Ciclamino - Cyclamen

Il Ciclamino

La pianta di Ciclamino è appartenente ad un genere di piante dicotiledoni e spermatofite chiamato scientificamente Cyclamen, della famiglia delle Primulaceae (da qui si può intuire la parentela genetica e magari strutturale con altre specie floreali comuni); essa è originaria del bacino del Mediterraneo, soprattutto nella sua zona orientale e medio-asiatica (Libano, Asia minore ecc.). Il Ciclamino si presenta come una pianta di piccole dimensioni (al massimo si può aggirare sui 20 centimetri di altezza), discreta nella struttura che è quasi inesistente dato che in pratica esistono solo gli steli delle foglie. In particolar modo, questa specie delle Primulaceae viene descritta come erbacea, cespitosa, tuberosa (infatti possiede un tubero ovviamente interrato, da cui si dipartono tutte le altre parti della pianta) o bulbosa. Le foglie sono basali, cioè si trovano alla base della pianta e quasi “rasoterra”: hanno una forma dolce ed arrotondata, che può ricordare vagamente un cuore o un ovale a seconda delle specie, inoltre sono portate da lunghi piccioli; il cromatismo delle foglie varia con la specie, ma la configurazione più comune è quella con la faccia superiore (la disposizione è quasi orizzontale per via della modesta altezza dal suolo a cui si trovano) di colore verde intenso macchiato o screziato di un colore bianco argenteo, mentre la faccia inferiore si mostra decisamente più colorata di rosso o viola. I fiori del Ciclamino si erigono su lunghi e sottili steli (non fragili, che comunque contribuiscono ad accentuare l’aspetto delicato della pianta nel suo complesso), sono formati da cinque petali e sono rivolti verso il basso naturalmente; il loro colore può andare dal bianco al viola, passando attraverso cromatismi rosa, rossi e violetto. Dopo la fioritura questa pianta porta anche dei frutti: sono delle strutture capsulari, divise in cinque parti e contenenti un elevato numero di semi. La pianta del Ciclamino è molto diffusa in Italia, sia come specie spontanea ed autoctona e sia per la coltivazione in vaso, favorita dall’abbondante fioritura e dall’aspetto aggraziato e luminoso di questa piccola pianta e dei suoi fiori.
Bellissimo fiore di ciclamino con pioggia.


Ambiente ed esposizione

Prato di ciclamini. Il Ciclamino è una pianta proveniente da zone tropicali o quasi, dal clima spesso molto caldo e variabilmente tendente all’umido o al secco. Comunque, a dispetto di queste origini, per la sua coltivazione nelle nostre zone, che sia in terra o in vaso (molto preferibile, per la possibilità di variare la posizione durante i vari periodi dell’anno), questa pianta necessita di temperatura medio basse e di una non eccessiva esposizione al Sole. diciamo che le temperature ottimali per una abbondante fioritura e per la sopravvivenza di anno in anno devono variare in un range tra i 5° ed i 15° centigradi. E’ evidentemente un intervallo molto limitato ma è necessario perché la pianta ha tante richieste, come per esempio quella di una buona ventilazione (ricambio d’aria) e quello di una giusta umidità. Per l’esposizione solare è assolutamente da evitare quella diretta (anche attraverso i vetri di casa, su cui è bene mettere delle tende semitrasparenti), anche se amano la luce perché è fondamentale ai loro colori vivi. Non solo, siccome è una pianta tenuta molto frequentemente in appartamento, il Ciclamino necessita attenzioni anche sotto il punto di vista del riscaldamento artificiale, che deve essere assolutamente moderato (ricordiamo la temperatura di 15° centigradi) e soprattutto non deve seccare l’ambiente.

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Terreno

Tanti ciclamini colorati. Una caratteristica del terreno del Ciclamino è che deve essere molto drenante; infatti questa pianta non necessita di particolari mix di sostanza, la cosa importante è che ci sia un corretto bilanciamento di tutti i componenti più generali. Però il Ciclamino odia assolutamente i ristagni d’acqua, in quanto tende molto in fretta ad ammuffire ed è evidente come questa tendenza sia esaltata dalla grande presenza di acqua. Per questo motivo è bene mettere in vaso un sottostrato di cocci, ghiaia o sabbia di fiume, ovvero di materiali drenanti e traspiranti che evitino il contatto diretto tra radici ed acqua stagnante. Vedremo poi come per questo motivo ci sono anche particolari accorgimenti sull’irrigazione.


Messa a dimora e rinvaso

Vaso di ciclamini. Il Ciclamino è una pianta che ha il periodo vegetativo in estate (infatti fiorisce tra l’autunno e l’inizio della primavera) ed in questo periodo deve essere tenuta al riparo dal sole diretto ma ben arieggiato e ventilato, quindi la disposizione ottimale sembra su terrazzini coperti o luoghi simili. In inverno invece occorre soltanto evitare la secchezza del clima d’appartamento riscaldato e la luce diretta solare. Per quanto riguarda i rinvasi, la pianta di Ciclamino richiede poche accortezze, in quanto questa operazione va effettuata davvero solo quando le radici hanno riempito tutto il vaso, cioè lo hanno colmato (si può vedere in questi casi che qualche radice comincia a spuntare in superficie o che qualcuna fuoriesce dai fori di scolo del vaso stesso); inoltre il nuovo vaso di destinazione deve essere poco più grande, sia in diametro che in altezza.


