Ramolaccio

fitoterapia

Ramolaccio

Nelle radici del ramolaccio si concentrano principi attivi che ne fanno un vegetale di grande utilità in ambito non solo culinario, ma anche fitoterapico

di Redazione

02 settembre 2011

Caratteristiche

Il ramolaccio può non richiamare molto alla memoria, eppure fa parte di una più vasta famiglia certamente molto nota sia in ambito fitoterapico che per quanto riguarda le abitudini culinarie, ovvero il ravanello. Rispetto al suo più noto cugino, il ramolaccio presenta però dimensioni maggiori e caratteristiche proprie anche dal punto di vista degli effetti fitoterapici, che lo rendono una risorsa di grande beneficio. Nella categoria del ramolaccio rientrano in realtà otto diverse specie diffuse tra l’Europa e l’Asia centrale come germogliazioni naturali, dunque alcune caratteristiche legate all’aspetto della pianta possono leggermente variare. Le foglie possono presentare aspetto differente e i fiori variare in conformazione e colore, passando dal bianco, al giallo, al viola. Si tratta di piante perenni, come si è visto in grado di adattarsi a terreni e climi differenti, e proprio per questo particolarmente facile da coltivare. La particolarità che, come per il ravanello, rende il ramolaccio caratteristico e facilmente riconoscibile, è lo sviluppo della parte radicale, o meglio della parte che collega le tradizionali radici alle foglie. Questa parte normalmente di minuscole dimensioni in altri vegetali, può raggiungere nel ramolaccio una lunghezza di circa trenta cm e un diametro anche di dieci cm. E’ qui che risiede la maggior quantità di principi attivi, che rendono il ramolaccio una risorsa per la fitoterapia. Il ramolaccio contiene inoltre un olio piccante diffuso anche come insaporitore e condimento per piatti originali e dal sapore intenso, ma anche per tisane unito ad altre sostanze dagli effetti analoghi, per rimedi ancora più efficaci.

Principi attivi e benefici

Dal punto di vista dei benefici legati all’assunzione regolare, il ramolaccio può essere un utile elemento nella dieta in quanto ricco di vitamina b, benefica per l’organismo. Ad ogni modo, il ramolaccio può venire consumato anche per mitigare sintomi e disturbi: grazie alle sostanze presenti all’interno del ramolaccio, è possibile utilizzare i suoi estratti come diuretico, spasmolitico e analgesico. Si può rivelare estremamente efficace anche per disturbi legati ai reni, in particolare per le coliche renali. Viene inoltre impiegato per combattere disturbi legati al sonno, mentre originariamente veniva impiegato anche come coadiuvante per la pesca, in quanto ricco di sostanze ittiotossiche che però non sono dannose per l’uomo, che può consumare il pesce così catturato senza incorrere in rischi. Il consumo va però tenuto sotto controllo, in quanto l’assunzione in dosi massicce o per periodi di tempo prolungati può portare ad eccessiva sonnolenza.

Coltivazione

Il ramolaccio presenta un grande potere di adattamento che lo rende facile da coltivare anche a condizioni climatiche e di terreno diverse. In generale, per lo sviluppo il ramolaccio predilige climi freschi e dal terreno fertile, mentre può patire una elevata siccità; meglio provvedere a periodiche innaffiature, pur evitando ristagni d’acqua, dannosi per la maggior parte dei vegetali. La semina può essere effettuata nel periodo estivo, fino ad agosto inoltrato, assicurandosi che le diverse piantine abbiano spazio a sufficienza per crescere nel terreno senza soffocarsi a vicenda: meglio mantenere dunque una distanza di almeno quindici cm tra un seme e l’altro. Il concime può essere una valida risorsa, a condizione che non contenga elementi azotati in grandi quantità, i quali possono provocare la rottura delle radici. Nella fase di crescita si rendono necessarie zappature periodiche per l’eliminazione di piante infestanti e la corretta traspirazione del terreno, direttamente influente sulla qualità del prodotto finale stesso. La raccolta avviene a maturazione delle radici, facendo attenzione a non superare troppo il momento di massima crescita per evitare che il sapore ne risulti intaccato o in qualche modo danneggiato.

