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Il dragoncello, il cui nome scientifico è “Artemisia dracunculus” è una pianta perenne che fa parte della famiglia delle Composite.

di Redazione

19 luglio 2011

Caratteristiche

Il dragoncello, il cui nome scientifico è “Artemisia dracunculus” è una pianta perenne che fa parte della famiglia delle Composite. Si caratterizza per essere una pianta che forma un cespuglio che raggiunge anche un'altezza superiore a cinquanta centimetri. Questa pianta riesce ad adattarsi molto bene anche alle coltivazioni in vaso. Per quanto riguarda le foglie del dragoncello, bisogna sottolineare come abbiano una forma estremamente allungata, strette e caratterizzate da un bel colore verde brillante. Nella parte inferiore delle foglie si possono trovare numerose ghiandole oleose, al cui interno è presente un aroma decisamente gradevole e pepato. I fiori del dragoncello hanno dimensioni particolarmente ridotte e sono di forma sferica, inoltre presentano una colorazione bianco verdastra e vengono spesso usati per l'aromatizzazione di insalate e conserve. Il dragoncello, conosciuto anche con il nome di estragone, è una pianta erbacea aromatica che presenta un profumo intenso che si sviluppa in modo spontaneo nella Russia meridionale e in tutto il bacino del Mediterraneo. Della pianta di dragoncello vengono utilizzati principalmente le sommità fiorite e le foglie dei giovani rametti che vengono raccolte nel periodo compreso tra giugno e settembre; si possono utilizzare fresche od essiccate.

Coltivazione

La pianta di dragoncello presenta una particolare predilezione per i luoghi soleggiati; oltre al dragoncello russo, che ha la caratteristica di fiorire da luglio ed ottobre, possiamo trovare anche una particolare varietà francese che è, però, sterile, e può essere riprodotta solamente mediante la divisione dei cespi. La coltivazione del dragoncello avviene nel corso del periodo compreso tra marzo ed aprile. Una volta che è stato seccato, il dragoncello deve essere conservato in contenitori ottimamente chiusi e all'interno di luoghi bui e del tutto asciutti.

Principi attivi

Per quanto riguarda la composizione, la pianta di dragoncello si caratterizza per presentare al suo interno, in particolar modo, un olio essenziale che contiene estragolo e ocimene. All'interno di questa pianta sono presenti, ad ogni modo, anche tannini, flavonoidi, amari, terpene e cumare, con quest'ultimo che presenta notevoli proprietà antispasmodiche e antidolorifiche.

Proprietà

Il dragoncello si caratterizza per essere molto conosciuto in campo erboristico, sopratutto come ottimo rimedio per combattere il mal di denti, indigestioni ed artrosi. Di questa pianta vengono utilizzate solamente le foglie e i capolini fioriti. Nel medioevo veniva sfruttato per contrastare i morsi di serpenti velenosi: probabilmente è questo la ragione che sta “dietro” al nome latine di dracunculus, ovvero “piccolo drago”. Il dragoncello viene frequentemente usato in campo culinario come spezia nella preparazione di piatti a base di carne e pesce: non è solamente sfruttato per il suo ottimo aroma, ma anche perché serve a stimolare l'appetito e a lenire tutti questi disturbi che fanno riferimento alla digestione. Per merito del suo notevole gusto, il dragoncello rappresenta un ottimo sostitutivo del sale e delle spezie piccanti, in particolar modo per quei soggetti che hanno uno stomaco particolarmente debole. Inoltre, il dragoncello riesce a favorire il flusso mestruale, oltre a svolgere un'azione di contrasto nei confronti della stanchezza e ha proprietà rilassanti. Per quanto riguarda l'azione terapeutica, si tratta di una pianta che viene impiegata nella medicina popolare: all'interno dei decotti o come spezia, riesce a stimolare l'appetito e agisce come digestivo, in modo tale da favorire la produzione dei succhi gastrici; inoltre, è in grado di aumentare l'attività epatica e renale, in maniera tale da garantire la depurazione dell'intero organismo.

