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crespino

Aggiornato il 19 luglio 20115 capitoli5 domande frequenti
crespino

Caratteristiche

Il crespino presenta un nome che deriva da un vocabolo arabo, ovvero “harbaris”, con cui venivano indicati tutti quei frutti di tali piante, che venivano spesso sfruttati come essenza medicinale anche dai seguaci della Scuola salernitana. Ancora al giorno d'oggi, comunque, la medicina popolare conferisce al crespino ottime proprietà terapeutiche, che si dimostrano estremamente efficaci sopratutto per quanto concerne la cura della malaria. Si tratta di un arbusto che presenta un portamento cespuglioso e che può raggiungere un'altezza pari ad 1 o 2 metri. Questa pianta ha una radice di colore giallastro, legnosa e strisciante. Le foglie, caratterizzate da una forma ovale o oblunga-ovale, hanno un margine brevemente dentato e spinescente, mentre i fiori crescono in grappoli ascellari, pendenti e peduncolati. Si tratta di una pianta che si sviluppa sopratutto nei boschi, siepi, campi incolti e, in modo particolare, nei monti europei e del Caucaso, mentre in Italia la si può facilmente trovare sugli Appennini e sulle Alpi. La fioritura della pianta di crespino avviene generalmente nel corso del periodo compreso tra maggio e giugno, mentre i frutti giungono a maturazione tra settembre ed ottobre.

Coltivazione

La pianta del crespino non si deve diffondere tra i cereali, semplicemente perché ospita la ruggine del grano. Stiamo parlando di una pianta rustica che, una volta che riesce ad attecchire, presenta un'ottima resistenza nei confronti di qualsiasi temperatura. I frutti del crespino risultano più o meno acidi in relazione all'esposizione al sole della pianta. Per fare in modo di evitare il fungo del grano “ruggine”, è importante coltivare il crespino solamente in zone montane, lontano dai campi seminati, oppure anche nelle macchie. La pianta del crespino si caratterizza per svilupparsi alla perfezione in tutti quei terreni estremamente ricchi di basi e di nutrienti, che nella maggior parte dei casi sono anche calcarei.

Principi attivi

All'interno della corteccia di crespino possiamo trovare berberina, palmatina, iatrozzizina, alcaloidi, resina, olio essenziale, zucchero, mucillagine, tannino, pectina. All'interno delle foglie di crespino sono presenti, invece, berberina, acidi citrico e malico, zuccheri, gomma, pectina e acido tartarico.

Proprietà

Il crespino è una pianta che può vantare proprietà toniche, stimolante del fegato, antiperiodico e febbrifugo. Si tratta di un arbusto che presenta anche proprietà vaso-costrittive e, per tale ragione, deve essere considerato nelle emorragie viscerali ed uterine. Per fare in modo di svolgere un'ottima azione di prevenzione nei confronti delle emorragie, la pianta del crespino si deve utilizzare per un buon numero di settimane. Per via del suo potere alterante, il crespino viene usato anche per la cura della scrofola. Nel momento in cui viene assunta in dosi elevate, può diventare un drastico e, nel caso in cui venga associato all'Enula campana, può risultare utile ed efficace per la cura del morifinismo. La corteccia del crespino viene prevalentemente utilizzata come amaro, antitermica, colagoga, eupeptica e purgativa. Per quanto riguarda le applicazioni terapeutiche, invece, la corteccia si dimostra estremamente efficace per quanto riguarda la cura dell'anoressia, cistalgia da litiasi, dissenteria, dispepsia cronica, epatomegalia, ipocolia, nefralgia e stipsi.

