Prugnolo

fitoterapia

Prugnolo

Sorge su pendii e lungo i sentieri, ma può essere anche coltivato per le sue proprietà lassative e depurative

di Redazione

30 agosto 2011

Caratteristiche

Il prugnolo è una pianta ultimamente un po’ dimenticata nell’ambito della fitoterapia, che però è in grado di offrire notevoli proprietà ed alleviare una serie di differenti disturbi. Il prugnolo è una pianta che si trova in abbondanza sotto forma di germogliazione spontanea principalmente nelle aree dell’Asia. A seconda del tipo di prugnolo, le caratteristiche possono in parte variare, ad ogni modo tra le caratteristiche generali si possono far rientrare le foglie obovate, i fiori bianchi e la presenza di frutti tondi di colore scuro, bluastro. L'arbusto può svilupparsi in altezza fino a tre o quattro metri soprattutto se il clima e il terreno sono particolarmente favorevoli. I rami e la corteccia sono ricoperti da spine legnose, caratteristica tipica delle Rosacee, famiglia a cui il prugnolo appartiene. Nonostante le origini lontane, il prugnolo si è ormai naturalizzato anche in diverse aree del mondo, tra cui il continente americano e, in parte, anche in Europa, dove il prugnolo si può trovare principalmente nei pressi di pendii di montagna ed aree soleggiate. Nel campo della fitoterapia, della pianta si utilizzano principalmente i fiori e i frutti, in quanto parti maggiormente ricche di principi attivi. Il prugnolo può rivelarsi una valida risorsa per disturbi di origine variegata, in particolar modo in casi di stitichezza, con azione anche diuretica e depurativa. Le ragioni dello scarso utilizzo attuale possono risiedere però nelle controindicazioni: occorre fare attenzione nel consumo e nello sfruttamento delle parti utili del prugnolo, poiché si rischia di ingerire anche elementi tossici per l'organismo umano. L'utilizzo dei frutti, ad esempio, non deve comprendere i noccioli, che contengono acido cianidrico, sostanza tossica molto potente. Esso è presente in più ridotte misure anche nei rami e nelle radici, che per questo non vanno utilizzati.

Principi attivi e benefici

Come visto, il consumo di prugnolo va effettuato in modo attento ed oculato; ciò nonostante, se utilizzato nel modo corretto, il prugnolo può offrire notevoli proprietà benefiche all'individuo che ne consuma le parti, magari in infusi o tisane. La funzione principale per la quale si sceglie di ricorrere al prugnolo riguarda il funzionamento di apparato digerente ed intestino: le sostanze contenute nelle diverse parti di questo arbusto permettono infatti non solo di favorire la diuresi e dunque la depurazione naturale dell'organismo, ma possono anche sbloccare situazioni di stitichezza agendo sui muscoli dell'intestino crasso e provocandone il rilassamento. Secondariamente, il prugnolo può venire utilizzato anche per lenire disturbi e dolori di altra natura, come le gengiviti o le faringiti, o più in generale i disturbi legati al tratto superiore dell'apparato digerente. I frutti del prugnolo contengono inoltre vitamina C, utile per rinforzare il sistema immunitario, e possono svolgere una funzione di rilassamento e tonificazione dell'intero organismo.

Coltivazione

Sebbene pratica non particolarmente diffusa, è possibile coltivare il prugnolo in diversi tipi di terreno, grazie alla sua capacità di adattarsi, tale che lo fa considerare, spesso, pianta infestante. Spontaneamente il prugnolo cresce principalmente in aree boschive, ma può resistere molto bene a diversi tipi di ambienti, terreni e climi, senza patire il freddo nè i climi secchi. Per ottenere la sua moltiplicazione si provvede, a fine inverno, a compiere delle talee. Solitamente viene coltivato come pianta ornamentale, grazie ai fiori bianchi e ai frutti dalla colorazione scura, ma quest'ultimi possono essere anche ingredienti base per ottime ricette e preparati di uso fitoterapico o, più semplicemente, per soddisfare il palato. Con i frutti del prugnolo si possono infatti realizzare confetture e marmellate, mentre fiori e frutti possono dare vita, magari nei periodi invernali, ad ottime tisane o infusi, deliziosi per il palato ed utili per gli scopi depurativi precedentemente elencati. Nel momento di preparare questi prodotti ad uso interno è importante però tenere presente quali parti sono utilizzabili e quali invece ricche di sostanze tossiche.

