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Funghi

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Nuovo interessante approfondimento su un pregiatissimo fungo: il porcino. Chiamato anche brisa, il fungo è uno dei più rinomati e apprezzati

di Redazione

19 luglio 2013

Brisa

Brisa è uno dei tanti nomi con cui viene comunemente indicato il porcino. Fungo tra i più pregiati e prelibati, il porcino è forse quello che si presta alle più svariate preparazioni culinarie, sia fresco che essiccato. Questo stupendo esemplare della micologia può avere anche altri nomi, tra cui ceppatello, fungo di macchia, settembrino, moccicone, bronzino, fungo nero e persino bastardo. Quest’ultimo nome non rende giustizia al porcino, che è un fungo altamente commestibile, gustoso e ampiamente utilizzato in cucina e nella ristorazione. Quando si “va per funghi”, uno degli esemplari più ricercati è proprio la brisa o il porcino: la sua carne, infatti, è odorosa e dolce, con una compattezza e delicatezza che pochi funghi hanno. Per raccoglierlo, raccomandiamo sempre di essere certi di ciò che si sta cercando; in caso di insicurezza o difficoltà è meglio farsi accompagnare sempre da uno o più esperti.

Caratteristiche

La brisa, ovvero il porcino, è un fungo appartenente al genere Boletus, ampia famiglia di funghi sia velenosi che commestibili. In un precedente articolo ( che vi invitiamo a leggere) abbiamo proprio elencato una lista delle principali specie velenose e commestibili del funghi boletus. Con il nome brisa o porcino si indica solitamente il fungo più pregiato e più commestibile della specie, ovvero il boletus edulis. Questo fungo si sviluppa solitamente nei boschi di latifoglie e conifere. In genere è possibile trovarlo tra abeti, querce, faggi e castagni. Sembra che il porcino raccolto presso i faggi e i castagni sia più gustoso rispetto a quello raccolto ai piedi di altri alberi. Questa, naturalmente, è solo la testimonianza di chi ha già sperimentato la raccolta del fungo. In ogni caso, il porcino è sempre porcino, a prescindere dal luogo in cui viene trovato. Il fungo è detto anche “ di macchia” e talvolta di “ montagna”. In genere, la brisa si trova tra le latifoglie della pianura ( castagni e querce) e le conifere di montagna( faggi e abeti). I suoi caratteri distintivi sono inconfondibili ( per gli esperti): cappello tondeggiante, rugoso, con cuticola lucida e colore scuro od ocra e gambo grosso e tozzo nella parte superiore.

Porcini commestibili

I funghi del genere boletus, appartenenti alla famiglia delle bolateae, comprendono come già detto, funghi sia velenosi che commestibili. Visto che abbiamo già indicato in un precedente articolo( vedi quello dal titolo “porcini” sempre nella nostra sezione), una lista dei porcini sia tossici che commestibili, preferiamo parlare solo dei secondi. I porcini commestibili sono : Boletus edulis, boletus aeurus, boletus estivales e boletus pinophilus. La prima varietà si sviluppa da luglio a novembre, mentre la seconda, da inizio estate a settembre. Il boletus estivales, invece, si trova dalla metà di maggio fino a novembre. Il boletus pinophilus si sviluppa per tutta l’estate e fino al mese di novembre. Nelle zone del Nord lo si ritrova spesso sotto i pini, da cui prende il nome. Questo fungo è detto anche “brisa mora”, per via del colore del cappello, simile a quello dell’omonimo frutto di bosco, e del gambo, lievemente rossastro. Attenzione al colore del gambo: potrebbe essere confuso con specie di funghi velenosi appartenenti non solo al genere boletus, ma anche ad altri. La brisa mora, a differenza del porcino, durante l’acqua di cottura rilascia un colore verdastro, probabilmente causato dalla reazione del colore del cappello, che nonostante tutto rimane sempre amaranto. La brisa mora è considerata meno pregiata della brisa comune, cioè del boletus edulis, ma è comunque molto apprezzata.

