castanea sativa aureo

Alberi

Castagno

In questo articolo si parla del castagno, delle sue caratteristiche fisiche e dei suoi maggiori utilizzi. Si danno consigli sui metodi di coltivazione e concimazione, innaffiatura e terreno preferito. Si descrivono rimedi per i parassiti più frequenti e si parla infine delle specie più comuni.

di Redazione

23 agosto 2010

Il Castagno

Il castagno, nome comune per castanea, appartenente alla famiglia delle Fagacee, è un albero molto noto per i suoi saporiti frutti, gustati freschi, cotti in vario modo, lavorati per la produzione della farina, o anche utilizzati con diverse tecniche per la creazione di prelibati dolci. Il castagno, specie se cresce in selvatico, può arrivare anche ad altezze di 30 metri. E' un albero assai longevo che, in condizioni di buona salute, arriva non di rado ai cento anni di vita. La sua diffusione si estende per una vasta area che va dalle zone mediterranee ai paesi balcanici. La collocazione privilegiata per la sua crescita è comunque quella delle zone pedemontane, ma anche montane, su altitudini che vanno dai 500 fino ai 1000 metri. In Italia ampia diffusione di castagno si ha nel Centro – Sud nelle parti meno fredde, caratterizzate da una piovosità abbondante nella stagione invernale e presente in misura più lieve nel corso dell'anno.

Frutti e utilizzo

Il castagno è da sempre apprezzato per i suoi frutti, prodotti anche a livello industriale. Negli ultimi anni si è assistito ad un percepibile calo della produzione di castagne per il consumo fresco o ridotte a farina. Un ruolo decisivo in questo senso è stato occupato dall'industria dolciaria che punta molto di più su frutti di grande dimensione e regolari nella forma, finalizzati alla produzione del tipico marron glaces. Frutti più economicamente “fortunati” sono dunque il Marrone, che vanta grosse dimensioni e polpa molto dolce, la Bracalla che possiede le stesse doti del precedente ma ha buccia rossa e la Fragonese, particolarmente amata per il sapore. Per quanto riguarda i frutti più piccoli, come la Salvaschina, la Carpinese e la Pistolese, il loro utilizzo è invece incentrato sulla preparazione di caldarroste o farina di castagne.

Coltivazione

Per lo sviluppo di nuovi impianti è consigliabile preparare un vivaio di piccole dimensioni, dotato di un terreno profondo e fertile, dalla buona esposizione. Nella stagione autunnale si dovranno piantare i frutti più rustici a una distanza di 10 centimetri circa per ogni fila. In seguito la semina è da effettuarsi all'interno di solchi posti a 60 centimetri circa di distanza, ben concimati con cenere di legna e buon concime maturo. Nel corso del primo anno le piante dovranno essere irrigate ogni due settimane, con abbondanza se la stagione è particolarmente calda e presentasse siccità. Successivamente, dopo il primo anno, le piante dovranno essere sfoltite: solo le più rustiche saranno mantenute. In seguito, queste saranno innestate in vivaio, sul finire dell'inverno del terzo anno.

Messa a dimora e concimazione

E' consigliabile effettuare la messa a dimora nella stagione autunnale, momento in cui comincia il riposo vegetativo delle piante. L'innesto andrà fatto in solchi profondi almeno un metro per uno, concimati come in precedenza con buon letame e cenere di legna. Concimazioni consigliate per il primo anno sono anche quelle di tipo “verde”, ossia con l'uso di leguminose come il trifoglio violetto o la veccia. Ogni anno la concimazione dovrà poi prevedere letame maturo, alternato con un preparato integrativo di fosforo e potassio.

Terreno

Il terreno preferito dal castagno è fresco e profondo, particolarmente provvisto di sostanze organiche. L'albero non gradisce al contrario terreni più compatti o calcarei, dove la sua crescita è ostacolata e faticosa. Terreni acidi o subacidi con ph a 6.5 fanno al caso suo, così come suoli più neutri a ph 7.0.

Innaffiatura

Se nei climi montani e alpini le piante hanno sufficiente apporto di acqua - grazie alle piogge che cadono ben distribuite durante il corso dell'anno, non obbligando quindi all'innaffiatura - in caso di ambienti maggiormente siccitosi l'irrigazione dovrà effettuarsi nelle stagioni più calde, soprattutto sulle piante giovani, con un intervallo di tempo di due settimane, massimo venti giorni.

