Coltivazione di kiwi

alberi da frutto

Kiwi coltivazione

In Italia, maggior produttore al mondo, per la pianta di kiwi la coltivazione richiede tecniche che ricreano gli effetti del clima del suo habitat naturale. Grazie ad ombreggiamento, nebulizzazioni e irrigazioni a goccia si riescono ad avere eccezionali raccolte di deliziosi frutti da questa pianta.

di Redazione

22 gennaio 2015

Caratteristiche del kiwi e coltivazione in Italia

Il kiwi (Actinidia chinensis) è una pianta rampicante caducifoglia, originaria della Cina, che raggiunge gli 8-10 metri d'altezza. Le foglie sono rotonde ed i fiori, a 5-6 petali, sono di colore bianco-panna. I frutti sono bacche ovaliformi con buccia coperta di peli, con polpa compatta, dolce ed acidula, con centinaia di piccoli semi neri. Il nostro Paese è il primo produttore mondiale di kiwi, risultato ottenuto grazie a semplici mezzi tecnologici che ricreano il microclima ideale per la pianta, cioè estate calda e piovosa ed inverno freddo. L'ombreggiamento con reti riproduce la scarsa quantità di sole delle estati cinesi e riduce l'aerazione, mantenendo un'alta umidità. Le foglie, inoltre, vengono nebulizzate costantemente e si attua una irrigazione a goccia, per proteggere le radici superficiali dalla disidratazione. Per il resto, l'inverno italiano è adeguatamente freddo.

Terreno, messa a dimora e riproduzione del kiwi

Il terreno adatto alla coltivazione di kiwi è argilloso, neutro o leggermente acido, non calcareo, permeabile e ricco di umidità. La preparazione del suolo prevede la concimazione con letame maturo ed eventualmente l'aggiunta di ghiaia e sabbia, per garantire un buon drenaggio, e di torba, per favorire la conservazione dell'umidità. Il kiwi, essendo un rampicante, ha bisogno di un tutore che lo sostenga, come un filare o una pergola. Inoltre, poiché è una pianta dioica, cioè con esemplari maschi ed esemplari femmine, occorre impiantare entrambi per realizzare la fruttificazione. La proporzione corretta prevede almeno una pianta maschile ogni 6-8 femminili. La pianta si moltiplica per talea in estate oppure per semina nella stagione autunnale, in serra fredda. Il trapianto delle piantine in piena terra avviene dopo circa un anno, mantenendo una distanza di due metri tra di esse.

Irrigazione della pianta di kiwi

Per il kiwi la coltivazione prevede un'innaffiatura che mantenga il terreno sempre umido ma senza che si verifichino ristagni d'acqua, che causano il marciume radicale. La frequenza delle operazioni di irrigazione dipende dalla fase del ciclo riproduttivo in cui si trova la pianta e dal clima della stagione. Occorre comunque innaffiare quando il terreno comincia a diventare più secco. Al momento dell'impianto e della semina la pianta ha bisogno di grandi quantità d'acqua. Durante la stagione estiva, in base alle temperature, può essere necessario intervenire quotidianamente. L'innaffiatura deve essere effettuata di mattina presto in inverno, per evitare le gelate notturne, mentre in estate è consigliabile che l'operazione sia effettuata dopo che il sole è tramontato, evitando le ore troppo calde del giorno.

Potatura e raccolta dei kiwi

Nel periodo tra la fine di febbraio ed il principio di marzo, quando le gelate sono ormai poco probabili, per i kiwi la coltivazione richiede una intensa potatura invernale. Bisogna eliminare i rami grossi, diradando la vegetazione soprattutto nelle zone più fitte, lasciando i tralci principali, con 10-12 gemme, insieme a quelli con 3-4 gemme. Nella stagione primaverile va eseguito un altro intervento durante la fioritura o l'inizio della produzione di frutti (o in entrambi i periodi), con l'accorciamento di quei tralci privi di fiori e frutti per assicurare maggiore aria e luce. Per quanto riguarda la raccolta, il kiwi comincia a fruttificare dopo 3 anni dall'impianto. Nella nostra penisola la stagione di raccolta parte al termine dell'autunno e continua fino all'inizio dell'estate dell'anno successivo.