Prodotti in commercio

Dal momento che l'impiego del prugnolo, dal punto di vista della fitoterapia, ha diffusione non troppo vasta, potrebbe non essere semplicissimo procurarsi prodotti a base di questa particolare pianta. Tuttavia, sul mercato sono presenti marmellate realizzate con i frutti, che uniscono il piacere del palato alle funzioni riequilibranti proprie della pianta, oppure tisane ed infusi che possono contenere un mix di sostanze oppure essere realizzate solamente con le parti utili del prugnolo. In alternativa, qualora si decida di provvedere alla coltivazione domestica, è possibile realizzare in modo autonomo questi preparati, con tutto il vantaggio di frutta e fiori freschi sempre a disposizione nel momento in cui si desidera. In alcuni casi è possibile acquistare sciroppi antidiarroici a base di prugnolo, o anche realizzarli in modo autonomo, facendo bollire i frutti in zucchero e acqua, e filtrando poi la sostanza ottenuta, in questo modo già pronta al consumo. Anche i frutti possono essere consumati bolliti o freschi, a seconda delle proprie preferenze.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà terapeutiche del prugnolo?
    Il prugnolo è noto principalmente per le sue proprietà lassative e depurative. Agisce rilassando i muscoli dell'intestino crasso, aiutando così a risolvere la stitichezza. Inoltre, esercita un'azione diuretica che favorisce la depurazione naturale dell'organismo. Oltre a questi effetti digestivi, può essere utilizzato per lenire disturbi del tratto superiore dell'apparato digerente, come gengiviti e faringiti, grazie alle sue proprietà lenitive. I frutti apportano anche vitamina C, utile per rafforzare il sistema immunitario.
  • Quali parti della pianta sono tossiche e quali si usano?
    È fondamentale distinguere le parti commestibili da quelle tossiche. Si utilizzano esclusivamente i fiori e i frutti, ma solo dopo aver eliminato i noccioli. I noccioli contengono acido cianidrico, una sostanza velenosa molto potente. Analogamente, i rami e le radici contengono tracce di questa tossina e non devono mai essere impiegati in preparati fitoterapici o culinari. L'ingestione accidentale di noccioli o altre parti legnose può comportare seri rischi per la salute umana.
  • Come si coltiva il prugnolo in giardino?
    Il prugnolo è un arbusto rustico e facile da coltivare, capace di adattarsi a diversi tipi di terreno e climi, resistendo sia al freddo che alla siccità. Cresce spontaneamente in aree boschive, pendii montani e zone soleggiate. Per la moltiplicazione, si raccomandano talee eseguite a fine inverno. Viene spesso coltivato come pianta ornamentale grazie ai suoi fiori bianchi e ai frutti scuri, ma richiede poca manutenzione, tanto da essere considerato talvolta infestante per la sua capacità di attecchire ovunque.
  • In che modo si possono usare i frutti del prugnolo in cucina?
    I frutti del prugnolo, privati dei noccioli, possono essere trasformati in confetture e marmellate, offrendo un sapore unico unito a lievi proprietà riequilibranti. Possono essere consumati anche freschi o bolliti. Inoltre, fiori e frutti essiccati o freschi sono ideali per preparare tisane e infusi, specialmente in inverno, che risultano deliziosi al palato e utili per scopi depurativi. È essenziale garantire che nessuna parte tossica, come i semi, finisca nella preparazione alimentare.
  • Si possono produrre sciroppi fatti in casa con il prugnolo?
    Sì, è possibile realizzare autonomamente sciroppi antidiarroici o depurativi utilizzando i frutti del prugnolo. La procedura prevede la bollitura dei frutti (privi di noccioli) in una soluzione di zucchero e acqua. Una volta cotte, le componenti solide vengono filtrate, lasciando uno sciroppo pronto al consumo. Questa preparazione casuale permette di avere sempre a disposizione ingredienti freschi e controllati, evitando prodotti commerciali che potrebbero contenere miscele sconosciute o parti non idonee della pianta.

Scheda Tecnica

FamigliaRosacee
Tipo di piantaArbusto spinoso
OrigineAsia, naturalizzato in America ed Europa
EsposizioneSoleggiata
Temperatura minimaResistente al freddo
TerrenoAdattabile, anche secco
IrrigazioneScarsa/moderata, tollera la siccità
FiorituraPrimavera (fiori bianchi)
Altezza3-4 metri
PotaturaFine inverno (talee)
MoltiplicazioneTalee a fine inverno
Difficoltà di coltivazioneFacile, considerata talvolta infestante

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