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botanica

potassio piante

Tutto quello che bisogna sapere sul potassio, un minerale indispensabile per la crescita sana delle nostre piante.

di Redazione

09 maggio 2012

Potassio piante

Il potassio, simbolo chimico K, è un minerale naturalmente presente nella composizione della crosta terrestre, sia in forma solubile che scambiabile, cioè la forma che si trova all’interno dei terreni argillosi. Il potassio riveste anche un’importanza fondamentale per la crescita delle piante, poiché interviene in numerosi processi metabolici di natura vegetale, come la sintesi delle proteine, degli zuccheri e la traspirazione fogliare. Un corretto apporto di potassio consente anche di ottenere frutti gustosi e fiori dalla colorazione intensa. Non bisogna dimenticare che questo elemento chimico contribuisce alla fortificazione delle parti legnose della pianta ( tronco e rami) e alla circolazione della linfa che, a sua volta, protegge le piante dalle condizioni climatiche estreme.

Caratteristiche

Il potassio viene immediatamente assorbito dall’apparato radicale delle piante, in qualsiasi quantità venga somministrato. Le piante, infatti, lo assorbono in continuazione, anche quando la frazione di potassio utile alle loro necessità è stata abbondantemente superata. Il potassio solubile, cioè quello presente nell’acqua e in parte nella frazione liquida del terreno, viene utilizzato più facilmente dalle piante, mentre quello scambiabile, nella forma semisolida che compone, ad esempio, i terreni argillosi e vulcanici, è difficilmente utilizzabile dalle varie specie vegetali. Ecco perché il corretto fabbisogno di potassio va fornito tramite la concimazione. I concimi potassici devono però tener conto della tipologia di terreno e delle specifiche necessità delle varie specie coltivate, per evitare sintomi da eccesso o da carenza.

Eccesso carenza

Un eccesso di concimazione potassica può provocare gravi danni alle nostre piante, così come la carenza. Visto che le piante assorbono potassio in grandi quantità, una eccessiva concimazione a base di questo minerale può portare a degli squilibri nutritivi più o meno manifesti, come ritardo nella crescita e aspetto poco gradevole dei fiori e dei frutti. Al contrario, una carenza di potassio provoca ingiallimento fogliare e accartocciamento ai margini, scarsa lignificazione, frutti piccoli, fiori poco colorati e di dimensioni più ridotte del normale.

Concimi potassici

I concimi a base di potassio possono essere composti, cioè abbinati ad azoto e fosforo, o semplici. La disponibilità di potassio si ha tramite concimi chimici ed organici. Tra i primi troviamo i solfati, i nitrati e i cloruri potassici, tra i secondi, i sali. I concimi potassici chimici maggiormente utilizzati sono i solfati di potassio, che si adattano a qualsiasi pianta e a qualsiasi tipologia di terreno. I sali organici di potassio si ricavano da sostanze alcaline ottenute dalla lavorazione di sostanze vegetali. Per la presenza di calcio, questi solfati vengono impiegati nella correzione dei terreni troppo acidi.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi visibili di una carenza di potassio nelle piante?
    La carenza di potassio si manifesta principalmente con l'ingiallimento delle foglie e un caratteristico accartocciamento dei margini fogliari. Inoltre, si osserva una scarsa lignificazione dei tessuti, ovvero indebolimento di tronchi e rami. A livello riproduttivo, i frutti risultano più piccoli del normale e i fiori presentano colori meno intensi e dimensioni ridotte. Questi segnali indicano che la pianta non riesce a sintetizzare correttamente zuccheri e proteine, compromettendo la sua vitalità generale.
  • Come riconoscere un eccesso di potassio nel suolo?
    L'eccesso di potassio, spesso causato da sovradosaggi nella concimazione, provoca squilibri nutrizionali significativi. I sintomi includono un evidente ritardo nella crescita complessiva della pianta e un aspetto estetico degradato. In particolare, fiori e frutti mostrano colorazioni opache o poco gradevoli e forme irregolari. Poiché le piante assorbono il potassio continuamente, un accumulo eccessivo interferisce con l'assorbimento di altri nutrienti essenziali, portando a malessere generale nonostante l'apparente abbondanza di fertilizzante.
  • Quali sono i principali tipi di concimi potassici disponibili?
    I concimi potassici si dividono in semplici (contenenti solo potassio) e composti (abbinati ad azoto e fosforo). Esistono formulazioni chimiche, come solfati, nitrati e cloruri di potassio, e formulazioni organiche derivate da sostanze vegetali alcaline. Tra i chimici, i solfati di potassio sono i più versatili e indicati per quasi tutte le piante e tipologie di terreno. Quelli organici contengono spesso calcio, utile anche per correggere terreni eccessivamente acidi.
  • In che modo il potassio influisce sulla resistenza climatica delle piante?
    Il potassio svolge un ruolo cruciale nella fortificazione delle parti legnose, come tronchi e rami, rendendoli più resistenti agli stress meccanici. Favorisce inoltre la corretta circolazione della linfa, un processo vitale che aiuta la pianta a gestire gli stress idrici e termici. Grazie al suo intervento nella traspirazione fogliare e nella sintesi degli zuccheri, il potassio permette alle piante di resistere meglio alle condizioni climatiche estreme, sia caldo che freddo.