La Rosa
Come molte altre piante descritte in altri articoli, anche la rosa presenta numerosissime specie e varietà che traggono la loro origine in Europa ed Asia e sono particolarmente diffuse nelle zone dell’emisfero boreale che presentano un clima temperato e in quelle dell’Oceano Pacifico. La rosa, a seconda della specie e della varietà, può avere un’altezza che varia dai venti centimetri a molti metri; può avere uno sviluppo a cespuglio, rampicante, strisciante, ad arbusto a fiori grandi, ecc. In genere, questo arbusto si presenta eretto, ma può avere anche un fusto lungo e flessibile, spiovente verso terra o rampicante, con foglie composte da cinque ad undici foglioline più piccole, che presentano margini seghettati; esse sono di colore verde di varie gradazioni e possono essere coperte da una leggera peluria a seconda della varietà. In Italia cresce spontanea: le specie che hanno questa caratteristica sono circa trenta e, tra le più note, ci sono la Rosa Canina, la Rosa Gallica, la Rosa Glauca, tipica delle zone alpine, la Rosa Pendulina e la Rosa Sempervirens. I fiori della rosa sono a carattere solitario e si riuniscono in ombrelle; possono essere ermafroditi oppure avere solamente un sesso per la morte dell’altro; il numero dei petali è variabile. Il più esterno degli involucri floreali, il calice, è composto da cinque primi involucri floreali, i sepali. Il fusto della rosa presenta delle spine che variano in base alla specie. Il frutto è formato dal rigonfiamento della sommità della piccola ramificazione del fusto che termina con un fiore, dove nasce il seme detto achenio, che può avere colore giallo o marrone. Anche in questo caso, a seconda della specie, il frutto potrà avere caratteristiche diverse. La rosa non è una pianta difficile da coltivare, però, a seconda della specie, necessita di condizioni climatiche e di altre attenzioni specifiche. Quando si acquista una rosa, quindi, ricordarsi di chiedere dove sarà meglio che venga posizionata.
Specie
Oggi molte delle rose coltivate in Italia arrivano da vivai francesi e olandesi, anche se non mancano ibridatori italiani. La rosa viene coltivata soprattutto nelle serre perché è particolarmente sensibile alle temperature notturne. Le rose che troviamo oggi in commercio sono il risultato di incroci tra varietà europee e quelle dell'Estremo Oriente; le più note sono la Rosa Canina e la Rosa Multiflora. Di seguito vi elenchiamo le principali varietà che possiamo trovare oggi in commercio, distinguendole in base al colore del fiore. Rose a fiori rossi: Rosa Baccara: questa varietà è la più antica, ha avuto origine nel 1956 ma la sua coltivazione è stata in gran parte sostituita dalla Rosa Red Success, perché troppo sensibile. Rosa Red Success: ha dei magnifici fiori che presentano tantissimi petali. Rosa Visa: il fiore di questa varietà è costituito da circa trenta petali. Rose a fiore rosa Rosa Sonia: la sua coltivazione ha origine dal 1990 ed è la più nota; i suoi fiori sono composti da circa venti petali. La temperatura migliore per il suo mantenimento è di circa 13-14°C. Rose a fiore giallo Rosa Cocktail 80w: questa varietà di rosa è molto grande ed è molto coltivata. La sua caratteristica è che si conserva per molto tempo in acqua. Rose bicolore Rosa Candia: i colori di cui è composta sono il giallo e il rosa. Rosa Bettina: ha un colore molto delicato che nasce dall’aver mescolato giallo ed arancio. Si coltiva in modo particolare in inverno.
Terreno e Tecniche Colturali
Il terreno preferito dalla rosa è fertile, di medio impasto, calcareo ma ben drenato; sarebbe opportuno, mentre si prepara il terreno, aggiungere anche un po’ di letame. Come detto in precedenza, la rosa non è difficile da coltivare, ma bisogna fare attenzione ai tantissimi parassiti che la possono infestare, quindi ricordatevi sempre di effettuare la prevenzione con sostanze specifiche. Oltre alla prevenzione dei vari attacchi di parassiti, un’operazione molto importante e relativamente impegnativa è quella di potatura, soprattutto se si vogliono formare dei rosai, mentre se il rosaio fosse già delineato questa operazione sarebbe molto più semplice, in quanto servirebbe solo per regolare lo sviluppo della rosa. Nelle zone con clima mite, la messa a dimora dovrebbe essere fatta nel mese di ottobre oppure gennaio-febbraio. Se si posizioneranno le piante in un giardino, prima bisognerà preparare il terreno vangandolo e concimandolo ed apportarvi un terriccio composto da letame e torba, rispettivamente quattro ed una parte. Nella maggior parte dei casi i rosai ad arbusti vengono piantati ad una distanza di circa settanta centimetri l’uno dall’altro, mentre per quelli ad alberello la distanza dovrà essere di un metro. Quando si compra una pianta di rosa per trapiantarla bisogna stare attenti alle radici, che devono essere distese e ben aerate. Prima della fase di messa a dimora, se si notano radici deboli o danneggiate, queste si tagliano oppure si potrebbero mettere in una polvere che ne favorisca la crescita; dopo queste operazioni si procederà con l’impianto delle rose a circa tre-cinque centimetri di profondità e si innaffierà. Se notate la crescita di rami che provengono da gemme radicali, essi vanno tagliati: questi rami sono facilmente distinguibili perché più esili, con un colore verde più chiaro e ricchi di spine.
