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La Carlina acaulis, chiamata in alcuni casi anche con il nome di Camaleone o Cardone, rappresenta una pianta erbacea perenne, che fa parte della famiglia delle Asteracee ed è nata nell'Europa Centrale.

di Redazione

19 luglio 2011

Caratteristiche

La Carlina acaulis, chiamata in alcuni casi anche con il nome di Camaleone o Cardone, rappresenta una pianta erbacea perenne, che fa parte della famiglia delle Asteracee ed è nata nell'Europa Centrale. Si tratta di una pianta che può vantare una notevole diffusione, allo stato spontaneo, nelle regioni montane all'interno del continente europeo. Il Camaleone è caratterizzato da una particolare rizoma (estremamente grande) e un fusto che in pochi casi va oltre i dieci centimetri di altezza. Le foglie del camaleone sono caratterizzate da un tipico colore verde e da delle nervature piuttosto evidenti. Infine, i fiori di Camaleone si caratterizzano per essere particolarmente grandi, solitari, con una colorazione bianca e compaiono nel corso della stagione primaverile, per poi rimanere per un lungo periodo sui fusti.

Storia

Il nome generico della pianta di Carlina acaulis deriva da Carlo Magno. Infatti, la leggenda narra che l'imperatore, nel corso di un viaggio che lo stava portando a Roma in compagnia di un esercito ridotto in tragiche condizioni di salute, ebbe un particolare sogno presso il monte Amiata, in cui un angelo gli disse che la radice tostata di questa erba spinosa, dopo averla ridotta e mescolata al vino, avrebbe rappresentato un ottimo rimedio per curare i suoi soldati duramente colpiti dalla peste. Pare che sia stato lo stesso Linneo ad attribuire e dedicare tale pianta a Carlo Magno. Secondo altre leggende, invece, si fa riferimento a Carlo V, ma in realtà, l'ipotesi ritenuta fino a questo momento più probabile, è che il nome derivi da una deformazione della parola “carduncolos”, ovvero un diminutivo di cardo e quindi, vorrebbe semplicemente significare piccolo cardo.

Coltivazione

Si tratta di una pianta che può essere coltivata anche ambito domestico e come pianta ornamentale, ma anche come pianta officinale, nonostante cresca e si sviluppi, nella maggior parte dei casi, allo stato spontaneo. Questa pianta ha la particolare caratteristica di svilupparsi sopratutto nei boschi e nei terreni sassosi, spingendosi fino ai duemila metri di altitudine. La raccolta avviene nel corso del periodo compreso tra i mesi di ottobre e novembre, sopratutto quando la pianta si trova a riposo. In queste situazioni è sufficiente scavare con la zappetta, tagliando il colletto e poi dovranno essere rimosse tutte quelle radichette laterali e provvedere a sezionare i pezzi in 5 cm di lunghezza. Per quanto riguarda la conservazione, le radici devono essere essiccate al sole o all'interno di un ambiente riscaldato, in particolar modo all'interno di recipienti realizzati in vetro.

Proprietà

L'unica parte della pianta di Camaleone che viene utilizzata in erboristeria è rappresentata dalla sua radice. Si tratta di una pianta che presenta un buon numero di proprietà diuretiche e sudorifere. Inoltre, rappresentata anche un ottimo ed efficace impiego per migliorare la digestione e il drenaggio dei liquidi, sopratutto nel momento in cui viene assunto sotto forma di infuso (che si può ottenere dopo aver bollito circa 50 grammi di radice tritata). Oltre alle tradizionali proprietà conferite alla pianta di Camaleone, ovvero quelle diuretiche, amaricanti, digestive e diaforetiche, ce ne sono anche molte altre. Ad esempio, questa pianta presenta anche delle proprietà amaro-toniche, carminative e molto utili sopratutto in tutti quei casi di inappetenza o di digestione lenta e complicata. Nella radica di questa particolare pianta si possono trovare, inoltre, tutta una serie di sostanze ad azione disinfettante, estremamente utili sopratutto per eliminare i germi patogeni dell'epidermide. Si tratta di sostanze che, però, presentano una scarsa tollerabilità (come avviene, ad ogni modo, per tutte quelle preparazioni bevibili, nel caso in cui non sia correttamente dosate). Tutto ciò, accompagnato alla rarità della pianta e al fatto che se ne usa solamente la radice (con un'operazione eminentemente distruttiva), porta a pensare che questa pianta possa essere ben presto sostituita da altre che svolgono simili azioni benefiche.

