pleione violetto.

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Orchidee pleione

Il genere orchidea pleione comprende poche specie, ma ha caratteristiche di origine e capacità di adattamento che gli permette di sopravvivere in alcuni casi anche all'esterno, per donare la bellezza della famiglia delle orchidee anche ai nostri giardini.

di Redazione

31 agosto 2011

Orchidee pleione

L’orchidea pleione è un genere della famiglia delle orchidee che si differenzia nettamente dagli altri suoi “cugini”; in modo particolare dal punto di vista dei numeri del genere, notiamo che si tratta di un raggruppamento di sole venti specie o poco più, cosa molto rara tra i generi di orchidee che spesso arrivano a comprendere anche migliaia di specie (tipo il dendrobium). Non solo, questa pianta è originaria delle zone meridionali della Cina, del Nepal, quindi parliamo del sud-est asiatico (zona storicamente di origine delle orchidee), ma in particolare parliamo di una zona montuosa, quindi il clima che amano è quello sub tropicale montano. Cosa vogliamo dire? Semplice, per chi non conosce questi climi asiatici è possiamo dire che il sub-tropicale montuoso ha un ciclo che prevede classiche (o quasi) stagioni, e quindi le orchidee pleione rispettano la stagionalità; questa è una caratteristica da ricordare quando si vuole coltivare questa pianta. In generale la pianta si presenta come di dimensioni piccole, con quasi sempre un solo fiore che vede il suo stelo nascere direttamente dal pseudo bulbo, con delle colorazione che vanno dal bianco al viola ed un labello caratteristicamente sfrangiato ed unico. Le orchidee pleione sono piante sia epifite che terrestri, e questa cosa dipende dalla specie che consideriamo. La sua coltivazione non è difficile perché, come abbiamo già detto, risulta stagionale e quindi riesce a seguire bene il nostro clima (anche se si tratta comunque di una pianta da interni).

Ambiente ed esposizione

A differenza di molte altre orchidee, per le orchidee pleione l’aspetto della tecnica colturale che risulta più importante è quello della ventilazione; che si tratti di freddo o di gran caldo infatti, la pleione vuole una ventilazione che le permetta per esempio di sopportare qualche gelata (asciugando i residui di acqua nel terreno e tra le foglie) oppure di tenere testa a temperature intorno ai 30 gradi che altrimenti non potrebbe sopportare (in questo caso è bene anche sospendere ogni tipo di concimazione, per evitare eccessive concentrazioni saline nella pianta). In generale però le temperature ideali per l’orchidea pleione sono di circa 5 gradi centigradi in inverno, quando va in riposo vegetativo (in questo caso non deve preoccupare la caduta di tutte le foglie, è normale per questa fase della pianta e ricresceranno quando sarà finita), mentre si aggirano intorno ai 25 gradi centigradi di giorno e ai 15 gradi centigradi di notte in estate. Per quanto riguarda il discorso luce, la discussione si può limitare alla sola fase primavera – estate – autunno, in quanto la pianta di orchidea pleione va in riposo vegetativo in inverno e quindi la luce che riceve è ininfluente. Dalla primavera in avanti, con il progressivo stabilizzarsi della temperatura, la pleione può essere esposta ad una luce abbondante, ma non assolutamente diretta (rischieremmo di bruciare la pianta, oppure di compromettere tutta la fioritura); è importante che si formi un abbinamento di luce ed aria, che garantirà la forza alla pianta di resistere anche al gran caldo. Il posto ideale è all’ombra di un’altra pianta in un luogo magari esterno ma molto riparato.

Terreno

Il terreno perfetto per la vita dell’orchidea pleione è quello che vede come caratteristiche salienti una perfetta capacità di aerazione, quindi gli ingredienti a cui dobbiamo puntare sono: il bark, la corteccia (piccole, medie e grandi dimensioni), lo sfagno, la perlite, aghi di conifere come il pino.

Messa a dimora e rinvaso

Il rinvaso non è una delle operazioni più importanti per l’orchidea pleione; ciò è dovuto al fatto che essa non presenta un apparato di radici sviluppatissimo, anzi le radici di questa orchidea sono molto restie a scendere in profondità ed anche a svilupparsi (anche nel caso delle specie terrestri). Ciò ci deve indurre a scegliere un vaso non profondo e comunque non molto più largo del precedente; l’unica cura da avere è, come per tutte le orchidee, quella di trattare davvero con i guanti bianchi le radici, molto sensibili a ferite e tagli che possono indurre malattie e funghi pericolosi per la sopravvivenza della pianta.

Radici orchidee

Come abbiamo appena visto nel capitolo rinvaso, l’orchidea pleione si distingue per non possedere delle radici particolarmente corpose ed estese; più precisamente, non amano scendere in profondità ma preferiscono allargarsi orizzontalmente, anche se molto limitatamente.

