedi Regione Marche, dove i germogli di vitalba sottolio sono considerati prodotto tipico, viene utilizzata cotta o addirittura cruda; la lessatura ne riduce anche il sapore amaro.Per cucinare una buona frittata di vitalbini, bisogna procurarsi tre uova fresche, sale integrale, pepe bianco, olio extra vergine di oliva e naturalmente germogli di Clematis vitalba; i germogli raccolti, per evitare effetti rari ma indesiderati quali dissenteria, devono essere nuovi e teneri, ed è importante non eccedere nella quantità. Non è consigliato somministrarlo ai bambini e alle donne incinta.

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L'uso medicinale della pianta

fonte: www.ulsamer.at La clematis vitalba è sempre stata utilizzata nella medicina popolare come analgesico e diuretico, non considerando le potenzialità velenose della pianta; può inoltre provocare irritazioni cutanee, infatti uno degli appellativi, "erba dei cenciosi", deriva dall'uso che ne facevano i mendicanti, i quali si sfregavano le foglie sulla pelle al fine di procurarsi piaghe e ulcerazioni per provocare compassione nei passanti.Attualmente annoverata tra i fiori di Bach, la clematis è utilizzata in Omeopatia; indicata per le persone che hanno un carattere sognatore, che facilmente si distraggono e che vivono con la speranza di un futuro migliore; per preparare un rimedio curativo coi suoi fiori, è necessario utilizzare il metodo della solarizzazione, raccogliendo da sè i germogli nei campi o comprare le bottigliette in stock in erboristeria.


Clematis vitalba: Raccogliere e combattere la clematis vitalba

esempio di aggressione boschiva con soffocamento di arbusti La raccolta della vitalba avviene facilmente durante gite in campagna, presso case abbandonate, vecchi ruderi, habitat preferenziale per la pianta dove può crescere indisturbata. Per la raccolta non c'è bisogno di nessuno strumento, basta troncare i germogli più teneri e posarli ordinatamente in un cesto.La raccolta pùo avvenire dall'inizio della vegetazione della pianta in primavera, fino in inverno, anche se il periodo migliore è giugno e nelle giornate successive a periodi di pioggia, quando la vitalba idratandosi riprende a crescere a pieno regime.Essendo una pianta infestante è consigliabile combatterla fin da subito se dovesse iniziare a crescere nel nostro giardino, tagliandone i fusticini. La vitalba si associa spesso con i rovi e crea dei grovigli inestricabili a danno della vegetazione arborea.



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