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A cosa serve il calcio nelle piante, come riconoscere i sintomi da carenza e come somministrare il concime calcico.

di Redazione

18 maggio 2012

Calcio piante

Il calcio è un elemento chimico naturalmente presente nella composizione della crosta terrestre. E’ anche tra i principali costituenti delle rocce, che sono dette, appunto, calcaree. Nell’ambiente si presenta come un sale compatto, di colore grigio o bianco e per effetto dei fenomeni di evaporazione, erosione e dilavamento, si trova disciolto nelle falde acquifere e nel terreno. Il suolo è, dunque, un ambiente normalmente ricco di calcio. Le piante che si trovano a crescere su questi suoli riescono ad assorbire enormi quantità di calcio, anche se il rischio è quello di non riuscire ad assorbire altri elementi nutritivi, come il ferro o il potassio. Il calcio è quindi un amico e al tempo stesso un nemico delle piante. Tutto dipenderà dal dosaggio ideale, perché, in ogni caso, le specie vegetali hanno sempre bisogno di una certa quota di calcio.

A cosa serve

Nelle piante, il calcio, al pari degli altri elementi chimici, svolge una importante funzione nutritiva contribuendo alla formazione cellulare dei tessuti vegetali e alla robustezza del fusto, delle radici, dello stelo e della altre parti della pianta ( foglie e frutti). Il calcio, insomma, contribuisce alla formazione dello “scheletro” della pianta e senza questa sostanza, le specie vegetali non riuscirebbero a mantenere un portamento dritto e robusto. Non sempre le piante riescono ad assorbire il calcio dal suolo. Questo accade nei terreni con pH troppo acido o in condizioni di scarsa ventilazione e temperature troppo elevate, che tendono a inaridire il terreno. Queste condizioni negative si possono manifestare per le piante da interno, dove è consigliabile somministrare concimi addizionati con calcio.

Sintomi da carenza

Non è facile distinguere la carenza di calcio da quella di altri elementi. Spesso, le piante manifestano sintomi facilmente confondibili con altri, come ingiallimento fogliare, accartocciamento o nascita di foglie già accartocciate, blocco nella crescita o struttura rugosa. I sintomi da carenza di calcio colpiscono le parti giovani della pianta: foglie, germogli e rami, che si deformano, mentre le foglie più grandi appaiono rugose. Al momento della caduta, le stesse foglie assumono una colorazione simile a quella delle cose bruciate.

Concime calcio

Il calcio può essere somministrato alle piante tramite concimi appositi. I concimi a base di calcio sono spesso composti da ossido di calcio, solubile in acqua e ottenuto dalla dissoluzione e purificazione del cloruro di calcio. Questi prodotti si applicano sulle foglie delle piante e si usano preferibilmente per ortaggi e piante da frutto, come melo e vite. Il calcio è anche un componente dei concimi complessi, dove è aggiunto sotto forma di ossido e in abbinamento a macroelementi, come l’ azoto, e a microelementi, come il magnesio.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi visibili di una carenza di calcio nelle piante?
    La carenza di calcio colpisce prevalentemente le parti giovani della pianta, come germogli, rami e foglie nuove. I sintomi includono deformazioni strutturali, accartocciamento fogliare e una superficie rugosa. Le foglie più vecchie possono apparire normali, ma quelle giovani mostrano uno sviluppo anomalo. In fase di caduta, il tessuto fogliare assume una colorazione scura, simile a quella di materiale bruciato. È importante notare che questi sintomi possono essere confusi con carenze di altri nutrienti o problemi ambientali, rendendo difficile una diagnosi immediata solo all'osservazione.
  • In quali condizioni il terreno impedisce alle piante di assorbire il calcio?
    L'assorbimento del calcio risulta compromesso principalmente quando il pH del suolo è eccessivamente acido. In tali condizioni, gli ioni calcio diventano meno disponibili per le radici. Inoltre, fattori ambientali come la scarsa ventilazione e temperature troppo elevate contribuiscono al problema. Alte temperature accelerano l'evaporazione dell'acqua, portando a un terreno arido che riduce il movimento capillare degli nutrienti verso le radici. Anche la mancanza di umidità costante nel substrato limita l'uptake del calcio, rendendo necessaria l'integrazione esterna in queste situazioni critiche.
  • Come si somministra correttamente il concime calcico alle piante?
    Il concime calcico, spesso a base di ossido di calcio solubile, si applica preferibilmente tramite irrorazione fogliare. Questo metodo garantisce un assorbimento rapido ed efficace, bypassando eventuali blocchi radicali nel terreno. L'applicazione è particolarmente indicata per ortaggi e piante da frutto come melo e vite. In alternativa, il calcio può essere introdotto attraverso concimi complessi che lo associano ad azoto, magnesio o altri microelementi. Questa seconda via è utile per mantenere un equilibrio nutrizionale generale, prevenendo carenze specifiche durante le fasi di crescita attiva e fioritura.
  • Perché il calcio è definito sia un 'amico' che un 'nemico' per le piante?
    Il calcio è essenziale per formare lo scheletro cellulare, garantendo robustezza a fusti, radici e frutti. Tuttavia, diventa problematico se presente in eccesso o in terreni calcarei. Un alto contenuto di calcio nel suolo può causare antagonismi nutrizionali, bloccando l'assorbimento di altri elementi vitali come il ferro e il potassio. Questo squilibrio porta a carenze secondarie nonostante l'abbondanza di calcio. Pertanto, il dosaggio deve essere preciso: necessario per la struttura vegetale, ma potenzialmente dannoso se altera l'equilibrio chimico del terreno e la disponibilità degli altri micronutrienti.