Innesto fico

Innesto fico

Il fico è un albero da frutto tipico delle regioni a clima caldo. Originario dell’Asia occidentale, il fico viene ampiamente coltivato nell’Europa mediterranea. Questo albero è maggiormente diffuso in Calabria, Sicilia, Puglia e Campania. Nei giardini e nelle case di campagna di queste regioni è frequente trovare alberi di limoni e di fico che oltre a dare buoni frutti svolgono anche un utile effetto ombreggiante durante le calde ed afose giornate estive. Il fico, poi, a differenza del limone, produce dei frutti dolcissimi, i fichi, ricchi di fibre e di zuccheri e sconsigliati a chi soffre di diabete proprio per la loro squisita dolcezza. Botanicamente chiamato Ficus carica L., quest’albero appartiene alla famiglia delle Moraceae e comprende due varietà: il fico selvatico (Ficus carica caprificus) e il fico domestico(Ficus carica sativa). Entrambe le due specie possono essere coltivate in giardino o negli spazi esterni delle case di campagna. Questo albero da frutto, come altri del resto, si presta ad essere propagato per innesto. L’innesto del fico serve ad ottenere frutti più dolci e gustosi e di qualità migliore. L’innesto si rende necessario nel fico selvatico che potrebbe produrre frutti di qualità non proprio elevata. Innestando il fico selvatico con altre varietà di fico più pregiate, si otterrà una nuova pianta capace di dare frutti di elevata qualità.
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Tipi di innesti per fico

innestoficoIl fico può essere innestato sia a gemma che a spacco. I coltivatori e gli appassionati di giardinaggio non sono concordi sulla validità dell’una o dell’altra tecnica. Ricordiamo che gli innesti a gemma inseriscono nel portainnesto solo una gemma, senza rami, mentre gli innesti a spacco utilizzano rami con due o più gemme. L’innesto a gemma viene ritenuto più semplice da praticare per i neofiti del giardinaggio e viene considerato anche la tecnica con le più alte probabilità di attecchimento. Altri, invece, attribuiscono queste proprietà all’innesto a spacco, che viene considerato la tecnica migliore per far propagare il fico selvatico. A questo punto, ci sentiamo di consigliare l’innesto a gemma per il fico domestico e quello a spacco per il fico selvatico. Molti coltivatori preferiscono l’innesto a gemma per tutte le specie di fico, perché ritengono che il legno di quest’albero non possa resistere facilmente all’innesto a spacco, che si pratica effettuando una capitozzatura del tronco ed un intarsio che dovrà ospitare le marze. La scelta dell’innesto del fico dipenderà essenzialmente dalla bravura del coltivatore e dalle condizioni della pianta, che potrà apparire più o meno adatta ad essere innestata con l’una o con l’altra tecnica.


    Innesto a gemma

    Il fico, come già detto al precedente paragrafo, si può propagare anche con il metodo dell’innesto a gemma. Il tipo di innesto maggiormente praticato su quest’albero da frutto è quello a occhio o a scudetto. La gemma deve essere prelevata da un ramo vigoroso e sano, preferibilmente con un po’ di corteccia. La stessa va inserita sul legno della pianta madre su cui è stata praticata un’incisione a forma di T. La gemma andrà posizionata su questo intarsio e mantenuta stabile tramite legatura con rafia e protezione con mastice. Nel fico si può praticare sia l’innesto a gemma dormiente che quello a gemma vegetante. Nel primo caso si procederà ad innestare tra agosto e settembre, cioè quando inizia la fase di riposo vegetativo della pianta, nel secondo si procederà in primavera, ovvero tra marzo ed aprile. Entrambi i tipi di innesto garantiscono elevate probabilità di attecchimento e la scelta dell’uno o dell’altro dipenderà esclusivamente dalle condizioni della pianta e da quelle del clima e della temperatura.


    Innesto a spacco

    Nelle varietà di fico selvatico, molti coltivatori preferiscono praticare l’innesto a spacco, pratica colturale dove si innestano rami contenenti due o tre gemme. Questi rami vengono chiamati anche marze. Nel fico selvatico si possono praticare due tipi di innesto a spacco, quello comune o quello a corona. Nel primo caso verrà utilizzata solo una marza, mentre nel secondo si procederà a inserire almeno quattro marze. Le marze si prelevano a forma di penna, cioè con la parte finale del ramo che assume proprio la forma di una penna. Il rametto, portante alla base almeno tre gemme vigorose, dovrà essere lungo almeno dieci centimetri. Sul legno della pianta madre si pratica un taglio orizzontale, in modo da creare una superficie pianta, tonda e dal diametro di circa quattro centimetri. Nell’innesto a corona si procederà a inserire una sola marza nella parte centrale del portainnesto, dove si aprirà una fenditura a forma di cuneo, mentre in quello a spacco comune le quattro marze si inseriranno ai lati, facendo attenzione che la parte esterna sia più lunga di quella inserita nella fenditura del portainnesto, in modo da far affiorare all’esterno la prima gemma e da bloccare il ramo all’interno della fenditura. Ogni incisione dovrà avere una distanza di circa tre centimetri l’una dall’altra. Le marze vengono tenute stabili al legno legandole con della rafia umida, che va stretta il più possibile attorno al diametro del legno segnato dalle fenditure, mentre la base dei rametti innestati va ricoperta e protetta con del mastice. L’innesto a spacco va praticato in primavera, quando la pianta è in succhio e la corteccia si stacca facilmente dal legno. Se il fico dovesse presentare una corteccia poco resistente all’innesto a corona, meglio praticare quello a spacco comune o a gemma.



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