Cavolo cappuccio

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Cavolo cappuccio

In questo articolo parleremo del cavolo cappuccio, del terreno per la coltivazione, delle malattie ecc.

di Redazione

01 settembre 2010

Il Cavolo Cappuccio

Il cavolo cappuccio è una pianta che trae la propria origine dall’Europa; attualmente si coltiva maggiormente in Cina, India e Giappone mentre, in Europa, i maggiori produttori sono i tedeschi; in Italia, la produzione di cavolo cappuccio, è concentrata soprattutto nelle zone centro-meridionali come Puglia, Lazio, Campania. Il cavolo cappuccio può raggiungere un’altezza di circa cinquanta centimetri; la sua radice è un fittone che non raggiunge elevate profondità. Il fusto di questa pianta ha un portamento eretto ed è piuttosto corto, le foglie sono disposte in modo sovrapposto fino a costituire una palla (testa) contenente il germoglio, hanno una buona consistenza, possono essere lisce oppure presentare delle grumosità, la tonalità di verde cambia a seconda della varietà. Nel secondo anno di coltivazione il cavolo cappuccio sviluppa i fiori. Le foglie di questa pianta si possono consumare crude o cotte.

Ambiente ed esposizione

Il clima preferito dal cavolo cappuccio è temperato-freddo, con buona umidità, ma bisogna fare molto attenzione ad evitare le gelate, in quanto questa pianta le teme.

Terreno

Il terreno adatto per la coltivazione del cavolo cappuccio è di medio impasto, ricco di sostanza organica, ben concimato in modo particolare con azoto e umido.

Semina e trapianto

La semina va effettuata in base al clima in cui ci troviamo, in genere il periodo migliore va da aprile a giugno a seconda del tipo di cavolo cappuccio. Prima di seminare, il terreno va vangato e lavorato in profondità e arricchito di letame maturo. La semina viene fatta in cassetta o altro contenitore; le piantine saranno pronte per il trapianto nel momento in cui avranno emesso cinque o sei foglioline, cioè dopo circa un mese o poco più. Questa operazione andrà fatta mantenendo una distanza di circa sessanta centimetri tra una piantina e l’altra; in questa fase bisognerà essere molto delicati e sistemare le piantine ben in profondità e ricompattare bene la terra.

Annaffiature

Il cavolo cappuccio necessita di un costante ed abbondante apporto di acqua, teme i periodi siccitosi; l’importante sarà non esagerare in quanto questa pianta non sopporta i ristagni idrici.

Concimazione

La concimazione più importante è quella di fondo da effettuare prima dell’operazione di trapianto, a base di letame ben maturo. Dopo il trapianto sarà opportuno somministrare un composto di alghe brune misto a sangue secco.

Fiori

Il cavolo cappuccio produce fiori nel suo secondo anno di coltivazione, in genere sono di colore chiaro.

Raccolta e conservazione

Il cavolo cappuccio viene raccolto nel momento in cui la testa ha raggiunto la grandezza desiderata relativa alla varietà coltivata, può avvenire a settanta giorni, a novanta od oltre. L’importante sarà la consistenza della testa che dovrà essere sempre ben compatta. Lo si può conservare in frigorifero nello scomparto di frutta e verdura.

Malattie e parassiti

Il cavolo cappuccio è soggetto ad alcune malattie, ora ne spiegheremo alcune e i relativi sintomi. Marciume nero del cavolo: questa malattia è causata da batteri, essa si manifesta conferendo una forma a V alle foglie secche e, successivamente, provocando delle zone nere sulle parti attaccate. In genere colpisce durante il periodo estivo. Annerimento del gambo: le piantine vengono colpite da questa malattia ancora in semenzaio, le radici si rimpiccioliscono e diventano scure. Peronospora ed Alternariosi attaccano le foglie portandole all’ingiallimento; la mosca del cavolo, attraverso le sue uova, prende di mira le radici danneggiamento la pianta. Ci sono poi alcuni parassiti come la nottua del cavolo e la tignola del cavolo che si nutrono di fiori e foglie. Altre malattie e parassiti possono essere: l’ernia delle crocifere, la cavolaia, il punteruolo del cavolo, la mamestra del cavolo ecc.

Vendita

In vendita possiamo trovare molte varietà di cavolo, quando lo acquistate fate attenzione che sia ben pesante e compatto, con foglie lucide, non appassite o di colore spento, naturalmente dovrà essere privo di macchie o parti danneggiate.

Varietà

Il cavolo cappuccio presenta moltissime varietà, di seguito ne descriveremo alcune: Precoce d’Etampes: presenta una forma rotonda a cono allungato, saporito. Cavolo di York: questa varietà è originaria dell’Inghilterra, non teme le basse temperature. Cuor di bove: questo cavolo si può trovare in tre varietà: piccolo, mezzano-grosso, tardivo. Altre varietà possono essere: Quintale d’Alvenia, Rotondo di Pisa, cavolo d’Olanda, Ameger, Rosso grosso ecc.

