Fiore di plumbago capensis

Rampicanti

Plumbago capensis

Plumbaggine, piombaggine, caprinella, gelsomino azzurro, geranio azzurro: tutti nomi del plumbago capensis, nel passato conosciuto anche come "pianta del piombo", perché si credeva curasse gli avvelenamenti da piombo. Mille identità per questa pianta che adorna i giardini con i suoi magnifici fiori.

di Redazione

04 settembre 2014

Generalità

Il plumbago capensis appartiene alla famiglia delle Plumbaginaceae; originario dell'America del Sud, è una pianta sempreverde, arbustiva o rampicante, che può arrivare a un'altezza di 2 m; il suo fusto è semilegnoso e i rami sono sottili, allungati e sarmentosi; le foglie sono fornite di picciolo, di colore verde intenso, di forma ovale e lunghe sino a 5 cm. Il plumbago capensis deve la sua diffusione alla bellezza dei fiori, che si sviluppano in gruppi di venti dalla caratteristica forma a ombrello; la fioritura avviene da aprile a fine ottobre. Esistono diverse varietà di plumbago capensis, distinguibili dal colore dei fiori. La crescita spontanea del plumbago capensis tende a essere piuttosto disordinata; per questo sarà bene guidarla e contenerla con adeguate potature.

Coltivazione

La coltivazione del plumbago capensis non presenta particolari difficoltà: questa pianta ama le posizioni luminose, ma non la luce solare diretta; teme molto il freddo e non sopporta gelate e temperature inferiori ai 10°C, soprattutto se si tratta di una pianta giovane. Il plumbago capensis non ha particolari esigenze in fatto di terreno, purché sia ben drenato, in quanto non tollera i ristagni idrici: a questo scopo, nella coltivazione in vaso sarà bene posizionare, sul fondo del contenitore, pezzi di coccio o ghiaia. Dalla primavera all'estate, il plumbago capensis richiede innaffiature abbondanti, ma si dovrà sempre aspettare che la superficie del terreno sia asciutta prima di procedere con la successiva irrigazione; inoltre, sarà bene vaporizzare la pianta, tranne che nel periodo della fioritura.

Moltiplicazione

Semina: in primavera, spargere i semi del plumbago capensis sul terriccio, che andrà quindi irrigato, coperto con una plastica trasparente e sistemato all'ombra, a circa 24°C; ogni giorno, sollevare la plastica per evitare la condensa. Quando spunteranno i germogli, eliminare la plastica e sistemare il semenzaio in posizione luminosa e arieggiata. Non appena le piantine diventeranno sufficientemente grandi, trasferirle in vaso e trattarle come piante adulte.Talea: tra maggio e agosto, prelevare talee di 10 cm e piantarle in terriccio fertile e sabbia. Inumidire il terriccio e coprirlo con una plastica trasparente, posizionandolo all'ombra, a circa 20°C.; ogni giorno, rimuovere la plastica per eliminare la condensa. Alla nascita dei nuovi germogli rinvasare le piantine.

Malattie e parassiti Plumbago capensis

Nel plumbago capensis l'avvizzimento e/o la perdita delle foglie è indice di innaffiature troppo abbondanti o scarse: correggere la frequenza delle irrigazioni. In caso poi di gelate improvvise, la parte aerea della pianta potrebbe seccarsi, ma ciò non significa che il plumbago capensis sia morto: eliminare le parti danneggiate e proteggere la pianta con paglia, torba o tessuto-non-tessuto. Se è ancora viva, a primavera rifiorirà.Inoltre, il plumbago capensis soffre di marciume radicale, per cui controllare sempre che non si formino ristagni idrici.Parassiti: il plumbago capensis è soggetto all'attacco di afidi (piccoli insetti biancastri che si muovono) e cocciniglie (escrescenze marroni o biancastre sulle foglie). In ambedue i casi, trattare la pianta con gli appositi prodotti.

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Domande frequenti

  • Qual è la temperatura minima tollerata dal Plumbago capensis?
    Il Plumbago capensis teme fortemente il freddo e non sopporta gelate né temperature inferiori ai 10°C, specialmente nelle piante giovani. Nelle zone con inverni rigidi, è fondamentale proteggerlo con materiali isolanti come paglia, torba o tessuto non tessuto durante le ondate di gelo. Se la parte aerea dovesse seccarsi a causa del freddo, non significa che la pianta sia morta: eliminando le parti danneggiate e proteggendo la base, è probabile che rifiorisca nuovamente in primavera.
  • Come si effettua la moltiplicazione per talea?
    La moltiplicazione per talea va effettuata tra maggio e agosto. Prelevare talee di circa 10 cm e interrarle in un substrato composto da terriccio fertile e sabbia. Mantenere il terreno umido e coprire il contenitore con una plastica trasparente per creare un microclima umido, posizionandolo all'ombra a circa 20°C. È necessario rimuovere quotidianamente la plastica per eliminare la condensa ed evitare muffe. Una volta comparsi i nuovi germogli, le piantine possono essere rinvasate singolarmente.
  • Quanto spesso bisogna annaffiare il Plumbago capensis?
    Dalla primavera all'estate, il Plumbago capensis richiede innaffiature abbondanti, ma è cruciale attendere che la superficie del terreno sia completamente asciutta prima di procedere con la successiva irrigazione. L'eccesso di acqua può causare avvizzimento fogliare o marciume radicale. Inoltre, è consigliabile vaporizzare regolarmente la chioma per aumentare l'umidità ambientale, evitando però di bagnare direttamente i fiori durante il periodo di fioritura per preservarne la bellezza e la durata.
  • Quali parassiti attaccano comunemente questa pianta?
    Il Plumbago capensis è principalmente soggetto all'attacco di afidi, piccoli insetti biancastri mobili, e cocciniglie, che appaiono come escrescenze marroni o biancastre sulle foglie. Entrambi i parassiti risucchiano la linfa indebolendo la pianta. Per combatterli efficacemente, è necessario intervenire tempestivamente utilizzando prodotti specifici antiparassitari disponibili in commercio. Un monitoraggio regolare permette di individuare precocemente la presenza di questi insetti e prevenire infestazioni gravi.
  • È necessaria la potatura del Plumbago capensis?
    Sì, la potatura è consigliata poiché la crescita spontanea del Plumbago capensis tende a essere disordinata. Interventi periodici permettono di contenere la pianta, guidarne la rampicata e mantenerne una forma ordinata e decorativa. Rimuovendo i rami eccessivamente lunghi o danneggiati, si favorisce anche una migliore circolazione dell'aria e una fioritura più vigorosa. La potatura va eseguita con cautela per non compromettere lo sviluppo vegetativo della pianta.

Scheda Tecnica

Plumbago capensis

Nome scientificoPlumbago capensis
FamigliaPlumbaginaceae
Tipo di piantaArbusto/rampicante sempreverde
OrigineAmerica del Sud
EsposizioneLuminosa, no sole diretto
Temperatura minimaSopra i 10°C
TerrenoBen drenato, fertile
IrrigazioneAbbondante primavera-estate, suolo asciutto tra un'annaffiatura e l'altra
FiorituraDa aprile a fine ottobre
AltezzaFino a 2 metri
PotaturaContenitiva per guidare la crescita
MoltiplicazioneSemina primaverile o talee maggio-agosto
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglie, marciume radicale da ristagni
Difficoltà di coltivazioneColtivazione semplice, sensibile al freddo

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