Cacomela

alberi da frutto

Cacomela

Non vedete l'ora di avere anche voi i dolcissimi e particolari frutti del Cacomela? Questo tipo di Kaki conquista al primo morso. Scopri come fare.

di Redazione

22 dicembre 2016

Tecniche, modalità e tempistiche per l'irrigazione

Contrariamente a quanto potrebbe suggerire il nome, il Cacomela non è un incrocio di melo e kaki, ma è una particolare tipologia di kaki i cui frutti somigliano per forma e proprietà organolettiche alla mela. Si tratta di un dolcissimo frutto che si presenta di colore giallo-arancione e tendente al rossastro alla maturazione fisiologica. La particolarità di questo frutto è che non richiede procedura di ammezzimento, quindi è commestibile alla raccolta e quando è ancora duro. È un albero che riesce ad adattarsi a tutti i terreni prediligendo quelli non troppo umidi, ma piuttosto argillosi e privi di salinità. Si tratta un albero che non ha un'alta necessità idrica, al contrario richiede un terreno ben drenante in quanto eventuali ristagni idrici potrebbero nuocere alle radici. Essendo resistente alla siccità, richiede poco apporto d'acqua. In particolare richiede acqua soprattutto nella stagione estiva e il metodo d'irrigazione più utilizzato è quello sotto chioma per non bagnare le foglie e provocare malattie. I primi due anni dalla piantagione bisogna bagnare ogni 20-25 giorni, salvo precipitazioni naturali. In seguito si irriga solo quando le foglie si piegano verso il basso.

Le migliori tecniche e modi di coltivazione

Coltivare il Melacaco non richiede molte difficoltà essendo un albero abbastanza "autonomo" e poco esigente. Predilige luoghi di campagna a discapito degli ambienti marini o le zone costiere. Un occhio di riguardo lo merita invece la caduta prematura di fiori o frutti detta cascola, che può derivare da molteplici cause. Nel momento in cui si acquista un piccolo esemplare di Melocaco si deve prestare attenzione soprattutto alle radici, molto fragili e delicate. Per la messa a dimora, da effettuare in primavera, si scava una buca profonda circa 50 cm e la si riempie di terreno mescolato a concime. Il colletto deve stare a 4/5 cm dal terreno e per iniziare l'alberello dev'essere sostenuto da un tutore piantato nel suolo accanto al tronco, facendo molta attenzione a non danneggiare le radici. Una volta avviato, non necessita di grande manutenzione: la potatura non è necessaria se non per dare una forma iniziale ai rami. Si consiglia infatti di lasciare 4/5 rami principali che orienteranno la pianta in direzioni diverse. Qualche altro intervento di potatura secondario viene adottato di norma solo per incentivare la crescita e la sistemazione dei rami più piccoli.

Principali modalità di concimazione

Come già citato, la "cascola" (caduta prematura di fiori e frutti) può rappresentare un problema il cui modo per ovviare è concimare utilizzando uno stallatico in autunno, sistemandolo ai piedi della pianta. Questo problema nasce da diversi fattori: stress colturali dovuti alla carenza di macro elementi essenziali per la salute dell’albero, oppure all’eccesso di microelementi come boro e sodio; ancora, la caduta può essere legata a correnti d’aria fredda oppure a carenza o eccesso di acqua. Per la concimazione di quest'albero sono consigliate la cornunglia e la farina d'ossa, da incorporare alla base dell'albero nella quantità di circa 200 gr. Per la concimazione assicurarsi che l'albero si trovi in un terreno più asciutto e secco e non troppo umido. Inoltre il Cacomela è un albero che produce frutti anche senza impollinazione, per cui talvolta è utile piantarlo vicino ad altri alberi che la favoriscono.

