Un esemplare di Diospyros kaki

alberi da frutto

Diospyros kaki

Il kaki è una pianta da frutto molto singolare. Il suo nome botanico è Diospyros kaki, ma è anche detta mela d'oriente, o albero delle sette virtù. In Cina infatti, luogo di cui essa è originaria, se ne apprezzano diversi aspetti, oltre ai dolcissimi e nutrienti frutti.

di Redazione

02 marzo 2015

Le caratteristiche del Diospyros kaki

In natura esistono tante varietà differenti di alberi da frutto, che spesso vengono messe in giardino, avendo lo spazio sufficiente, anche a scopo ornamentale. Di solito queste piante sono molto belle sia ricoperte dai loro fiori, che dai loro frutti di diversi colori. Una pianta un po' esotica, ma ormai molto diffusa anche in Italia, è quella che produce i frutti noti come kaki. Il suo nome botanico è Diospyros kaki e viene dall'oriente, più esattamente dalla Cina e dal Giappone. Era però conosciuta già dai Greci, che le diedero il nome diospyros, che significa frumento degli dei: quindi erano note le sue elevate proprietà nutritive. Per i giapponesi invece il nome della pianta era kaki no ki, che spesso in italiano viene semplicemente traslitterato con il termine caco, per indicare il frutto e l'albero che lo produce.

Le virtù del Diospyros kaki

In Oriente il kaki viene definito albero delle sette virtù. La sua prima virtù è la sua folta chioma, con la quale fa ombra. L'albero di kaki può infatti a misurare fino a 18 metri di altezza, le sue foglie sono ovali ovali e allargate, con la superficie lucida. In autunno diventano coloro rosso fuoco, e sono estremamente belle da vedere. Questa è la seconda virtù. La terza virtù è sempre legata alla grande chioma: tra i suoi rami infatti gli uccelli possono trovare rifugio. La quarta virtù consiste nella sua robustezza e resistenza ai parassiti, il che vuol dire che un albero di kaki può vivere per molti anni, e questa è la quinta virtù. La sesta virtù sta nel suo legno, che dà un ottimo fuoco. La settima infine riguarda la caduta delle foglie, che servono a fertilizzare il terreno su cui sorge l'albero di kaki, favorendo quindi la crescita di altre specie vegetali ai suoi piedi, sotto la sua ombra.

Il frutto del kaki

La pianta del Diopyros kaki dunque adorna il giardino, fertilizza il terreno, fornisce riparo in estate, ma soprattutto offre i suoi deliziosi frutti. Il frutto del caco oggi è coltivato anche in Italia, poichè il clima mediterraneo si è dimostrato idoneo alla sua corretta crescita. Le regioni in cui si possono trovare delle coltivazioni industriali di kaki sono la Campania, l'Emilia Romagna, la Sicilia soprattutto. Il frutto del kaki ha la caratteristica di non poter essere consumato subito, non appena colto, ma di dover essere lasciato a maturare per qualche tempo in apposite cassette. Quando è pronto, la sua polpa può essere mangiata semplicemente con un cucchiaino: l'interno del frutto infatti si presenta diviso in spicchi, con dei piccoli semini neri, ed ha consistenza gelatinosa. Il modo migliore per conservare il cachi consiste nel farlo essiccare, dopo averlo privato della buccia. Il frutto del kaki è ricco di proteine, zuccheri e vitamine. La forma curiosa che assume la polpa al suo interno, se tagliato a metà, gli è valso in Campania il curioso nomignolo di legnasanta, perché si potrebbe notare una sagoma che ricorda vagamente il Cristo in croce.

La coltivazione dei Diospyros kaki

Se si decide di piantare in giardino una pianta di Diospyros kaki, per prima cosa si dovrebbe scegliere un angolo ben soleggiato. Anche se resiste a basse temperature, fino ai 10 gradi, questo albero infatti preferisce il sole e il caldo. Se dovesse sopravvenire un inverno particolarmente rigido, dunque, si dovrebbe avere cura di proteggerlo con della paglia intorno alle radici. Per il resto, il kaki necessita di un terreno ben drenante, e di annaffiatura non abbondanti, ma costanti . La potatura va fatta dopo la raccolta dei frutti, in modo da mantenere la chioma regolare, togliendo soprattutto i rami più interni che rischierebbero di soffocare la pianta. Non si devono temere i parassiti, ma la pianta del kaki potrebbe essere attaccata da qualche tipo di fungo, a cui si deve dunque fare attenzione. In molti coltivano il Diospyros kaki a bonsai, perché è davvero molto bello e arreda.