Uso

Si può preparare un'ottima tisana naturale a base di crespino: è sufficiente versare 150 ml di acqua bollente su 1-2 cucchiaini di foglie essiccate e lasciare riposare tale composto per almeno cinque minuti e poi provvedere al filtraggio. Per quanto riguarda il decotto di radice di crespino, invece, si dovrà versare un cucchiaino di corteccia di radice finemente sminuzzata all'interno di 150 ml di acqua bollente, poi fare bollire per almeno 20-30 minuti ed eseguire successivamente il filtraggio. Le modalità di assunzione non dovranno superare una tazza per 1-2 volte al giorno. Esiste anche lo sciroppo di bacche di crespino, che si può preparare con estrema facilità, dato che è sufficiente inserire 500 grammi di bacche mature in acqua e poi aspettare fino a quando non si saranno ammorbidite, per poi passarle e unire con un po' di miele: lasciare cuocere fino a ricavarne un ottimo sciroppo, lasciando raffreddare e poi versandolo in una bottiglia di vetro. In omeopatia la tintura madre di Bereberis viene preparata proprio con la corteccia della radice della pianta di crespino e viene somministrata alle potenze D2-D6 e D12. Per quanto riguarda l'uso esterno, il crespino si può efficacemente sfruttare per effettuare gargarismi e frizioni alle gengive, per contrastare la piorrea: si consiglia di utilizzare il decotto della corteccia e radice al 5-8%. La tintura madre viene direttamente estratta dalla corteccia, essiccata dalla radice, sottoposta ad una particolare lavorazione e poi confezionata in pastigli o in gocce; c'è anche la possibilità, però, per chi lo volesse, di acquistare la tintura madre anche sotto forma di soluzione, sopratutto le fiale che servono per le iniezioni.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali del crespino?
    Il crespino è noto per le sue proprietà toniche, stimolanti del fegato, antiperiodiche, febbrifughe e vaso-costrittive. Viene tradizionalmente utilizzato per trattare emorragie viscerali e uterine, anoressia, dispepsia cronica, dissenteria, stipsi e problemi renali come la nefralgia. Grazie ai suoi principi attivi, agisce anche come amaro, colagogo, eupeptico e purgativo, supportando la digestione e la funzionalità epatica.
  • Come si prepara la tisana di crespino?
    Per preparare la tisana, versa 150 ml di acqua bollente su 1-2 cucchiaini di foglie essiccate di crespino. Lascia in infusione per almeno cinque minuti, quindi filtra il liquido. Questa preparazione è adatta per un consumo moderato. È importante non superare l'assunzione di una tazza per 1-2 volte al giorno, rispettando sempre le indicazioni per un uso sicuro e appropriato della pianta.
  • In quali terreni cresce meglio il crespino?
    Il crespino prospera in terreni estremamente ricchi di basi e nutrienti, che nella maggior parte dei casi sono anche calcarei. È una pianta rustica che, una volta stabilita, mostra ottima resistenza alle temperature. Tuttavia, poiché può ospitare la ruggine del grano, è consigliabile coltivarlo lontano dai campi seminati, preferibilmente in zone montane o nelle macchie, per evitare contaminazioni delle colture agricole vicine.
  • Quali sono i principi attivi contenuti nel crespino?
    La corteccia del crespino contiene berberina, palmatina, iatrozzizina, vari alcaloidi, resina, olio essenziale, zucchero, mucillagine, tannino e pectina. Nelle foglie sono presenti berberina, acidi citrico e malico, zuccheri, gomma, pectina e acido tartarico. Questi composti, in particolare gli alcaloidi come la berberina, sono responsabili delle numerose proprietà terapeutiche attribuite alla pianta nell'erboristeria tradizionale.
  • Come si usa il crespino per la salute orale?
    Per uso esterno, il crespino è efficace per contrastare la piorrea attraverso gargarismi e frizioni alle gengive. Si consiglia di utilizzare un decotto preparato con la corteccia e la radice della pianta, mantenendo una concentrazione al 5-8%. Questo trattamento locale sfrutta le proprietà astringenti e antisettiche della pianta per migliorare la salute delle gengive e ridurre l'infiammazione orale.

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