Orchidea Phalaenopsis

Quanto irrigare l'Orchidea Phalaenopsis

L'Orchidea Phalaenopsis è una pianta di origine indiana e pertanto abituata a climi molto umidi. Dunque è necessario garantire una continua innaffiatura così da mantenere una buona umidità del substrato ed evitare di disporla vicino a fonti di calore come stufe o caloriferi. In genere si consiglia di bagnare la pianta due volte a settimana in estate e almeno una volta in inverno. Il tipo di substrato in cui cresce l'Orchidea Phalaenopsis, nonchè le dimensioni del vaso in cui è ospitata, influenzano anch'essa la frequenza di irrigazione: infatti se si usa il bark, materiale ottenuto dalle cortecce di abete rosso, o vasi di piccole dimensioni, le radici tenderanno a seccarsi più facilmente. È utile anche vaporizzare ogni mattina le foglie con acqua possibilmente distillata evitando il ristagno di questa in prossimità dell'apice vegetativo.
Irrigazione dell'Orchidea Phalaenopsis

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Come curare l'Orchidea Phalaenopsis

Orchidea Phalaenopsis in vaso L'Orchidea Phalaenopsis è una pianta con struttura monopodiale, cioè cresce secondo un unico asse. Non richiede terreno per la crescita, in quanto in natura si sviluppa anche sulle rocce, ma sono sufficienti substrati inumiditi come il bark mischiato a polistirolo o gommapiuma. Attraverso le radici assorbe l'acqua che immagazzina solo nelle foglie, non possedendo bulbi. L'Orchidea Phalaenopsis richiede ambienti caldi, con temperature preferibilmente non inferiori a 15 gradi, e riesce a tollerarne anche di molto elevate se dispone della corretta umidità ed è posta al riparo dal sole. Essa cresce bene in ambienti interni e non ama le correnti di aria e l'irradiazione diretta, nonostante richieda abbondante luce che ne favorisce la vegetazione. Se l'Orchidea Phalaenopsis cresce in condizioni ambientali favorevoli può fiorire 2-3 volte in un anno con fioriture che durano anche diverse settimane.

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Come fertilizzare l'Orchidea Phalaenopsis

concimare Orchidea Phalaenopsis L'Orchidea Phalaenopsis richiede un'attenzione maggiore nell'utilizzo di concimi proprio perchè, a differenza delle altre piante, cresce su un substrato inerte e privo di nutrienti. Per questo motivo necessita di sistematiche fertilizzazioni nei periodi critici del suo ciclo vitale. Vanno somministrati concimi ricchi di azoto, potassio e fosforo, con prevalenza di azoto nella stagione primaverile per stimolare la ripresa vegetativa, di fosforo e potassio, invece, in quella autunnale. Durante il resto dell'anno i vari elementi vanno somministrati in proporzioni uguali. Questi fertilizzanti vanno disciolti in acqua e bisogna fare attenzione a bagnare il substrato prima di procedere alla concimazione per evitare sovradosaggi e gravi conseguenze fitosanitarie per l'Orchidea Phalaenopsis.


Malattie dell'Orchidea Phalaenopsis e possibili rimedi

Ingiallimento delle foglie dell'Orchidea Phalaenopsis La maggior parte della patologie che possono colpire l'Orchidea Phalaenopsis sono perlopiù dovute ad un'errata applicazione delle tecniche di coltivazione. Infatti eccessi o difetti di irrigazione possono determinare rispettivamente caduta delle foglie o dei fiori. L'esposizione diretta a sorgenti luminose può determinare, in particolare se non ben asciutte, ustioni delle foglie che predispongono allo sviluppo di funghi con conseguente marciume. Tra le malattie parassitarie la più frequente è quella determinata da cocciniglie, piccoli acari infestanti che, una volta attecchiti, sono difficili da eradicare completamente. Prima di riccorere a insetticidi specifici, si può tentare di salvare l'Orchidea Phalaenopsis con l'impiego di alcool con cui detergere delicatamente le superfici vegetative colpite. Anche un rinvaso con una buona pulitura delle radici può dare ottimi risultati.



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