Uso

Per quanto riguarda l'azione benefica nei confronti del mal di testa, si può utilmente sfruttare il dragoncello come cataplasma: in questo caso è necessario triturare foglie e capolini fioriti freschi, per poi inserirli all'interno di una garza che verrà applicata sulla parte dolorante. Nel momento in cui bisogna contrastare casi di indigestione, è consigliata la preparazione di un ottimo infuso: in questi casi è necessario bollire un litro d'acqua con 3-4 ramoscelli di dragoncello, per poi provvedere al filtraggio ed alla dolcificazione. Si consiglia di prendere due o tre tazze al giorno in seguito ai pasti. Per quanto riguarda i trattamenti contro l'artrosi, si possono preparare maniluvi e pediluvi: è sufficiente inserire una manciata di dragoncello all'interno dell'acqua bollente, precedentemente versata in una bacinella, per poi lasciare macerare diversi minuti, prima di usare il preparato per i fini delicati. Per contrastare efficacemente i parassiti intestinali, è importante sfruttare anche la tisana di dragoncello, che serve essenzialmente a rimuovere i parassiti che vanno a colpire l'apparato intestinale. In questi casi, è necessario versare un litro di acqua bollente su circa 25 grammi di dragoncello, per poi lasciarlo in infusione per circa dieci minuti e provvedere al filtraggio: la dose consigliata è di due tazze al giorno, una al mattino e una alla sera.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra dragoncello francese e russo?
    Il dragoncello francese (Artemisia dracunculus var. sativa) è considerato il migliore in cucina per il suo aroma delicato e dolce, privo di note amare. Tuttavia, è sterile e non produce semi fertili, quindi va propagato esclusivamente per divisione dei cespi. Il dragoncello russo fiorisce abbondantemente da luglio a ottobre e si riproduce facilmente per seme, ma il suo sapore è meno pregiato, risultando più legnoso e talvolta amaro. Per uso culinario, la varietà francese è nettamente preferita.
  • Come si conserva correttamente il dragoncello essiccato?
    Dopo la raccolta, che avviene tra giugno e settembre, le foglie e le sommità fiorite devono essere essiccate accuratamente. La conservazione ideale richiede contenitori ermeticamente chiusi, come barattoli di vetro scuro, da riporre in un luogo fresco, buio e completamente asciutto. L'esposizione alla luce diretta o all'umidità deteriora rapidamente gli oli essenziali e l'aroma pepato della pianta. Utilizzarlo entro pochi mesi garantisce il massimo del profumo in cucina.
  • In quali preparazioni medicinali si usa il dragoncello?
    Il dragoncello è versatile: per il mal di testa, si applicano foglie fresche tritate come cataplasma sulla zona dolorante. Per l'indigestione, si prepara un infuso bollendo 3-4 ramoscelli in un litro d'acqua, da bere tiepido dopo i pasti. Per l'artrosi, si usano maniluvi o pediluvi con acqua di cottura della pianta. Contro i parassiti intestinali, un infuso concentrato (25g per litro) assunto due volte al giorno aiuta a debellare le infezioni interne grazie alle sue proprietà antispasmodiche.
  • Quali sono i principi attivi responsabili delle proprietà del dragoncello?
    La pianta contiene un olio essenziale ricco di estragolo e ocimene, responsabili del suo aroma caratteristico e di molte proprietà terapeutiche. Sono presenti anche tannini, flavonoidi, sostanze amare, terpeni e cumarine. Quest'ultime, in particolare, conferiscono alla pianta spiccate proprietà antispasmodiche e antidolorifiche, utili per alleviare crampi addominali e dolori reumatici. Questi composti spiegano l'efficacia tradizionale del dragoncello come digestivo e stimolatore della bile.
  • Quando e come si raccoglie il dragoncello per l'uso?
    Il periodo ottimale per la raccolta va da giugno a settembre. Si devono prelevare le foglie e le sommità fiorite dei giovani rametti, preferibilmente al mattino dopo l'evaporazione della rugiada per mantenere intatti gli oli essenziali. È possibile usarle fresche subito dopo il taglio o essiccarle per un utilizzo successivo. Evitare di raccogliere piante in fiore piena se si cerca solo il fogliame, poiché il sapore può diventare più amaro; la fase vegetativa attiva è ideale per le foglie.

Scheda Tecnica

Artemisia dracunculus

Nome scientificoArtemisia dracunculus
FamigliaComposite (Asteraceae)
Tipo di piantaPerenne erbacea aromatica
OrigineRussia meridionale, bacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, preferibilmente leggero
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraLuglio-ottobre (varietà russa); sterile (varietà francese)
AltezzaFino a 50+ cm
ConcimazioneLeggera, in primavera
PotaturaTaglio delle sommità fiorite per raccogliere foglie
MoltiplicazioneDivisione dei cespi (var. francese); semi (var. russa)
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione a marciumi radicali se il terreno è troppo umido
Difficoltà di coltivazioneFacile

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