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Alberi

Bambù

In questo articolo si parla del bambù. Si presenta il vasto genere e poi si concentra il discorso sul tipo phyllostachys aurea. Si danno consigli sulla sua moltiplicazione, coltivazione, terreno, potatura ed esposizione preferiti, e si illustrano infine le altre specie più diffuse.

di Redazione

02 novembre 2010

Il Bambù

Si designa con questo termine molto comune un gruppo abbastanza vasto di piante, arbusti e alberelli, raggruppati abitualmente in quattro diversi generi. Questi sono: l'Arundinaria, il Bambusa, il Phyllostachys e il Sasa. Sono specie che trovano una larga diffusione nelle zone tropicali , ma anche subtropicali, e si sviluppano con dimensioni di vario tipo: gli esemplari più piccoli non superano alcune decine di centimetri, mentre quelli di taglia più grande arrivano a superare i 40 metri di altezza. Ci sono all'interno dei vari generi piante erbacee e rampicanti, ma anche interessanti esemplari arbustivi e arborei, con dei fusti particolari, lignificati e divisi in nodi e in internodi. Non di rado si trovano inoltre alberi che presentano delle intricate ramificazioni. Nelle zone in cui i bambù crescono maggiormente, il loro utilizzo varia dalla produzione di materiale da costruzione a quello di piante destinate ad un consumo alimentare: i giovani germogli sono commestibili e vengono quindi raccolti per poi essere mangiati sia crudi che cotti. Questa parte della pianta costituisce un cibo diffuso per la cucina orientale. Con il tempo alcune tra le specie di bambù sono state introdotte anche in Europa e spesso utilizzate come piante dal bel valore ornamentale, anche per i giardini, e sono coltivate in particolar modo nelle zone a clima temperato. Il valore estetico del bambù deriva dalla particolare armonia della sua struttura, che comprende un tipo di fogliame di breve lunghezza, con foglie lineari oppure lanceolate e oblunghe, e pregevoli fiori raggruppati in pannocchie, o a spiga o a racemo. Una curiosità: la fioritura è un momento particolare per la pianta, dal momento che si verifica in diverse età a seconda delle varie specie. Infatti alcune di esse sviluppano la loro fioritura al trentesimo anno di età, altre ai sessanta anni, altre addirittura oltre i centoventi anni. Una delle specie più diffuse in Europa è certamente il bambù classificato con il nome di phillostachys aurea.

Phyllostachys aurea

Il phillostachys aurea, originario del Giappone e della Cina e appartenente alla famiglia delle Graminaceae, è un interessante arbusto sempreverde che nelle coltivazioni nostrane arriva ad un' altezza di circa dieci metri, ma cresciuto allo stato spontaneo, nelle zone dal clima equatoriale, può arrivare anche ai 30 metri. Questo esemplare cresce e vegeta sia isolato sia in stato cespitoso. Ha un busto che si sviluppa dal rizoma strisciante, in un primo tempo come getto mangereccio, in seguito inguainato all'interno di una particolare membrana gialla. Il busto è inoltre cavo con ricca presenza di nodi. Quelli inferiori sono vicini, mentre quelli superiori danno origine a due piccoli rametti. Il fusto si presenta molto resistente, liscio, lignificato e nella caratteristica forma a tubo. I suoi rami sono flessibili. C'è inoltre una fibra vegetale dalla notevole resistenza che viene usata come legno ed è un'importante dotazione per questo tipo di bambù.

Foglie, fiori, frutti

Dai rami crescono foglie di grande dimensione, strette e lineari, con presenza di alcune nervature reticolate. I fiori, come accade anche per gli altri generi, sono radunati in rade pannocchie di grandi dimensioni, solitamente a due fiori. Questi si sviluppano molto raramente: la fioritura infatti avviene regolarmente e in contemporanea per tutto il genere in tutte le parti del mondo, e spesso è seguita dal decesso dell'esemplare.

Moltiplicazione

La moltiplicazione del phyllostachys aurea è da effettuarsi per divisione dei ceppi, originati dal rizoma sotterraneo, nella stagione primaverile prima che riprenda la vegetazione. E' decisamente consigliabile scegliere tra quelle parti di rizomi che presentano germogli robusti, dal momento che lo sviluppo che segue la moltiplicazione è sempre lento. E' inoltre necessario all'inizio della stagione autunnale, soprattutto nei primi anni di vita della pianta, ricoprire la pianta alla base con apposite foglie, al fine di dotarle dell'opportuna protezione prima dell'arrivo dell'inverno.

Terreno

La specie è molto rustica, quindi si adatta a diversi tipi di terreno. Il suo preferito è tuttavia un terreno umido che abbia una ricca presenza di sostanza organica e che sia ben drenato. Un ottimo sviluppo della pianta si ha in particolare nelle vicinanze di corsi di acqua e piccoli laghi

Esposizione

Predilige posizioni piuttosto luminose e in pieno sole. Resiste comunque bene, in virtù della propria rusticità, anche a climi freddi e ad esposizioni fresche e ombreggiate.