Usi

La brisa si può consumare sia fresca che essiccata. Le ricette a base di questo fungo sono tantissime e tutte molto gustose. Il sapore delle stesse dipende dal sapore e dal gusto del porcino: dolce, gradevole e odoroso. La carne della brisa è, infatti, compatta, chiara e altamente prelibata. Tra le ricette più famose a base di brisa o di funghi porcini ricordiamo il risotto, le tagliatelle e i ravioli. Queste pietanze sono spesso preparate e consumate nei ristoranti, ma è possibile preparale anche in casa. Il risotto ai funghi porcini, ad esempio, si prepara soffriggendo, in una padella antiaderente, burro e cipolle. Poco dopo, si aggiunge il riso in modo da farlo scottare lievemente. In un’altra padella si soffriggono olio, aglio e i funghi porcini tagliati a fette. Nella prima padella si aggiunge del brodo di cottura, in modo da far amalgamare bene il riso. Mentre i funghi soffriggono, si aggiunge sale, pepe e, solo se necessario, un po’ di prezzemolo tritato. La cottura dei funghi non deve superare i dieci, dodici minuti. Al termine, si unisce il composto al riso precedentemente scottato nel burro e nella cipolla e si cuoce per altri cinque minuti. Dopo la cottura, il risotto sarà pronto per essere servito in tavola con qualche “ spruzzata” di parmigiano. I funghi porcini vanno cotti solo su padelle antiaderenti o in acciaio, perché quelle in altri materiali, a contatto con i cibi, possono rilasciare metalli tossici. Da ricordare, che il risotto ai funghi porcini può essere decorato con altri funghi porcini tritati e lasciati cuocere a parte.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra la 'brisa' comune e la 'brisa mora'?
    La brisa comune corrisponde principalmente al Boletus edulis, considerato il più pregiato, con gambo chiaro e cappello ocra-scuro. La 'brisa mora', identificata spesso come Boletus pinophilus, cresce sotto i pini, ha un gambo leggermente rossastro e un cappello dal colore più scuro, simile all'oliva o al marrone scuro. Una distinzione culinaria chiave è che la brisa mora, durante la cottura, tende a rilasciare un color verdastro nell'acqua, mentre mantiene il suo colore amaranto nel cappello. Sebbene meno pregiata del B. edulis, resta un fungo molto apprezzato e commestibile.
  • In quali ambienti boschivi si trova più facilmente il porcino?
    Il porcino (Brisa) si sviluppa prevalentemente in simbiosi micorrizica con alberi specifici. Si trova comunemente nei boschi di latifoglie come querce, faggi e castagni, specialmente nelle zone di pianura o collina. Nelle aree montane, è frequente la sua presenza sotto conifere come abeti e pini. Secondo la tradizione dei raccoglitori, i funghi raccolti ai piedi di faggi e castagni sarebbero più saporiti, ma il fungo rimane eccellente indipendentemente dall'albero ospite, purché l'ambiente sia umido e adatto alla sua crescita stagionale.
  • Come si riconosce visivamente il porcino tra gli altri funghi?
    I caratteri distintivi del porcino includono un cappello tondeggiante, rugoso, con una cuticola lucida e colori che variano dallo scuro all'ocra. Il gambo è generalmente grosso, tozzo e robusto, soprattutto nella parte superiore. È fondamentale prestare attenzione al colore del gambo e alla struttura del tubulo sottostante per distinguere le specie commestibili da quelle velenose del genere Boletus o di altri generi. L'esperienza visiva è cruciale: in caso di dubbi sull'identificazione, è sempre consigliabile farsi accompagnare da esperti o consultare guide affidabili prima della raccolta.
  • Quali sono le precauzioni necessarie per cucinare i funghi porcini?
    Per la cottura dei porcini, è essenziale utilizzare esclusivamente padelle antiaderenti o in acciaio inox. Evitare altri materiali metallici perché, a contatto con gli acidi naturali dei funghi, potrebbero rilasciare metalli tossici nocivi per la salute. I funghi devono essere tagliati a fette e saltati brevemente (massimo 10-12 minuti) per preservarne consistenza e aroma. Possono essere consumati freschi o essiccati, e si abbinano perfettamente a piatti come risotti, tagliatelle e ravioli, dove il loro sapore dolce e odoroso risalta senza essere coperto da condimenti eccessivi.
  • Quando è il periodo migliore per trovare il porcino in natura?
    La stagione di raccolta varia in base alla specie specifica e al clima. Il Boletus edulis (brisa comune) appare tipicamente da luglio a novembre. Altre specie come il Boletus aereus sono presenti dall'inizio dell'estate a settembre, mentre il Boletus edulis var. eximius o simili possono comparire da metà maggio fino a novembre. Il Boletus pinophilus (brisa mora) è attivo per tutta l'estate fino a novembre. La disponibilità dipende fortemente dalle piogge e dalle temperature autunnali, con picchi comuni in tarda estate e autunno.

Scheda Tecnica

Boletus edulis

Nome scientificoBoletus edulis
FamigliaBolbitaceae
Tipo di piantaFungo
OrigineEuropa, Asia settentrionale e America del Nord
EsposizioneBoschi di latifoglie (querce, faggi, castagni) e conifere (abeti, pini)
TerrenoSuoli forestali, preferibilmente calcarei o neutri, ben drenati
IrrigazioneNativa (dipende dalle precipitazioni naturali del bosco)
FiorituraDa maggio/novembre (varia in base alla specie specifica)
Altezza5-20 cm (gambo), 8-25 cm (diametro cappello)
ConcimazioneNon applicabile (organismo eterotrofo/micorrizico)
PotaturaNon applicabile
MoltiplicazioneSpore (in natura tramite simbiosi micorrizica)
Malattie e parassitiSusceptible a larve di insetti, muffe e decomposizione batterica
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede riconoscimento esperto per evitare specie tossiche simili)