Annaffiature

La pianta di Ciclamino richiede un’attenta innaffiatura, ma soprattutto richiede di variare la tecnica a seconda dei vari periodi dell’anno. Queste esigenze nascono dal fatto che questa pianta, come abbiamo già detto, è molto sensibile ai ristagni d’acqua, che rapidamente la portano al decadimento ed alla morte attraverso soprattutto fenomeni di muffa. La tecnica che suggeriamo e consigliamo è quella quindi di annaffiare dal sottovaso, riempiendolo e concedendo alla pianta poco meno di mezz’ora per assorbire quanto necessita; dopo questo tempo è bene rimuovere l’acqua per così dire avanzata e saremo certi di aver fornito la quantità necessaria al sostentamento evitando il ristagno tanto dannoso. Inoltre sono necessarie delle spruzzate o vaporizzazioni su fiori e foglie, per garantire comunque umidità. In queste operazioni bisogna stare attenti ad evitare di bagnare il centro della pianta che potrebbe velocemente marcire. Tutto ciò è per il periodo più vivo del ciclamino, ovvero tra settembre ed aprile; invece nella fase vegetativa e di transizione (fondamentalmente durante l’estate) la tecnica che si deve adottare è quella di mettere pochissima acqua e solo nell’intorno del tubero, per garantirgli quel poco di sostentamento che necessita in una fase in cui non utilizza forze per la crescita né di fiori e né di foglie. In questo caso le annaffiature devono essere rare, una volta a settimana mediamente, al contrario della ben più alta frequenza che si deve sostenere nel periodo autunnale e invernale.


Concimazione

La concimazione del Ciclamino è semplice: occorrono concimi liquidi generici per questo genere di piante (si trovano in vivai ma anche dai fiorai, data la grande diffusione) da versare ogni due settimane o poco più insieme all’annaffiatura durante il periodo fertile, mentre è bene evitare ogni concimazione durante la fase vegetativa che rischierebbe soltanto di bruciare le radici.


Riproduzione

La riproduzione del Ciclamino può essere sia molto semplice che estremamente delicata, questo perché ci sono due modi diversi (molto diversi) per operarla; diciamo che comunque bisogna sempre ricordare che questa pianta è molto delicata e particolare nelle sue richieste. Le due tecniche sono attraverso semi ed attraverso il tubero; utilizzando i semi (che abbiamo già visto nascere numerosissimi dal frutto che la pianta produce dopo la fioritura), bisogna provvedere ad estrarli del frutto che li contiene, farli seccare e “riposare” all’aria per pochi mesi (diciamo che si arriva a settembre) e poi piantarli in vasi dalla forma preferibilmente rettangolare (in modo da poterli disporre su file parallele ed abbastanza distanziati) ed allungata. Questo vaso andrà ricoperto per il primo mese da un foglio di plastica trasparente (come quello da cucina) per garantire il giusto clima e la protezione adatta; non solo, esso va disposto all’ombra ed annaffiato con delicatezza ma con molta frequenza per favorire la germinazione. Poi, quando spuntano le piantine, vanno travasate in vasi piccoli fino a quando non raggiungono i 5 centimetri di altezza e poi ancora ritravasati nel luogo definitivo. Utilizzando invece il tubero, all’inizio del periodo vegetativo possiamo provvedere a dividere con un coltello affilato il tubero estratto dal vaso in due parti, badando che ognuna di esse contenga almeno due gemme ben vive. Ognuna di queste due sottoparti, messa in vaso in un luogo adatto al ciclo vegetativo come già espresso in precedenza, andrà a formare la nuova pianta, partendo dalla cicatrizzazione del tubero e dalla crescita di foglie e radici in primis. Dei due metodi esposti, quello per semi è quello che richiede più pazienza e cura costante (le piante che nasceranno potrebbero anche non fiorire per il primo anno, è assolutamente normale), mentre il secondo metodo e cioè quello per divisione del tubero è più immediato ma se fatto in maniera sbagliata può portare alla morte della pianta.


Potatura

Il Ciclamino non richiede alcuna potatura, anche perché la sue dimensioni sono piccole; basta soltanto togliere immediatamente via foglie e fiori secchi per evitare che siano veicoli di marciume e muffa.


Fioritura

La fioritura del Ciclamino di ha nel periodo fertile, ovvero tra ottobre ed aprile e può durare anche 4 o 5 settimane consecutive; si caratterizza per l’abbondanza crescente con gli anni della pianta (se riesce a sopravvivere) e per i colori molto vivi. I profumi invece a volte sono assenti, ed in generale è una caratteristica che dipende dalle specie.


Malattie e parassiti

Le avversità che possono colpire il Ciclamino sono soprattutto malattie, ma anche fisiologie. La fisiologia più comune è l’ingiallimento delle foglie e dei fiori, che tendono a ripiegarsi e seccarsi, ed è dovuta sia al troppo calore che alla troppa umidità di aria e di annaffiature (si consiglia di adeguarsi e di permettere il ricircolo d’aria). Le malattie invece sono dovute a funghi e muffe che possono fa r comparire macchie sulle foglie soprattutto, cosa risolvibile attraverso appositi prodotti in vendita presso vivai forniti (è importante però monitorare la pianta e “prendere” queste malattie il prima possibile e cioè dai primi sintomi magari sugli steli).



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