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Domande frequenti

  • Come si riconosce un kaki maturo e pronto al consumo?
    Il kaki non va consumato subito dopo la raccolta, poiché richiede un periodo di maturazione post-raccolta. È pronto quando la polpa diventa morbida, di colore aranciato intenso e dalla consistenza gelatinosa, simile a quella di una marmellata densa. A questo punto, l'interno si divide naturalmente in spicchi contenenti piccoli semi neri. Un metodo tradizionale per verificare la dolcezza e la texture è l'uso di un cucchiaino per prelevare direttamente la polpa. Se la frutta rimane dura e astringente, indica che non ha ancora completato il processo di maturazione necessario per perdere tannini e sviluppare il sapore dolce caratteristico.
  • Quali sono le condizioni ideali di coltivazione per il Diospyros kaki in Italia?
    Il kaki predilige climi miti e posizioni completamente soleggiate, tipici delle aree mediterranee come Campania, Emilia Romagna e Sicilia. Resiste al freddo solo fino a -10°C; in caso di inverni rigidi, è fondamentale proteggere le radici con pacciamatura o paglia. Il terreno deve essere ben drenante per evitare ristagni idrici, mentre le irrigazioni devono essere costanti ma moderate. Dopo la raccolta dei frutti, si effettua la potatura per eliminare i rami interni e mantenere una chioma aperta e regolare, favorendo la penetrazione della luce e l'aerazione.
  • Perché il kaki è chiamato 'albero delle sette virtù'?
    Questa denominazione orientale celebra le molteplici utilità della pianta: 1) la chioma fitta offre ombra fresca; 2) le foglie autunnali assumono colori rosso fuoco spettacolari; 3) i rami ospitano gli uccelli fornendo rifugio; 4) la pianta è robusta e resistente ai parassiti; 5) vive a lungo, garantendo stabilità nel tempo; 6) il suo legno brucia bene fornendo calore; 7) le foglie cadute fertilizzano il suolo sottostante, favorendo la crescita di altre specie. Questa sinergia ecologica rende l'albero un elemento prezioso e sostenibile nel giardino.
  • È possibile coltivare il kaki in vaso o come bonsai?
    Sì, il Diospyros kaki è adatto alla coltivazione in vaso e alla tecnica del bonsai grazie alla sua bellezza ornamentale. Le sue foglie lucide e i frutti decorativi lo rendono ideale per l'arredo esterno. Tuttavia, richiede cure specifiche: un contenitore sufficientemente profondo per le radici, terriccio drenante e innaffiature regolari. In inverno, se le temperature scendono sotto i -10°C, è consigliabile spostare la pianta in ambiente protetto o proteggere il vaso dall'eccessivo freddo. La potatura va gestita con precisione per mantenere la forma estetica richiesta dal bonsai.
  • Come si conserva correttamente il frutto del kaki?
    Il metodo migliore per conservare a lungo termine il kaki è l'essiccazione. Prima di procedere, bisogna privare il frutto della buccia. Una volta spellati, i pezzi di polpa vanno fatti asciugare in ambienti ventilati e asciutti, oppure utilizzando disidratatori alimentari, fino a raggiungere una consistenza gommosa ma non umida. Questo processo concentra gli zuccheri e preserva il sapore dolce per mesi. Per il consumo immediato, i frutti maturi possono essere tenuti in frigorifero per pochi giorni, ma tendono a deteriorarsi rapidamente se la polpa è già molto morbida.

Scheda Tecnica

Diospyros kaki

Nome scientificoDiospyros kaki
FamigliaEbenacee
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineCina e Giappone
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenante
IrrigazioneCostante ma non abbondante
FiorituraPrimavera-Estate (dettagli non specifici nel testo)
AltezzaFino a 18 metri
PotaturaDopo la raccolta, eliminando rami interni
Malattie e parassitiSusceptibile ad attacchi fungini, resistente ai parassiti animali
Difficoltà di coltivazioneMedia

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