Parassiti

Una delle malattie parassitarie più gravi che può colpire il castagno, spesso con esito letale, è il cancro della corteccia, provocato dal fungo Endothia Parasitica. Questo conduce a un gravissimo disseccamento dei rami. Per difendere l'albero si dovranno tagliare i rami colpiti e cicatrizzare in seguito con un mastice fungicida e fungistatico. Altro fungo nocivo è il Phitophthora Cambivora che provoca macchie scure sulla corteccia, radici e parte basale dell'albero. Per evitare questi attacchi sono consigliate integrazioni di minerali per il terreno e la predisposizione di cenere di legna intorno al tronco. Uno degli insetti più dannosi, infine, è il Curculio Elephas, o balanino, che porta alla crescita di larve nella castagna, non più commestibile per l'uomo. Per prevenire il suo attacco è necessario un regolare sfoltimento dei rami e una buona fertilizzazione.

Specie

Le specie più diffuse sono la castanea sativa, assai comune perche cresce rigogliosa in ambienti molto piovosi. Presenta differenti varietà con frutti diversi sia per grandezza che per sapore: tra questi i più conosciuti sono i sopra menzionati “marroni”. E la castanea crenata, o castagna giapponese,con frutto di dimensioni maggiori rispetto al castagno europeo.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare il castagno?
    La messa a dimora del castagno va effettuata preferibilmente in autunno, quando l'albero entra nel periodo di riposo vegetativo. Questa scelta permette alle radici di stabilizzarsi prima dell'arrivo della primavera. È fondamentale preparare buche profonde almeno un metro, arricchendo il terreno con letame maturo e cenere di legna per garantire una crescita vigorosa fin dall'inizio.
  • Che tipo di terreno preferisce il castagno?
    Il castagno richiede terreni freschi, profondi e ricchi di sostanza organica. Predilige pH acidi o subacidi (intorno a 6.5), tollerando anche valori neutri fino a 7.0. Non ama assolutamente i terreni compatti, argillosi o eccessivamente calcarei, poiché questi ostacolano la crescita e possono causare carenze nutrizionali, manifestandosi con ingiallimento delle foglie.
  • Come si previene il cancro corticale del castagno?
    Il cancro corticale, causato dal fungo Endothia parasitica, è una malattia grave. La prevenzione consiste nel monitorare regolarmente la chioma. Qualora si notino lesioni o disseccamenti, è essenziale tagliare immediatamente i rami infetti, facendo attenzione a sterilizzare gli attrezzi tra un taglio e l'altro. Le ferite devono essere trattate tempestivamente con mastici specifici fungicidi e fungistatici per bloccare la propagazione del patogeno.
  • Quanto spesso bisogna annaffiare il castagno?
    Nei primi anni di vita, l'irrigazione deve essere costante: ogni due settimane, con maggiore frequenza in caso di siccità. Nelle zone montane, le precipitazioni naturali sono spesso sufficienti. Negli ambienti più aridi o per alberi adulti, le annaffiature sono necessarie soprattutto d'estate. Evitare ristagni idrici, poiché il castagno soffre i terreni troppo bagnati e asfittici.
  • Quali sono le principali varietà di castagne in commercio?
    Le varietà più note si distinguono per uso culinario. I 'Marroni' hanno forma regolare, guscio facile da sbucciare e polpa dolce, ideali per il marron glacé. La 'Bracalla' ha buccia rossa e caratteristiche simili. Varietà come la 'Salvaschina', 'Carpinese' e 'Pistolese' producono frutti più piccoli, perfetti per la tostatura (caldarroste) o per la produzione di farina, dato il loro sapore intenso.

Scheda Tecnica

Castanea sativa

Nome scientificoCastanea sativa
FamigliaFagacee
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEuropa meridionale, Balcani, Asia Minore
EsposizionePieno sole
TerrenoAcido-subacido, profondo, ricco di humus, drenante
IrrigazioneModerata, regolare nei primi anni e in estate
FiorituraGiugno-Luglio
AltezzaFino a 30 metri
ConcimazioneLetame maturo, cenere di legna, fosforo e potassio
PotaturaLeggera, per rimuovere rami secchi o malati
MoltiplicazioneSemina, margotta, innesto
Malattie e parassitiCancro corticale (Endothia parasitica), Phytophthora, balanino (Curculio elephas)
Difficoltà di coltivazioneMedia

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