Malattie e parassiti

Il Cacomela è un albero che presenta molteplici aspetti positivi. È molto resistente a parassiti e malattie, ma ciò non toglie che in alcuni casi può subire attacchi. Ad attaccare quest'albero sono soprattutto le cocciniglie e il cotonello del kaki. Il rimedio più adatto in questi casi è asportare il parassita utilizzando un batuffolo di ovatta imbevuto di alcool e passandolo delicatamente sui rami. Può inoltre essere colpito da marciume radicale, ossia un'eccessiva quantità d'acqua che danneggia le radici dell'albero e lo porta alla morte. Per quanto concerne le malattie che hanno natura fungina, è fondamentale notare come è ancora possibile che si diffonda la muffa grigia, che può apportare seri pericoli, in modo particolare, ai frutti di questa pianta. Ancora, l'oidio può causare numerosi problemi ai rami ed alle foglie, in particolare nel caso in cui ci sia spesso un clima con un alto livello di umidità.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Cos'è il Cacomela e come si differenzia dagli altri kaki?
    Il Cacomela, noto anche come Melacaco, è una particolare varietà di kaki che non deriva dall'incrocio tra melo e kaki, bensì possiede caratteristiche intermedie. I suoi frutti ricordano la mela per forma e proprietà organolettiche, presentandosi gialli-aranciati con sfumature rossastre a maturazione. La sua peculiarità principale è la commestibilità immediata: a differenza di molti kaki, non richiede la fase di 'ammezzamento' (disastringenza) poiché è dolce e mangiabile anche quando la polpa è ancora soda.
  • Quali sono i requisiti fondamentali di terreno e irrigazione per il Cacomela?
    Questa pianta predilige terreni argillosi, ben drenanti e privi di salinità, temendo fortemente i ristagni idrici che possono causare marciume radicale. Richiede poca acqua grazie alla sua resistenza alla siccità; nelle prime due annate va innaffiata ogni 20-25 giorni, mentre successivamente solo quando le foglie mostrano segni di appassimento. L'irrigazione va effettuata preferibilmente sotto la chioma per evitare di bagnare le foglie e prevenire malattie fungine.
  • Come si effettua correttamente la messa a dimora del Melacaco?
    La messa a dimora va eseguita in primavera, scavando una buca profonda circa 50 cm e arricchendola con concime misto al terreno. È cruciale prestare massima attenzione alle radici, che sono molto fragili e delicate: vanno maneggiate con cura per non danneggiarle. Il colletto della pianta deve restare a 4-5 cm dal livello del suolo. È necessario installare subito un tutore stabile accanto al tronco per sostenere l'alberello nei primi anni di crescita.
  • Perché il Cacomela soffre di 'cascola' e come si previene?
    La cascola, ovvero la caduta prematura di fiori e frutti, è un problema comune causato da stress colturali, carenze di macroelementi, eccessi di microelementi (come boro e sodio), correnti fredde o sbalzi idrici. Per prevenirla, è essenziale concimare adeguatamente: in autunno si applica stallatico ai piedi della pianta, mentre in altre fasi si usano cornunghia e farina d'ossa (circa 200 grammi). Mantenere il terreno asciutto durante la concimazione aiuta a stabilizzare la pianta.
  • quali parassiti e malattie colpiscono il Cacomela e come curarli?
    Sebbene resistente, il Cacomela può subire attacchi di cocciniglie e cotonello del kaki: il trattamento meccanico consiste nell'asportare i parassiti con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol. Tra le malattie fungine, la muffa grigia minaccia i frutti e l'oidio colpisce foglie e rami in climi umidi. Il marciume radicale è il rischio maggiore legato all'eccesso d'acqua. La prevenzione si basa su un buon drenaggio e interventi mirati solo in caso di infestazione visibile.

Scheda Tecnica

FamigliaEbenaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto
OrigineIncrocio naturale o ibrido tra Kaki e Mela (non melo e kaki)
EsposizioneSoleggiata, preferibilmente in zona campestre evitando coste marine
Temperatura minimaResistente alla siccità, sensibile a correnti fredde
TerrenoArgilloso, ben drenante, privo di salinità e ristagni idrici
IrrigazioneModerata, soprattutto estate; metodo sotto chioma; evitare ristagni
FiorituraPrimavera (dettagli specifici non menzionati)
ConcimazioneStallatico in autunno, cornunghia e farina d'ossa (200g) in primavera/estate
PotaturaLeggera, per formare 4-5 rami principali e diradare i piccoli
MoltiplicazionePiantagione di giovani esemplari (radici fragili)
Malattie e parassitiCocciniglie, cotonello del kaki, marciume radicale, muffa grigia, oidio
Difficoltà di coltivazioneBasse, pianta autonoma e resistente, attenzione a radici e ristagni

Potrebbe interessarti anche