Annaffiatura

Da effettuarsi nella stagione estiva, in armonia con l'esigenza della pianta di crescere in terreni umidi, prestando attenzione che non si creino ristagni nel terreno che possono provocare marciume alle radici.

Potatura

Non necessaria, se non per dare alla pianta una maggiore armonia nel caso in cui raggiungesse dimensioni troppo grandi.

Altre specie

Tra i phyllostachys troviamo inoltre il tipo flexuosa, originaria della Cina, con caratteristico fusto ondulato. Il mitis, proveniente da Cina e Giappone, con ramificazioni sottili. Il nigra, tipico bambù nero con il fusto scuro. Tra i generi prima menzionati, le specie più diffuse in Europa sono poi il bambusa pygmae, piccola pianta che arriva raramente oltre i 40 centimetri, e il sasa japonica, che arriva a 5 metri di altezza e patisce la siccità. Quest'ultimo è anche comunemente detto bambù metaké.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per moltiplicare il Phyllostachys aurea?
    La moltiplicazione del Phyllostachys aurea deve avvenire tramite divisione dei ceppi, prelevando porzioni di rizoma sotterraneo dotate di germogli robusti. L'epoca ideale è la primavera, prima che la pianta riprenda attivamente la vegetazione. È fondamentale scegliere frammenti di rizoma sani e vigorosi poiché lo sviluppo successivo alla trapiantatura risulta essere piuttosto lento. Questa tecnica garantisce la conservazione delle caratteristiche genetiche della pianta madre e favorisce un attecchimento migliore rispetto ad altre modalità riproduttive.
  • Quanto velocemente cresce il bambù Phyllostachys aurea dopo la messa a dimora?
    Lo sviluppo del Phyllostachys aurea è generalmente considerato lento, specialmente nei primi anni successivi alla moltiplicazione per divisione dei rizomi. Per accelerarne la crescita e garantire una buona salute, è consigliabile proteggere la base della pianta durante i primi inverni ricoprendola con foglie secche o materiale pacciamante. Una volta stabilita, la pianta mostra una vegetazione vigorosa, adattandosi bene a diversi ambienti purché le esigenze di umidità del suolo siano soddisfatte.
  • Che tipo di terreno preferisce il Phyllostachys aurea?
    Il Phyllostachys aurea predilige terreni umidi, ricchi di sostanza organica e, soprattutto, ben drenati. Nonostante sia una pianta rustica capace di adattarsi a vari tipi di suolo, il suo sviluppo ottimale si ottiene vicino a corsi d'acqua o piccoli specchi liquidi che mantengono l'umidità ambientale e radicale. È cruciale evitare terreni eccessivamente compatti o soggetti a ristagni prolungati, che potrebbero causare problemi radicali nonostante la tolleranza generale della specie.
  • Come gestire l'irrigazione del bambù durante l'estate?
    Durante la stagione estiva, il Phyllostachys aurea richiede annaffiature regolari per soddisfare la sua esigenza di crescere in terreni umidi. Tuttavia, bisogna prestare massima attenzione a non creare ristagni idrici nel sottosuolo, poiché l'eccesso di acqua stagnante può provocare il marciume delle radici. L'obiettivo è mantenere il substrato costantemente umido ma mai zuppo, garantendo un drenaggio efficace per prevenire patologie fungine legate all'umidità eccessiva accumulata alla base degli steli.
  • È necessaria la potatura del Phyllostachys aurea?
    La potatura del Phyllostachys aurea non è generalmente necessaria per la sopravvivenza o la salute della pianta. Interventi di taglio sono giustificati esclusivamente per scopi estetici, ad esempio per migliorare l'armonia della chioma o per contenere le dimensioni qualora la pianta raggiunga proporzioni eccessive rispetto allo spazio disponibile. Essendo una graminacea con fusti legnosi, i tagli vanno effettuati con strumenti puliti e affilati per favorire la guarigione e prevenire infezioni.

Scheda Tecnica

Phyllostachys aurea

Nome scientificoPhyllostachys aurea
FamigliaGraminaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineCina e Giappone
EsposizionePieno sole, preferibilmente luminoso; tollera anche fresco/ombreggiato
Temperatura minimaRustico, resiste al freddo
TerrenoUmido, ricco di sostanza organica, ben drenato
IrrigazioneRegolare in estate, evitare ristagni idrici
FiorituraRara, sincronizzata globalmente, spesso seguita dalla morte della pianta
AltezzaFino a 10m in coltivazione, fino a 30m in natura
PotaturaGeneralmente non necessaria, solo per contenimento o estetica
MoltiplicazioneDivisione dei cespi/rizomi in primavera
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta rustica

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