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Funghi

boletus satanas

Tutte le caratteristiche e le curiosità sul boletus satanas, fungo tossico del genere boletus. Accedi al nostro articolo pr scoprire come evitare il porcino malefico

di Redazione

20 novembre 2013

Boletus satanas

Appartiene a una famiglia di funghi che comprende anche delle pregiate specie commestibili. Il fungo di cui parliamo in questo approfondimento non è purtroppo commestibile, anzi: è molto tossico ed è meglio starci alla larga. Ci riferiamo al boletus satanas, chiamato anche “porcino” malefico”. Esistono delle teorie e delle leggende secondo cui il boletus satanas potrebbe diventare commestibile. Sconsigliamo vivamente di credere a queste fandonie. Il porcino malefico, infatti, rientra nella categoria dei funghi velenosi e non può affatto essere consumato. Coloro che sostengono di averlo mangiato previa bollitura, lo hanno probabilmente confuso con qualche porcino commestibile che somiglia sono in apparenza a quello malefico. Nei paragrafi che seguono descriveremo meglio le caratteristiche del boletus satanas in modo da riconoscerlo immediatamente e da evitarne la raccolta.

Caratteristiche

Il porcino malefico, o boletus satanas, appartiene, come già detto, al genere boletus e alla vasta famiglia dei porcini. Nel genere boletus, come accade anche in altri generi di funghi, coesistono funghi commestibili e funghi velenosi o tossici. Una specie molto tossica è proprio quella del boletus satanas. Questo fungo si sviluppa su terreni calcarei e nei boschi di latifoglie, o meglio,sotto le latifoglie. Fa la sua comparsa tra la primavera e l’estate, ma qualche esemplare si può trovare anche in autunno. Il fungo si presenta con un cappello ampio, con diametro compreso tra dieci e quaranta centimetri. La struttura si presenta tondeggiante, carnosa, come quella di tutti i porcini e con un marcato colore bianco che può virare anche al grigiastro o al bianco-verde. Il cappello presenta piccole screpolature centrali; se viene toccato può anche diventare bruno o di colore blu. Negli esemplari vecchi, il cappello tende a diventare gnoccoso, cioè tende ad apparire come se si stesse contorcendo. I tubuli, nella parte bassa del cappello, sono corti, di colore giallo o giallo-verde e se toccati tendono a diventare blu: i loro “orifizi”, cioè i pori, piccoli e sferici, hanno invece un colore rossastro verso il margine e tendono a diventare verdi se vengono premuti. Il gambo del boletus satanas è corto, tozzo e ingrossato, di colore rosso vivo nella parte centrale e inferiore, con un reticolo dello stesso colore, e di colore giallastro nella parte attaccata al cappello. Spesso non è possibile vedere il colore del gambo perché totalmente ricoperto dal terreno. Bruna è anche la parte del micelio che cresce sottoterra e che è strettamente legata al gambo. La carne è soda, bianca e molto compatta. Di solito assume una colorazione rossastra appena viene tagliata, per poi diventare viola o blu oppure grigia. Il suo sapore è prima gradevole, come la noce e poi disgustoso. Il sapore sgradevole è più marcato negli esemplari più vecchi. Anche l’odore è piuttosto sgradevole, diciamo quasi simile a quello di un cadavere. Le spore sono massive, di forma affusolata e di colore olivastro oppure bruno.

Tossicità

Non vi sono dubbi sulla non commestibilità ( e quindi tossicità) del boletus satanas. Questo fungo è assolutamente tossico e pericoloso. La sua ingestione provoca infatti gravi intossicazioni con vomito irrefrenabile. A causare questo sintomo è una tossina del fungo, la bolesatina. Si tratta di una glico-proteina molto tossica in grado di causare gravi gastroenteriti negli essere umani. A basse concentrazioni, la bolesatina stimola la riproduzione cellulare con gli stessi meccanismi che favoriscono l’insorgenza del tumori, mentre ad alte concentrazioni, la stessa sostanza blocca la sintesi proteica. Alcuni sostengono di aver mangiato funghi boletus satanas dopo averli bolliti ed essiccati, poiché si ritiene che la proteina tossica del fungo venga eliminata con la cottura e con l’essiccazione. In realtà si tratta di una credenza errata: la bolesatina non si può eliminare con la cottura e con l’essiccazione e coloro che credono di aver mangiato funghi boletus satanas in realtà hanno consumato funghi somiglianti ma non tossici. Si dice anche che alcuni esemplari di boletus satanas raccolti nei boschi dell’Etna, siano consumati previa cottura ed essiccazione in salamoia. Anche in questo caso si tratta di funghi che non sono boletus satanas, ma altri boletus simili al fungo tossico ma in realtà commestibili. Si sconsiglia dunque vivamente di ricorrere o bolliture o ad altre pratiche culinarie finalizzate al consumo di boletus satanas. Questo fungo non va mangiato per alcun motivo.

