Numerose varietà di frutti esotici

alberi da frutto

Frutti esotici

Che siano buoni da mangiare o belli da coltivare, i frutti esotici arricchiscono le nostre vite da tempi immemori. I meno comuni, come la guava e la carambola, si trovano in commercio generalmente come estratti, creme, confetture e canditi. Solo in poche zone è possibile trovare in vendita i frutti.

di Redazione

30 gennaio 2015

I frutti esotici

Ogni giorno abbiamo a che fare con innumerevoli specie di frutti esotici, sia al supermercato che in giardini e vivai. Ananas, kiwi, banane, cocco, mango, avocado e datteri sono solo alcuni dei frutti extraeuropei che consumiamo regolarmente o coltiviamo a scopo ornamentale. Decisamente meno conosciuti sono, invece, frutti esotici particolari come la guava (o guaiava) e la carambola, apprezzati sia per il loro sapore che per la raffinata forma dei frutti e delle piante su cui crescono. In effetti, coltivare delle varietà esotiche richiede pazienza e cura, ma chi ha già un po’ di dimestichezza con gli alberi da frutto potrà senz’altro trarre soddisfazioni dalla coltivazione di questi due frutti. Scopriamo quali sono le origini e le caratteristiche principali di questi frutti.

La guava

La guava (nome scientifico Psidium guajava) è un frutto esotico appartenente alla famiglia delle Myrtaceae e originaria probabilmente dell’America Centrale, ma ormai coltivata in buona parte del Sud America e dell’Oriente, in climi tropicali e temperati. L’albero di guava è piccolo (raramente supera i 7-10 metri d’altezza), con tronco e rami coriacei e duri. Le foglie sono ampie, coriacee e di un verde brillante. I fiori, profumati e raccolti sovente in piccoli grappoli, sono bianchi e di dimensioni modeste, con caratteristici stami a forma di piumino. Dopo la fioritura compaiono i frutti, somiglianti nell’aspetto a piccoli agrumi. Tondeggianti e dalla forma rugosa o liscia, hanno una polpa rosata leggermente acidula o totalmente dolce (il fattore varia in funzione della varietà coltivata). Si raccolgono maturi, quando hanno raggiunto una colorazione giallognola, e si utilizzano per la preparazione di confetture, canditi e succhi di frutta. I frutti acerbi invece hanno proprietà astringenti e vengono utilizzati per la preparazione di sciroppi o altri preparati.

La carambola

La carambola è un frutto esotico conosciuto anche come "Star Fruit", per via della caratteristica forma che assume una volta tagliato in fette (ricordano una stella a cinque punte). Il nome scientifico è Averrhoa carambola. Appartiene alla famiglia delle Oxalidaceae, ed è una pianta a portamento arboreo originaria del Sud-est asiatico, coltivata oggi anche in altre zone del mondo (Sud America e isole vicine). Nelle sue zone d’origine la carambola raggiunge anche i 12 metri d’altezza, con un tronco lungo e legnoso di colore scuro. Le foglie sono ampie e lanceolate, di colore chiaro, mentre i fiori sono piccoli e rosa, raccolti in gruppi ristretti. Nei periodi estivi compaiono i frutti, di colore giallo intenso e dalla forma a stella. In Europa è raro trovarli in commercio, ma nei paesi d’origine vengono utilizzati per insaporire macedonie, cocktail, confetture e per la preparazione di basi e creme nella pasticceria.

Coltivare questi frutti esotici

Sia la guava che la carambola sono originari di zone tropicali, dove le temperature non sono mai rigide, ma, soprattutto la guava, si può facilmente coltivare anche in vaso. Come gli agrumi, la guava riesce a sostenere il freddo, a patto che non sia prolungato ed esposta troppo alle intemperie. Per questo motivo, se la si tiene in vaso, è bene spostarlo in zone riparate quando fa freddo, oppure coprire la pianta con un telone di plastica resistente. Nelle zone mediterranee e ad altezze non troppo elevate, la guava fruttifica tranquillamente nei periodi estivi fino all’autunno inoltrato. La carambola, invece, è molto più delicata; va tenuta nel terreno (quindi mai in vaso) e in Italia viene coltivata soprattutto in Sicilia, regione dove gli inverni non sono mai rigidi e la pianta arriva a fruttificare. Entrambe le specie si adattano bene nei giardini, arrivando ad altezze che non superano mai i 4 metri e regalano in primavera fiori profumati e gradevoli alla vista.

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Domande frequenti

  • È possibile coltivare la guava in vaso?
    Sì, la guava (Psidium guajava) si adatta bene alla coltivazione in vaso, rendendola ideale per balconi o terrazzi. Questa modalità colturale facilita la gestione termica durante i mesi freddi. È fondamentale utilizzare un contenitore sufficientemente ampio e un terreno ben drenato per evitare ristagni idrici. Durante l'inverno, specialmente nelle zone non mediterranee, il vaso deve essere spostato in aree riparate o la pianta va protetta con teli anti-gelo per prevenire danni da freddo, dato che pur tollerando basse temperature, preferisce climi miti.
  • Qual è la differenza principale tra guava e carambola nella coltivazione?
    La differenza sostanziale risiede nella resistenza al freddo e nella collocazione. La guava è più rustica e può essere coltivata sia in piena terra (nelle zone miti) che in vaso, proteggendola dai geli intensi. Al contrario, la carambola (Averrhoa carambola) è molto più delicata e sensibile al freddo; richiede un clima subtropicale stabile e, in Italia, viene coltivata quasi esclusivamente in Sicilia. A differenza della guava, la carambola non ama il vaso e necessita di essere messa a dimora in terreni caldi e riparati dagli inverni rigidi.
  • Quando si raccolgono i frutti di guava e carambola?
    La raccolta avviene principalmente in estate e autunno inoltrato, a seconda della zona climatica. Per la guava, i frutti sono pronti quando assumono una colorazione giallognola e la polpa diventa morbida; possono essere dolci o aciduli a seconda della varietà. La carambola, nota anche come 'Star Fruit', produce frutti gialli intensi che ricordano una stella se tagliati trasversalmente. Entrambi i frutti vanno raccolti a maturazione completa per garantire il miglior sapore, anche se la guava acerba può essere utilizzata per sciroppi grazie alle sue proprietà astringenti.
  • Quanto cresce un albero di guava o carambola?
    In condizioni naturali e ottimali, la guava può raggiungere i 7-10 metri di altezza, mentre la carambola nei suoi habitat d'origine può superare i 12 metri. Tuttavia, nei giardini europei o in coltivazioni limitate, entrambe le specie tendono a mantenersi più contenute, spesso non superando i 4 metri. Questo aspetto le rende gestibili anche in spazi ridotti. La potatura regolare aiuta a controllare l'altezza e a favorire una migliore produzione di fiori e frutti, mantenendo la pianta sana e ordinata.

Scheda Tecnica

Psidium guajava

Nome scientificoPsidium guajava
FamigliaMyrtaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde di piccole dimensioni
OrigineAmerica Centrale
EsposizionePieno sole, riparata dal vento
TerrenoBen drenato, fertile
IrrigazioneRegolare in estate, ridotta in inverno
FiorituraPrimavera-Estate
Altezza7-10 metri (in natura), max 4m in giardino/vaso
ConcimazioneFertilizzante bilanciato in primavera
PotaturaLeggera, per mantenere la forma e rimuovere rami secchi
MoltiplicazioneSemina, talea o innesto
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, marciumi radicali se ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneMedia (resistente al freddo se protetta)

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