Chiodini

Quanto irrigare i chiodini

I chiodini, come tutti i funghi, hanno bisogno di un terreno costantemente umido. Sin dalla predisposizione del contenitore è necessario apportare moltissima acqua. I miceli, responsabili della crescita dei funghi, se non trovano un terreno grondante di acqua difficilmente si ambienteranno e daranno origine allo sviluppo dei chiodini. Fino a quando non compariranno i primi funghi l'acqua dovrà essere apportata quotidianamente. Successivamente il terreno dovrà essere mantenuto umido con l'utilizzo di un nebulizzatore in modo tale da tener umidi anche i cappelletti teneri dei funghi appena spuntati. Se il clima è caldo le innaffiature devono essere ripetute anche nel corso della giornata, se invece il clima è umido si potrà ridurre o eliminare del tutto l'apporto, considerando che i funghi assorbiranno il loro fabbisogno idrico dall'aria circostante.
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Come prendersi cura dei chiodini

Esemplare chiodini Per poter coltivare i chiodini in casa è necessario un contenitore, un foglio di plastica, della paglia, del letame stagionato e dei miceli del chiodino o del fungo che si vuole coltivare. Lo scopo è quello di ricreare l'ambiente congeniale al chiodino. È necessario partire sempre dalla considerazione che i funghi sono simbionti, cioè si nutrono di sostanza organica e quindi se si vuole coltivarli nel migliore dei modi è necessario fornire loro le sostanze di cui hanno bisogno per svilupparsi. Come contenitore è possibile usare la cassetta della frutta, rivestita di un foglio di plastica spesso, necessario per trattenere l'acqua in eccesso e garantire un ambiente molto umido ai miceli. Riempire il fondo con letame stagionato, mescolato a paglia o a foglie di sottobosco, versare i miceli del chiodino e ricoprire con un altro strato di foglie secche e letame. Versare almeno 2 litri di acqua.

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Come concimare i funghi

Chiodini materia organica I chiodini hanno bisogno di un substrato ricco di sostanza organica. In particolar modo nella preparazione della cassetta per la loro produzione è necessario apportare stallatico maturo in quantità sufficiente a riempirla. Il letame ha la funzione di apportare i minerali necessari all'attecchimento dei miceli dei chiodini. Senza le sostanze nutritive è impossibile ricreare le condizioni favorevoli per il loro sviluppo. Inoltre, essendo i chiodini una specie saprofita, è necessario prevedere l'apporto di residui vegetali secchi come mele rinsecchite, fichi, patate, i quali decomponendosi apporteranno nutrimento ai funghi. Infine, il letame deve essere ancora ricoperto da fogliame secco, lo stesso che si ritrova nel sottobosco, fatto di foglie di conifere e latifoglie. La decomposizione deve essere favorita dall'elevata umidità e dalla temperatura umida e fresca.


Chiodini: Esposizione, malattie e possibili rimedi

Chiodini sviluppo I chiodini se sono sottoposti ad una cattiva irrigazione soffrono di malattie. Funghi rinsecchiti ed esili sono il sintomo che la quantità di acqua apportata è troppo poca. Una patina biancastra su tutta la superficie del cappelletto e anche sul substrato indica che si sta innaffiando troppo. In quest'ultimo caso è necessario diminuire drasticamente l'apporto di acqua per evitare di perdere tutto il raccolto. I funghi sono specie saprofite, si nutrono di sostanza organica in decomposizione, perciò se dopo la semina dei miceli non si ha la comparsa dei funghi, molto probabilmente significa che non vi è abbastanza materiale organico nel substrato. In questo caso si può scegliere di apportare scarti vegetali secchi a supporto del substrato esistente o ripetere l'operazione apportando maggior compost vegetale.


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