miele

Il miele rappresenta quel particolare alimento che viene prodotto grazie al lavoro svolto dalle api: questi piccoli insetti, infatti, vanno a raccogliere il nettare prelevandolo dai fiori delle piante o, in alcuni casi, direttamente dalla secrezione di parti vive di piante.

Le api non si limitano solo ad una pura e semplice operazione di raccolta, dal momento che che mescolano quanto prelevato con sostanze proprie, per deporre l'insieme all'interno dei loro favi.

Nell'alveare gli scambi non sono ancora terminati, dal momento che avvengono anceh tra le varie api: questa produzione permette di favorire una maturazione che porta alla formazione del miele.

La composizione del miele non è particolarmente complicata: al suo interno possiamo trovare delle componenti decisamente importanti come il fruttosio, il glucosio, l'acqua, diversi zuccheri, ... continua


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      prosegui ... , ma anche sali minerali e un gran numero di enzimi.

      Il miele è sempre stato considerato uno di quegli alimenti che possano vantare un elevatissimo valore dal punto di vista prettamente nutritivo, dal momento che si tratta di una sostanza che si può assimilare con estrema rapidità e semplicità.

      Il glucosio contenuto nel miele permette di dare energia maggiore a chi consuma tale alimento, mentre il fruttosio viene metabolizzato sotto l'aspetto epatico e favorisce la formazione di una vera e propria riserva di energia.

      E' sufficiente pensare come ben cento grammi di miele siano sufficienti a dare trecentoventi calorie, oltre a rappresentare un forte dolcificante.

      Il miele è composto sopratutto da degli zuccheri semplici ed è un alimento che ricorre molto frequentemente nell'alimentazione di tutti quei soggetti che praticano attività sportive, anche a livello professionistico.

      All'interno dei trattamenti geriatrici e nella dieta dei bambini che vanno a scuola, il miele si considera come uno dei migliori alimenti da consumare almeno una volta a settimana, specialmente nel corso del periodo invernale.

      La cristallizzazione che subisce il miele rappresenta semplicemente un procedimento del tutto naturale, che trova la sua fonte nella composizione (quindi nel rapporto che intercorre tra il fruttosio e il glucosio) e dalla temperatura.

      Maggiore sarà il quantitativo di glucosio presente nel miele e più veloce sarà anche il processo di cristallizzazione.

      Al contrario, nel caso in cui le temperature siano particolarmente basse, anche la cristallizzazione del miele subirà inevitabilmente un rallentamento.

      Il miele rappresenta un alimento che veniva spesso impiegato anche dalle popolazioni più antiche: ad esempio, anche gli antichi Egizi lo utilizzavano spesso, sopratutto per la preparazione di tutti quei riti religiosi che comportavano una mummificazione.

      I sumeri, al contrario, erano soliti impiegare il miele per la preparazione di particolari creme, mescolandolo con l'argilla, l'acqua e l'olio di cedro; invece, un altro popolo come i babilonesi utilizzava questa sostanza prodotta dalle api essenzialmente in cucina.

      Il popolo greco era solito considerare il miele come un vero e proprio cibo appartenente agli dei, mentre Omero nei suoi scritti riporta alcune testimonianze circa il miele selvatico.

      Anche nel Medioevo il miele aveva un ruolo centrale, ma nel corso del tempo al posto

      L'attività antibatterica che viene svolta dal miele è conosciuta fin dai tempi antichi ed è provocata in buona parte dalla notevole presenza di zucchero e di pH acido.

      Il miele viene spesso utilizzato in campo erboristico dato che è un alimento in grado di trattare con efficacia il sistema epoietico (anche per via della notevole presenza di sali al suo interno), ma è capace anche di essere particolarmente efficace nei confronti del sistema cutaneo (dal momento che permette una migliore cicatrizzazione e idratazione), nonché del sistema nervoso e di vari apparati, come ad esempio quello respiratorio, digerente e circolatorio.

      Anche se ogni tipologia di miele potrebbe presentare al suo interno i requisiti per essere efficace nei confronti dei disturbi che vanno a colpire le parti del corpo umano che abbiamo appena citato, è chiaro che la stagionatura e la flora nettarifera fungono da ago della bilancia che pende verso una certa funzione farmacologica piuttosto che un'altra.

      Giusto per fare un semplice esempio, il miele di acacia si caratterizza per essere particolarmente efficace nel momento in cui c'è la necessità di avere a disposizione un buon antinfiammatorio e disintossicante per le vie aeree.

      Il miele di tiglio, invece, ha la particolare caratteristica di fungere da ottimo sedativo e di essere indicato sopratutto per combattere l'emicrania.

      Il miele di eucalipto riesce a svolgere una fondamentale attività espettorante, vermifuga e che permette di combattere con grande efficacia la tosse.

      Infine, altre tipologie di miele, come ad esempio il miele d'erica, si caratterizzano per essere in grado di svolgere interessanti attività diuretiche e antianemiche, mentre il miele di lavanda esplica la sua funzione sopratutto nei confronti delle bruciature e viene impiegato piuttosto frequentemente per uso esterno.