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Domande frequenti

  • È necessario piantare sia piante maschili che femminili per ottenere i frutti?
    Sì, il kiwi è una pianta dioica, il che significa che esistono esemplari distinti maschi e femmine. Per avere una buona fruttificazione è indispensabile impiantare entrambi i sessi nell'orto. La proporzione corretta prevede almeno una pianta maschile ogni 6-8 piante femminili. La pianta maschile serve esclusivamente a impollinare quelle femminili; non produce frutti commestibili per la vendita, ma garantisce la formazione delle bacche sulle piante femmine.
  • Quali sono le caratteristiche ideali del terreno per il kiwi?
    Il kiwi predilige terreni argillosi, ben drenati ma capaci di trattenere umidità. È fondamentale che il substrato sia neutro o leggermente acido e assolutamente privo di calce, poiché il calcare causa clorosi ferrica. Prima della messa a dimora, è consigliabile arricchire il suolo con letame maturo e aggiungere sabbia o ghiaia per migliorare il drenaggio, prevenendo così il temuto marciume radicale causato dai ristagni idrici.
  • Quando e come si effettua la potatura del kiwi?
    La potatura principale avviene in inverno, tra fine febbraio e inizio marzo, quando il rischio di gelate severe è passato. Si eliminano i rami vecchi e si dirada la vegetazione fitta, lasciando sui tralci principali solo 10-12 gemme e sui laterali 3-4 gemme. Una seconda potatura leggera si esegue in primavera, accorciando i tralci che non hanno fiori o frutti, per migliorare l'illuminazione e l'aerazione della chioma.
  • Come bisogna gestire l'irrigazione durante l'estate?
    Il kiwi ha apparati radicali superficiali molto sensibili alla siccità. In estate, specialmente nelle giornate calde, l'irrigazione può dover avvenire quotidianamente per mantenere il terreno costantemente umido. È preferibile annaffiare al tramonto del sole per evitare stress termici alle radici. Un sistema di nebulizzazione sulle foglie e ombreggiamento con reti aiuta a ridurre l'evaporazione e ricrea l'umidità tipica dell'habitat nativo cinese.
  • Dopo quanti anni la pianta inizia a produrre frutti?
    La pianta di kiwi inizia a fruttificare generalmente dopo 3 anni dalla messa a dimora in piena terra. La raccolta in Italia si svolge tradizionalmente a partire dal tardo autunno e può protrarsi fino all'inizio dell'estate dell'anno successivo, a seconda della varietà e delle condizioni climatiche. I frutti sono bacche ovaliformi con polpa verde, dolce e acidula, ricche di piccoli semi neri.

Scheda Tecnica

Actinidia chinensis

Nome scientificoActinidia chinensis
FamigliaActinidiaceae
Tipo di piantaRampicante caducifoglia
OrigineCina
EsposizioneSoleggiata ma necessita di ombreggiamento estivo per ricreare il microclima originale
Temperatura minimaInverno freddo necessario; attenzione alle gelate tardive sulla vegetazione giovane
TerrenoArgilloso, neutro o leggermente acido, non calcareo, permeabile e ricco di umidità
IrrigazioneCostante per mantenere il terreno umido ma mai inzuppato; evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera (fiori bianchi-panna a 5-6 petali)
Altezza8-10 metri
ConcimazioneLetame maturo in primavera/autunno; integrazione con torba e sabbia per struttura e umidità
PotaturaInvernale (feb-marzo) per diradare e lasciare 10-12 gemme sui tralci principali; estiva per aerazione
MoltiplicazioneTalea estiva o semina autunnale in serra fredda
Malattie e parassitiMarciume radicale da ristagno idrico; sensibile alla disidratazione radicale
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede gestione specifica di umidità, ombra e impollinazione)

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