Somiglianze

E’ probabile che chi crede di aver mangiato funghi boletus satanas in realtà abbia consumato delle specie molto simili ma commestibili. In effetti, il boletus satanas presenta delle somiglianze con molte altre specie di funghi, tra cui il boletus calopus, immangiabile per via del sapore molto amaro, il boletus erytropus, commestibile ma solo dopo cottura prolungata, il boletus luridus, commestibile sempre dopo una lunga cottura e il boletus splendidus, specie tossica.

Domande frequenti

  • È vero che bollendo il Boletus satanas diventa commestibile?
    No, questa è una credenza errata e pericolosa. La tossina principale del fungo, chiamata bolesatina, è una glico-proteina resistente alle alte temperature. Né la bollitura né l'essiccazione riescono a neutralizzare il veleno. Chi sostiene di averlo consumato con successo ha probabilmente confuso il Boletus satanas con specie simili ma commestibili, come il Boletus erythropus o il Boletus luridus, che richiedono comunque una cottura prolungata per essere sicuri.
  • Quali sono i sintomi di un'intossicazione da Boletus satanas?
    L'ingestione provoca gravi intossicazioni caratterizzate principalmente da vomito irrefrenabile e forti gastroenteriti. La bolesatina agisce bloccando la sintesi proteica ad alte concentrazioni. Inoltre, a basse dosi, questa tossina può stimolare la riproduzione cellulare in modo anomalo, meccanismi simili a quelli che favoriscono l'insorgenza tumorale. I sintomi sono immediati e severi, rendendo necessario un intervento medico urgente in caso di ingestione accidentale.
  • Come riconoscere visivamente il Boletus satanas dagli altri funghi?
    Si distingue per il cappello bianco che vira al grigio o verde-bluastro, spesso con screpolature centrali. La carne, inizialmente bianca e soda, diventa rapidamente rossastra, viola o blu al taglio. Il gambo è corto, tozzo e rosso vivo nella parte centrale, con un reticolo rosso. I tubuli sotto il cappello sono gialli o verdastri e imbruniscono al tocco, mentre i pori sono rossastri al margine. L'odore è sgradevole, simile a quello di un cadavere in decomposizione.
  • In quali ambienti cresce il Boletus satanas e quando?
    Questo fungo predilige i terreni calcarei e si trova comunemente nei boschi di latifoglie, sviluppandosi direttamente sotto la chioma degli alberi. La sua stagione di crescita principale va dalla primavera all'estate, sebbene sia possibile rinvenire esemplari anche in autunno. È fondamentale prestare massima attenzione durante la raccolta in questi habitat, dato che la sua presenza coincide spesso con quella di specie commestibili del genere Boletus.
  • Esiste pericolo di confusione con altre specie di funghi?
    Sì, il rischio di confusione è alto. Il Boletus satanas assomiglia a specie come il Boletus calopus (amaro e immangiabile), il Boletus erythropus e il Boletus luridus (commestibili solo dopo lunga cottura) e il Boletus splendidus (tossico). Molti casi riportati di 'consumo riuscito' derivano dall'aver scambiato il satana per queste specie simili. Data la gravità della tossicità e la difficoltà di distinzione, si sconsiglia vivamente la raccolta di qualsiasi fungo del genere Boletus non perfettamente identificabile da esperti.

Scheda Tecnica

Boletus satanas

Nome scientificoBoletus satanas
FamigliaBoletaceae
Tipo di piantaFungo
OrigineEuropa meridionale e Nord Africa
EsposizioneBoschi di latifoglie, terreni calcarei
TerrenoCalcareo, ricco di humus
IrrigazioneNativa (dipende dalle precipitazioni)
FiorituraPrimavera-Estate (talvolta Autunno)
AltezzaCappello 10-40 cm, gambo corto e tozzo
ConcimazioneN/A
PotaturaN/A
MoltiplicazioneSpore
Malattie e parassitiSoggetto a infestazioni naturali comuni ai funghi
Difficoltà di coltivazioneDifficile da distinguere da specie commestibili