Curiosità

Il cavolo cappuccio è molto usato in cucina per preparare gustosi piatti; può essere consumato cotto al vapore, stufato oppure crudo in insalate ecc. Questo ortaggio, se consumato crudo, fornisce molta vitamina C e B6, potassio; se consumato cotto anche acido folico. Il cavolo cappuccio può essere usato anche sottoforma di infuso arricchito di miele, in questo caso può esse molto utile per combattere l’anemia e problemi dell’apparato respiratorio.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per seminare il cavolo cappuccio?
    La semina del cavolo cappuccio dipende dal clima locale e dalla varietà scelta, ma generalmente si effettua nel periodo primaverile, indicativamente tra aprile e giugno. È fondamentale preparare il terreno vangandolo in profondità e arricchendolo con letame maturo. La semina avviene preferibilmente in cassette o contenitori specifici; le piantine saranno pronte per il trapianto quando avranno sviluppato cinque o sei foglioline, un processo che richiede circa un mese. Al momento del trapianto, è cruciale mantenere una distanza di almeno sessanta centimetri tra le piante per garantire uno sviluppo ottimale.
  • Come si coltivano correttamente le annaffiature del cavolo cappuccio?
    Il cavolo cappuccio richiede un apporto idrico costante e abbondante per svilupparsi adeguatamente, poiché teme fortemente i periodi di siccità. Tuttavia, è essenziale evitare eccessi: la pianta non sopporta i ristagni idrici, che potrebbero causare marciumi radicali. L'obiettivo è mantenere il terreno costantemente umido senza saturarlo. Una gestione oculata dell'acqua, unita a un terreno ben drenato ma ricco di sostanza organica, garantisce teste compatte e sane, prevenendo stress vegetativi e favorisce la corretta formazione della testa.
  • quali sono le principali malattie e parassiti che attaccano il cavolo cappuccio?
    Il cavolo cappuccio è suscettibile a diverse minacce. Tra le malattie batteriche e fungine vi sono il marciume nero (che crea lesioni a V sulle foglie), l'annerimento del gambo, la peronospora e l'alternariosi (che ingialliscono le foglie), nonché l'ernia delle crocifere. Tra i parassiti animali figurano la mosca del cavolo (che danneggia le radici), la nottua, la tignola, la cavolaia, il punteruolo e la mamstra. Questi organismi si nutrono di foglie, fiori o radici, compromettendo la salute della pianta e la qualità del raccolto se non gestiti tempestivamente.
  • Quando e come si raccoglie il cavolo cappuccio?
    La raccolta del cavolo cappuccio avviene quando la testa ha raggiunto la dimensione tipica della varietà coltivata, che può variare dai settanta ai novanta giorni o più dalla semina. Il criterio principale non è solo il tempo, ma la consistenza: la testa deve risultare sempre ben compatta e soda. Dopo la raccolta, il cavolo può essere conservato in frigorifero, nello scomparto dedicato a frutta e verdura, per mantenerne freschezza e proprietà nutrizionali. Assicurarsi di tagliare la testa alla base, lasciando qualche foglia esterna protettiva se necessario.
  • Quali sono le proprietà nutrizionali e gli usi culinari del cavolo cappuccio?
    Il cavolo cappuccio è un ortaggio versatile, utilizzabile sia crudo in insalate sia cotto al vapore o in stufati. Se consumato crudo, è particolarmente ricco di vitamina C, vitamina B6 e potassio. La cottura, invece, preserva o evidenzia la presenza di acido folico. Oltre all'uso alimentare diretto, può essere preparato sotto forma di infuso, spesso arricchito con miele, tradizionalmente utilizzato come rimedio naturale per supportare la lotta contro l'anemia e migliorare la salute dell'apparato respiratorio.

Scheda Tecnica

FamigliaBrassicacee
Tipo di piantaOrtaggio a foglia
OrigineEuropa
EsposizionePieno sole, clima temperato-freddo
Temperatura minimaSensibile alle gelate
TerrenoMedio impasto, ricco di sostanza organica, umido
IrrigazioneCostante e abbondante, no ristagni
FiorituraSecondo anno di coltivazione
AltezzaCirca 50 cm
ConcimazioneLetame maturo (fondo), alghe brune e sangue secco (dopo trapianto)
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSemina in cassetta, trapianto dopo 1 mese
Malattie e parassitiMarciume nero, annerimento gambo, peronospora, alternariosi, mosca del cavolo, nottua, tignola, ernia delle crocifere, cavolaia, punteruolo, mamstra
Difficoltà di coltivazioneMedia

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