Riproduzione orchidee

Questo aspetto della cura di un’orchidea pleione è molto interessante, in quanto tutte le specie di questo genere si caratterizzano per produrre i cosiddetti “bulbilli”, ovvero dei bulbi molto piccoli che si formano sopra i pseudo bulbi della pianta e che possono essere staccati e rinterrati separatamente per dar vita a nuove piante. Secondo dei dati diffusi, nel giro di due o tre cicli annuali portano anche le infiorescenze.

Annaffiature

L’annaffiatura delle orchidee pleione deve seguire con una certa precisione il ciclo di vita della pianta: in inverno ridurre al minimo le innaffiature (ogni 15 giorni o più), mentre d’estate anche ogni 3 o 4 giorni nei periodi di maggior caldo. I cambiamenti devono essere graduali e cominciare già da settembre e da febbraio.

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Domande frequenti

  • Le orchidee Pleione possono stare all'aperto?
    Sì, alcune specie sono abbastanza resistenti da sopravvivere all'esterno, specialmente in climi miti o protetti. Grazie al loro adattamento al clima subtropicale montano, tollerano bene le variazioni termiche stagionali. Tuttavia, richiedono un'esposizione riparata, preferibilmente all'ombra di altre piante, per evitare scottature solari dirette. È fondamentale garantire un'ottima ventilazione per prevenire marciumi e favorire la resistenza alle gelate leggere o al caldo intenso.
  • Come devo annaffiare le Pleione in inverno?
    In inverno la pianta entra in riposo vegetativo, perdendo le foglie. Durante questa fase, le annaffiature devono essere drasticamente ridotte, limitandosi a somministrare acqua ogni 15 giorni o ancora meno, mantenendo il substrato quasi asciutto. Questo evita il marciume degli pseudobulbi. Le irrigazioni possono riprendere gradualmente verso febbraio-marzo, quando la pianta riattiva la crescita e spuntano nuovi germogli.
  • Qual è il substrato ideale per il rinvaso?
    Il substrato deve garantire massima aerazione e drenaggio, poiché le radici sono superficiali e sensibili. Una miscela ideale include bark (corteccia di varie dimensioni), sfagno, perlite e aghi di pino. Evita vasi profondi: scegli contenitori bassi e larghi quanto basta per ospitare gli pseudobulbi, trattando le radici con estrema delicatezza per non causare ferite che potrebbero introdurre patogeni.
  • Come si moltiplicano le orchidee Pleione?
    La riproduzione avviene principalmente tramite divisione dei 'bulbilli', piccoli pseudobulbi che si formano sopra quelli principali della pianta madre. Questi bulbilli possono essere staccati con cautela e piantati singolarmente in un nuovo substrato. Con le cure appropriate, queste nuove piante impiegano generalmente due o tre anni per raggiungere la maturità e produrre i primi fiori.
  • Quale temperatura e umidità preferisce la Pleione?
    In estate, le temperature ideali sono di circa 25°C di giorno e 15°C di notte. In inverno, tollera tranquillamente temperature vicine ai 5°C durante il riposo. La ventilazione è cruciale: aiuta la pianta a sopportare sia il freddo che il caldo estremo (fino a 30°C). Sotto i 30°C, è consigliabile sospendere la concimazione per evitare accumuli salini dannosi nelle foglie e nei tessuti.

Scheda Tecnica

Genere Pleione (Famiglia Orchidaceae)

Nome scientificoGenere Pleione (Famiglia Orchidaceae)
FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita/Terrestre, perenne, pseudobulbosa
OrigineSud-est asiatico (Cina meridionale, Nepal), zone montuose
EsposizioneLuce diffusa/indiretta, ottima ventilazione, ombra parziale
Temperatura minimaCirca 5°C (fase riposo/inverno)
TerrenoSubstrato aerato: bark, corteccia, sfagno, perlite, aghi di pino
IrrigazioneRegolare in estate (ogni 3-4 gg), ridotta in inverno (ogni 15+ gg)
FiorituraPrimavera/Estate/Autunno (dipende dalla stagione attiva), singolo fiore
AltezzaPiccola (dimensioni contenute)
ConcimazioneSospendere in estate sotto i 30°C; regolare durante la crescita attiva
PotaturaNon necessaria, rimuovere parti secche dopo la fioritura
MoltiplicazioneDivisione dei bulbilli formati sugli pseudobulbi
Malattie e parassitiSusceptibile a funghi se lesa; attenzione a ristagni idrici
Difficoltà di coltivazioneMedia/Bassa, adatta a principianti grazie alla stagionalità marcata