prataioli

Funghi

Agaricus campestris

L’agaricus campestris si presenta con un cappello sferico, globoso, del diametro di circa venti centimetri, poco depresso... Scopri tutto leggendo il nostro articolo on line

di Redazione

26 marzo 2014

Agaricus campestris

E’ ritenuto da molti il miglior commestibile, mentre altri lo considerano di pregio minore. Ci stiamo riferendo al fungo agaricus campestris, comunemente conosciuto come prataiolo. Il nome comune del fungo deriva dal suo habitat, in genere i prati. L’agaricus campestris è conosciuto fin dall’antichità. Gli antichi Romani addirittura lo consumavano spesso, tanto che il poeta latino Orazio lo celebra nei suoi versi.

Caratteristiche

L’agaricus campestris si presenta con un cappello sferico, globoso, del diametro di circa venti centimetri, poco depresso, a volte piano, di colore bianco giallo, con lamelle incurvate, non legate al gambo, di colore rosa o vinaccio. Il gambo è cilindrico, sodo, bianco e affusolato verso la base. L’anello del fungo è bianco e piegato come se formasse un doppio collare. La carne è soda, fragile bianca, con venature rosa al taglio. Il sapore della stessa è dolce o lievemente piccante. L’odore è molto gradevole, simile alla mandorla. Le spore del fungo sono massive, ovoidali e brune.

Habitat e commestibilità

Il prataiolo o agaricus campestris cresce nei campi, nei prati, nei pascoli e nei boschi ben concimati. Il periodo di maturazione di questo fungo va dall’estate all’autunno. La commestibilità di questo fungo è ottima e consente di prepararlo in tanti modi. Il prataiolo si può infatti usare per condire primi piatti e risotti, ma anche per creare condimenti a parte. Molto buoni sono i prataioli triofolati in padella. Il cappello del fungo, lavato e tagliato, si soffrigge in padella con olio, sale, pepe, prezzemolo e aglio. Poco prima di spegnere il fuoco, si aggiunge del vino bianco e il gioco è fatto: si potrà gustare un contorno davvero gustoso.

Somiglianze

L’agaricus campestris può essere scambiato con specie anche molto tossiche e velenose. Tra queste, l’amamita phalloides (mortale), e altri agaricus tossici, come lo xanthodermus, che si distingue dal campestris per la carne color giallo cromo alla base del gambo (la differenza di colore emerge in caso di sezionamento). La confusione con le specie tossiche nasce dal fatto che gli inesperti raccolgono i funghi recidendo il gambo. L’unico modo per distinguere il prataiolo dall’amanita phalloides, ad esempio, è la presenza della volva, che nella specie mortale rimane attaccata alla base del gambo. Se quest’ultimo viene reciso, la volva rimane nascosta nel terreno e non si ha più modo di capire se si tratta di una specie commestibile o mortale. In caso di dubbi, inoltre, meglio far controllare gli esemplari raccolti dai micologi della Asl.

Domande frequenti

  • Come riconoscere correttamente l'Agaricus campestris per evitare confusione con specie velenose?
    Per identificare con sicurezza il prataiolo, osserva attentamente la base del gambo: l'Agaricus campestris non possiede la volva (una struttura saccale), mentre l'Amanita phalloides sì. Inoltre, taglia trasversalmente il gambo; la carne del campestris rimane bianca o rosacea, mentre quella dello Xanthodermus diventa gialla cromo. Non recidere mai il gambo al livello del suolo durante la raccolta, altrimenti non potrai verificare la presenza della volva, rendendo impossibile distinguere il fungo commestibile da quello mortale.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del prataiolo?
    L'Agaricus campestris presenta un cappello sferico-globoso bianco-giallastro, fino a 20 cm, con lamelle inizialmente rosa poi scure. Il gambo è cilindrico, bianco e dotato di un anello doppio. La carne è soda, bianca e fragili, con venature rosa al taglio. Il profumo è molto gradevole, simile alle mandorle, e il sapore è dolce o leggermente piccante. Le spore sono massive, ovoidali e di colore brunastro.
  • Dove e quando si trova l'Agaricus campestris?
    Questo fungo cresce tipicamente in ambienti aperti come prati, pascoli, campi coltivati e boschi ben concimati, da cui deriva il nome 'campestris'. Il periodo di raccolta va dall'estate all'autunno. È una specie saprofita che predilige terreni ricchi di materia organica. La sua presenza è frequente nelle aree erbose urbane e rurali dove il terreno è fertile e umido.
  • Come cucinare il prataiolo in modo semplice e gustoso?
    Un metodo classico è il soffritto ai tre tartufi: lava e taglia i cappelli, poi soffriggili in padella con olio, aglio, prezzemolo, sale e pepe. A fine cottura aggiungi un po' di vino bianco. Il prataiolo è ottimo anche per condire primi piatti e risotti. La sua carne soda resiste bene alla cottura mantenendo un sapore dolce e aromatico, ideale per contorni veloci o ripieni.
  • È sicuro raccogliere il prataiolo se si è inesperti?
    No, non è sicuro. L'Agaricus campestris può essere confuso con specie letali come l'Amanita phalloide o tossiche come alcune specie di Xanthodermus. La distinzione richiede l'osservazione della volva alla base del gambo e il test del colore della carne al taglio. Se non hai esperienza consolidata, non raccogliere mai questi funghi. In caso di dubbio, porta sempre gli esemplari raccolti al controllo della ASL locale prima del consumo.