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Coltivare orchidee

Aggiornato il 26 febbraio 20154 capitoli5 domande frequenti
Orchidee su finestre

Temperatura ed esposizione per coltivare orchidee in casa

Le orchidee amano ambienti molto luminosi, ma non la luce diretta del sole. Per coltivare orchidee in casa il luogo ideale sono i davanzali delle finestre. Se sono piante con foglie coriacee è preferibile metterle in una finestra rivolta a sud, magari attenuando la luce con una tenda nelle ore più luminose. Le orchidee con foglie verde scuro, ma più sottili staranno meglio davanti a una finestra verso nord. Bisogna stare attenti perchè se la luce solare danneggia le foglie, queste sono piû facilmente attaccabile da funghi. Provengono sì da ambienti tropicali, quindi amano alte temperature, ma si adattano bene alle temperature delle nostre case. Naturalmente la temperatura ideale varia da specie a specie, ma in media si può dire che la temperatura notturna in inverno non dovrà scendere al di sotto di 12/14 gradi. Dovrebbe sempre esserci differenza di temperatura tra notte e giorno di almeno 5/6 gradi.

Innaffiatura per le orchidee in appartamento

Le orchidee vivono in paesi tropicali caldi e umidi, avrebbero bisogno di una percentuale di umidità intorno al 60%. Difficile da avere nelle case. Per creare un microclima adatto si consiglia di tenerle vicino ad altre piante il che contribuisce a mantenere la zona più umida. Inoltre si può mettere dell' argilla espansa nel sottovaso tenendoci sempre un po' d'acqua che evaporando creerà umidità. Al mattino è bene vaporizzare le foglie con un nebulizzatore. Le annaffiature devono avvenire per immersione: 20/30 minuti lasciandole poi sgocciolare con cura. Di solito una volta a settimana se si tratta di orchidee epifite, due volte le altre. Naturalmente la frequenza delle innaffiature dipende dalla temperatura, è bene controllare quando il terreno appare asciutto e il vaso leggero. La qualità dell'acqua è importante non deve essere né troppo dura (ricca di calcio) né troppo dolce (povera di calcio). Nel primo caso si può notare un deposito biancastro sulle foglie, nel secondo ci può essere un ingiallimento alla loro estremità. Potendo controllare il Ph dell'acqua è meglio un'acqua leggermente acida, con Ph intorno al 6/6,5.

Rinvaso e terriccio

Il rinvaso delle orchidee se necessario, va effettuato dopo la fioritura. Va fatto solo quando il materiale di riempimento chiamato substrato è deteriorato, marcio o infestato da muffe o parassiti; oppure se il vaso è diventato visibilmente troppo piccolo per contenere le radici. È un'operazione da fare con cautela, cercando di non danneggiare le radici. È necessario immergere il vaso in acqua in modo che l'apparato radicale sia bagnato e si possa sfilare con facilità, poi verrà ripulito eliminando le parti morte tagliandole di netto con cesoie. Se possibile in questa occasione si può dividere la pianta. Per rinvasarla si metterà un cm di substrato grossolano in fondo al vaso, si posizionerà la pianta riempiendo con cura tutti gli spazi vuoti tra le radici. Il materiale per il riempimento o substrato può essere composto da miscugli di corteccia di sughero o di abete, carbone di legna, argilla espansa, radici di felce o Osmunda, pietra pomice. Sono tutto elementi che non si inzuppano e che si asciugano facilmente.

Concimazione delle orchidee

Il materiale in cui sono interrate è come abbiamo visto un materiale inerte, privo di sostanze nutritive. Le quali vengono fornite alle orchidee mediante la concimazione che se importante per altre piante, per queste diventa fondamentale. Ci sono due tipi fondamentali di concimi, quelli più usati, che si somministrano diluendoli in acqua e quelli fogliari che si nebulizzano sulle foglie. Contengono varie sostanze, ma le essenziali sono tre: azoto, fosforo, potassio. Le quantità di questi tre elementi variano a seconda del periodo in cui si trova la pianta. Durante la fioritura si deve dare più fosforo. Durante il periodo di riposo la pianta necessita di più azoto. Nei periodi intermedi i tre elementi vanno equamente miscelati. La concimazione deve essere più frequente in estate, almeno ogni 15 giorni, e meno in inverno. Ogni due mesi va somministrato anche nitrato di calcio. In commercio si trovano concimi giá miscelati, da scegliere per ogni periodo.

Domande frequenti

  • Come capire quando le orchidee hanno bisogno di essere annaffiate?
    La frequenza delle irrigazioni dipende principalmente dalla temperatura ambientale e dal substrato. Un metodo pratico consiste nel verificare il peso del vaso: se risulta leggero, è probabile che le radici siano secche. Inoltre, osserva il substrato; quando appare asciutto, è il momento giusto per intervenire. Generalmente, le orchidee epifite richiedono annaffiature circa una volta a settimana, mentre quelle terrestri possono necessitare di interventi più frequenti, fino a due volte alla settimana. L'importante è evitare il ristagno idrico, garantendo sempre un'ottima drenatura.
  • Qual è il tipo di acqua migliore per le orchidee?
    La qualità dell'acqua è cruciale per la salute delle orchidee. Si preferisce un'acqua leggermente acida, con un pH compreso tra 6 e 6,5. Evita acque troppo dure (ricche di calcio), poiché causano depositi biancastri sulle foglie e possono ostacolare l'assorbimento dei nutrienti. Al contrario, acque troppo dolci (povere di minerali) possono provocare ingiallimento delle punte fogliari. L'acqua piovana o demineralizzata è spesso l'opzione ideale, purché bilanciata correttamente per garantire i sali minerali necessari.
  • Quando e come si effettua il rinvaso delle orchidee?
    Il rinvaso va eseguito esclusivamente dopo la fine della fioritura e solo quando il substrato si è degradato, marciume o il vaso è diventato troppo stretto per le radici. Immergi il vaso in acqua per ammorbidire il substrato e rimuovere delicatamente la pianta, pulendo le radici morte con cesoie disinfettate. Inserisci nuovo substrato granulare (come corteccia o fibra di cocco) facendo attenzione a non lasciare vuoti d'aria tra le radici sane. Questa operazione richiede cautela per non danneggiare l'apparato radicale sensibile.
  • Quale concime usare per le orchidee e quando?
    Poiché il substrato è inerte, la concimazione è essenziale. Utilizza fertilizzanti liquidi specifici per orchidee, variando la composizione in base alla fase vegetativa. Durante la fioritura, privilegia il fosforo per favorire i fiori; nel periodo di riposo vegetativo, aumenta l'azoto per stimolare la crescita delle foglie. Nei periodi intermedi, usa formule bilanciate. In estate, concima ogni 15 giorni; in inverno riduci la frequenza. Ricorda di integrare periodicamente (ogni due mesi) nitrato di calcio per prevenire carenze minerale.
  • Come aumentare l'umidità ambientale per le orchidee in casa?
    Le orchidee prosperano in ambienti umidi (circa 60%), difficili da replicare in casa. Puoi creare un microclima favorevole posizionando i vasi su sottovasi contenenti argilla espansa e acqua, assicurandoti che il fondo del vaso non tocchi direttamente l'acqua per evitare marciumi. Un altro trucco efficace è raggruppare le piante insieme, poiché la traspirazione collettiva aumenta l'umidità locale. Vaporizzare le foglie con acqua demineralizzata al mattino aiuta, ma evita di bagnare i fiori per prevenirne il deterioramento precoce.

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