Uso

Il Camaleone è una di quelle piante che presenta un ottimo quantitativo di potassio al suo interno, ma anche calcio, magnesio e inulina. Il ricettacolo del fiore di Carlina viene consumato esattamente come avviene per i carciofi. Inoltre, nel momento in cui viene usata sotto forma di infuso di radici, questa pianta si dimostra un ottimo diuretico, leggermente lassativo, ma anche un buon disinfettante nei confronti delle ferite, utile inoltre per realizzare gargarismi o anche come tonico e vermifugo. Tanto tempo fa, il Camaleone veniva sfruttato essenzialmente per il trattamento di dolori che si verificavano a livello dentale, ma anche per combattere la scabbia, le vesciche e le piaghe. In erboristeria si possono trovare un buon numero di preparati a base di Camaleone, che consentono di curare le digestioni complicate, la diuresi, i raffreddori e anche la sudorazione con scarsa influenza. In passato veniva considerata anche un'ottima erba per combattere il veleno e, per tale ragione, veniva coltivata nei monasteri.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali della radice di Carlina acaulis?
    La radice di Carlina acaulis è nota principalmente per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche (favorisce la sudorazione) e digestive. Viene impiegata tradizionalmente per migliorare il drenaggio dei liquidi corporei, contrastare la stitichezza lieve e favorire la digestione, specialmente in casi di digestione lenta o pesante. Inoltre, grazie alle sue componenti amaro-toniche, aiuta a stimolare l'appetito e ha effetti carminativi, riducendo la formazione di gas intestinali. Alcune preparazioni esterne sfruttano le sue proprietà disinfettanti per la pelle.
  • Come si prepara un infuso di radice di Camaleone per uso interno?
    Per preparare un infuso efficace, si consiglia di utilizzare circa 50 grammi di radice di Carlina acaulis tritata. La radice deve essere fatta bollire in acqua per un breve periodo prima di lasciare in infusione per alcuni minuti. È fondamentale rispettare i dosaggi, poiché un consumo eccessivo o scorretto può causare problemi di tollerabilità gastrica. L'infuso viene generalmente assunto per sfruttare gli effetti diuretici e digestivi, ma è sempre preferibile consultare un esperto di erboristeria prima dell'uso, dato che la pianta è rara e la raccolta può essere dannosa per l'ambiente.
  • Dove cresce naturalmente la Carlina acaulis e quando va raccolta?
    La Carlina acaulis cresce spontaneamente nelle regioni montuose dell'Europa Centrale, spesso in boschi e terreni sassosi, arrivando fino a 2000 metri di altitudine. La raccolta della radice, unica parte utilizzata in erboristeria, avviene tipicamente tra ottobre e novembre, quando la pianta entra in fase di riposo vegetativo. Durante la raccolta, si scava con cautela, si taglia il colletto, si rimuovono le radichette laterali e si seziona il rizoma principale in pezzi di circa 5 cm. Questa operazione è distruttiva per la pianta, rendendola rara in natura.
  • È possibile mangiare il fiore di Carlina acaulis come i carciofi?
    Sì, il ricettacolo del fiore di Carlina acaulis è commestibile e può essere consumato in modo simile ai carciofi. Tuttavia, data la rarità della pianta e il fatto che la sua raccolta comporta l'uccisione dell'esemplare (essendo necessaria la radice), il suo utilizzo alimentare diretto è oggi sconsigliato e poco comune. La pianta è protetta in molte aree naturali e la sua disponibilità commerciale è limitata. Per scopi culinari, è preferibile optare per alternative più comuni e sostenibili come i carciofi selvatici o coltivati.
  • Qual è l'origine del nome 'Carlina' legato a Carlo Magno?
    Secondo la tradizione popolare, il nome generico 'Carlina' deriva da Carlo Magno. La leggenda narra che, durante un viaggio verso Roma, l'imperatore sognò un angelo che gli indicò la radice tostata di questa pianta come rimedio contro la peste che decimava il suo esercito. Sebbene Linneo abbia dedicato la pianta a Carlo Magno, alcune teorie suggeriscono che il nome derivi da una deformazione di 'carduncolos', un diminutivo di 'cardo', indicando semplicemente un piccolo cardo. Entrambe le storie riflettono l'importanza storica della pianta come rimedio medicinale.

Scheda Tecnica

Carlina acaulis

Nome scientificoCarlina acaulis
FamigliaAsteracee
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineEuropa Centrale
EsposizioneSoleggiata
TerrenoSassoso, ben drenato
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaFino a 10 cm
ConcimazioneLeggera, in primavera
PotaturaAsportare fiori appassiti
MoltiplicazioneSemina, divisione dei cespi
Malattie e parassitiRara, attenzione a marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneMedia

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