Prodotti in commercio

Il ramolaccio, dato il suo vasto impiego anche in ambito culinario, viene commercializzato in larga misura allo stato naturale, come vegetale da consumare per insaporire diversi tipi di piatti. I semi possono essere acquistati per dare vita alla propria coltivazione autonoma, in modo tale da avere sempre a disposizione la propria riserva di ramolaccio all’occasione. In commercio vi sono però anche prodotti realizzati a base di ramolaccio, come rimedi omeopatici contro problemi legati alle coliche renali o ai disturbi del sonno. Tisane, decotti e infusi possono contenere estratti di diversi elementi, tra i quali anche il ramolaccio, che assume in questo modo un sapore adatto anche a questo tipo di consumo e può essere abbinato con prodotti dalla stessa efficacia, ad esempio per disturbi legati all’insonnia. Analgesici naturali a base di ramolaccio possono essere trovati sotto forma di gocce, così come sonniferi naturali e blandi tranquillanti. I decotti, gli infusi e le tisane fatte in casa possono essere altrettanto utili, con un po’ di esperienza per selezionare gli ingredienti da abbinare a questo vegetale dal sapore così caratteristico.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici fitoterapici del ramolaccio?
    Il ramolaccio è utilizzato principalmente per le sue proprietà diuretiche, spasmolitiche e analgesiche. È particolarmente efficace nel trattamento delle coliche renali e aiuta a mitigare i disturbi del sonno. Grazie alla presenza di vitamina B e principi attivi concentrati nelle radici, supporta l'organismo agendo come sedativo lieve e antispasmodico, offrendo un aiuto naturale per il benessere generale e la salute urinaria.
  • Come si coltiva correttamente il ramolaccio in orto?
    Il ramolaccio predilige climi freschi e terreni fertili, tollerando male la siccità. La semina va effettuata tra estate e agosto, mantenendo una distanza minima di 15 cm tra i semi per permettere lo sviluppo radicale. È fondamentale irrigare periodicamente evitando i ristagni d'acqua e effettuare zappature per eliminare le infestanti. Attenzione alla concimazione: evitare fertilizzanti ricchi di azoto per prevenire la rottura delle radici.
  • È vero che il ramolaccio ha proprietà ittiotossiche?
    Sì, il ramolaccio contiene sostanze ittiotossiche che possono stordire i pesci, rendendolo storicamente utile per la pesca tradizionale. Tuttavia, queste sostanze non sono nocive per l'uomo: il pesce catturato con questo metodo rimane sicuro al consumo umano. Nonostante questa proprietà interessante, l'uso principale rimane fitoterapico e culinario, richiedendo comunque moderazione nell'assunzione per evitare effetti collaterali come eccessiva sonnolenza.
  • In quali forme si trova il ramolaccio in commercio?
    Il ramolaccio è reperibile principalmente come vegetale fresco per uso culinario, dove le radici vengono usate come insaporitore. In ambito erboristico, si trovano semi per la coltivazione domestica e prodotti a base di estratti, come tisane, decotti, infusi e gocce. Questi preparati sono spesso formulati come rimedi naturali per le coliche renali, insonnia o come analgesici blandi e tranquillanti.

Scheda Tecnica

FamigliaBrassicaceae
Tipo di piantaPerenne
OrigineEuropa e Asia centrale
EsposizioneSoleggiata o mezz'ombra
TerrenoFertile, ben drenato, preferibilmente fresco
IrrigazionePeriodica, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (colori variabili: bianco, giallo, viola)
AltezzaVariabile, radice fino a 30 cm x 10 cm
ConcimazioneEvitare alti livelli di azoto
PotaturaNessuna specifica, eliminazione erbe infestanti
MoltiplicazioneSemina (estate-agosto)
Malattie e parassitiSusceptible a marciumi da ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, alto potere di adattamento

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