anice

Anice è un termine che viene impiegato, di solito, per descrivere quelle tre piante che fanno parte di differenti famiglie, ma che hanno caratteristiche del tutto similari, sopratutto per quanto riguarda il sapore e l'aroma.

L'anice fece il suo “ingresso” nella storia fin dai tempi antichi: era utilizzata sopratutto in Oriente e ben presto si diffuse anche tra le antiche popolazioni greche e romane.

La pianta dell'anice si caratterizza per avere un gran numero di proprietà benefiche, in alcuni casi anche notevolmente utili per il corpo umano.

L'impiego della pianta di anice corrisponde all'utilizzo dei semi o anche dei frutti (dalla dimensione notevolmente ridotte) dopo che sono stati portati ad essiccazione.

Le piante che rientrano sotto il termine anice sono essenzialmente tre e sono rappresentate dall'anice verde, dall'anice stellato e dall'anice pepato.

Nel caso dell'anice verde, ... continua


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      prosegui ... , il cui nome scientifico è Pimpinella anisum, stiamo parlando di una pianta che rientra all'interno del gruppo delle Apiacee ed ha la peculiarità di essere la varietà di anice maggiormente diffusa in tutto l'Occidente. L'anice verde si caratterizza per presentare dei fiori dalla tipica colorazione gialla, mentre i semi piccoli assumono un colore marrone striato; il sapore dell'anice verde ricorda molto quello del finocchio e spesso le proprietà benefiche delle due piante si assomigliano: per tale ragione, in alcuni casi, vengono utilizzate in contemporanea, in maniera tale da garantire lo svolgimento di un'attività benefica più potente.

      L'anice stellato si caratterizza per arrivare direttamente dalla nazione cinese e rientra all'interno del gruppo delle Illiciacee.

      Già dal nome che caratterizza tale pianta si può facilmente intuire dalla forma che hanno i frutti: si tratta di una specie che, in alcuni casi, viene chiamata anche con il nome di “Anice di Siberia” (dal momento che è stato diffuso nel vecchio continente proprio attraversando i territori della Russia). In altri casi, l'anice stellato è stato ribattezzato con il nome di “Anice stellato cinese”, ma anche come “Badiana”. Il sapore dell'anice stellato si caratterizza per avere un'enorme somiglianza con la liquirizia, al punto che tale che si può sostituire ad essa all'interno di un gran numero di ricette.

      L'Anice pepato si caratterizza per far parte del gruppo delle Rutacee e proviene da paesi orientali come la Cina, la Corea e il Giappone. I semi dell'anice pepato hanno una curiosa peculiarità: infatti, risulta, a contatto con la lingua, particolarmente piccanti ed aromatici.

      La principale proprietà benefica che caratterizza la pianta di anice è, senza ombra di dubbio, quella digestiva, al punto che già gli antichi Romani la impiegavano per soddisfare diversi fini e necessità. La pianta di anice viene considerata anche un buon carminativo e antispasmodico: ecco spiegato il motivo per cui, piuttosto frequentemente, i semi di anice vengono impiegato per la realizzazione di tisane ed infusi che svolgono un'attività benefica nei confronti di gonfiori a livello digestivo. L'anice rappresenta anche un buon afrodisiaco, dal momento che è in grado di svolgere un'azione stimolante. Nel momento in cui si prova ad assumere l'anice come rimedio naturale è fondamentale chiedere una parere preventivo al proprio medico di base, dal momento che deve essere somministrato un dosaggio adeguato e corretto.

      L'anice viene utilizzato, nella maggior parte dei casi, in ambito culinario, dal momento che può apportare alle pietanze un profumo del tutto unico e balsamico. L'anice, infatti, rappresenta un'ottima soluzione nel momento in cui si ha la necessità di dare sapore a pane, dolci e biscotti. Frequentemente utilizzato all'interno dell'industria dolciaria, l'anice viene spesso impiegato sui formaggi e sulle verdure nelle nazioni che si trovano nella parte a nord dell'Europa, mentre nel continente asiatico possiamo trovare l'anice vicini a dei piatti a base di carne. Ad esempio, nella nazione cinese, l'anice stellato viene spesso impiegato per la realizzazione di un buon numero di ricette e per aromatizzare dei piatti di carne a base di maiale o pollo.

      Nelle popolazioni antiche Romane, l'anice veniva spesso impiegata in campo culinario: ad esempio, veniva utilizzato con grande frequenza per la realizzazione di dolci tipici che venivano cotti sfruttando delle foglie di alloro, ovvero il mustaceum. Si tratta di un dolce che si può tranquillamente ritenere il precursore delle torte che vengono attualmente preparate per i matrimoni e occasioni simili. L'anice, tornando sempre indietro nel tempo, non era impiegato unicamente per sfruttare una proprietà digestiva, dal momento che erano diversi gli effetti benefici che gli venivano riconosciuti. Giusto per fare un esempio, Plinio il Vecchio suggeriva che riposare di notte dopo aver posto diversi semi di anice sotto il cuscino era un sistema ottimale per la cura contro l'insonnia e, nello stesso tempo, serviva ad evitare di incorrere in incubi troppo frequentemente. Ippocrate, invece, suggeriva l'assunzione di anice per poter svolgere una funzione espettorante e rimuovere più velocemente il muco.