Concimazione ed Innaffiatura
La rosa va concimata ogni due anni con del letame nel momento della ripresa vegetativa, soprattutto nella zona del piede della pianta; insieme a questo tipo di concime ne andrebbe apportato uno di tipo granulare in quantità di 100 grammi per metro quadrato. Non si devono mai bagnare fiori e foglie durante l’innaffiatura perché questo favorirebbe l’attacco di malattie da funghi. La rosa ha bisogno di cospicue innaffiature. Il momento migliore è durante la sera in estate e al mattino nella stagione primaverile.
Potatura
La potatura è cruciale per la rosa e va adattata al tipo di coltivazione, al ciclo di fioritura e al clima. Serve a eliminare i rami secchi, regolare lo sviluppo e le dimensioni della pianta. Si esegue nel periodo di riposo vegetativo, che è invernale, con tagli obliqui a circa 5 mm sopra una gemma rivolta verso l'esterno. Esistono potatura corta e lunga. La prima, per piante deboli, taglia a 50-60 cm lasciando poche gemme per rinforzarle. La seconda, per piante forti, lascia la pianta alta circa un metro con cinque gemme. Nelle zone miti, la potatura principale si fa a fine inverno, tra febbraio e marzo, prima che inizi la vegetazione. A marzo si eliminano i rami secchi e si concima il terreno. D'estate si tolgono solo i fiori appassiti per stimolare la rifioritura delle varietà rifiorenti. Nelle zone fredde, la potatura si effettua più tardi, sempre a fine inverno, prima della ripresa vegetativa. Dopo la fioritura primaverile, si eliminano i rami secchi e si concima il terreno per favorire la crescita estiva.
Cimatura
La cimatura è l’operazione mediante la quale si taglia la parte alta di un ramo o fusto per dare forma alla pianta. In genere c’è la possibilità di effettuare due tipi di cimatura, quella precoce e quella tardiva. La prima viene fatta quando si è appena formato il bocciolo; si tolgono circa 25 centimetri di stelo con un taglio sotto la prima foglia. La seconda si effettua quando il ramo è diventato legno e la gemma è grande come un cece.
Raccolta e Conservazione
Il periodo della giornata migliore per cogliere le rose è tra le 15.00 e le 17.00 del pomeriggio. Attenzione a non raccogliere mai boccioli troppo piccoli: questo creerebbe danni alla pianta perché il ramo non riuscirebbe a lignificare e non svilupperebbe in modo corretto. Dopo che le rose saranno state colte, sarà necessario metterle subito nell’acqua, possibilmente un po’ acida e non quella del rubinetto perché ricca di calcare.
Malattie e Parassiti
La rosa è attaccata da moltissime malattie ma, soprattutto, moltissimi parassiti, per descrivere tutti questi nemici dovremmo dilungarci un po’ troppo quindi, di seguito, vi descriveremo alcuni di essi: Afide grande: parassita adulto che attacca le soprattutto i boccioli della pianta. Cicalina: attraverso le loro punture seccano piano piano la pianta. Cocciniglia: le femmine attaccano le foglie e i rami. Cocciniglia bianca: attaccano completamente i rami. Cocciniglia di S. Josè: questo tipo di cocciniglia attacca tutta la pianta ma, in particolar modo, i rami sui quali crea delle macchie a forma di piccolo scudetto, dopo questa infestazione la pianta deperisce. Agrilo verde: è un coleottero che, attraverso le sue larve, provoca un veloce deperimento della pianta. Bostrico: questo coleottero scava delle gallerie nei rami che diventano deboli e si spezzano. Cetoniella pelosa: attacca e mangia i fiori. Brotolomia: le larve prendono di mira le foglie. Tentrenide nera: le larve si nutrono della parte inferiore delle foglie. Antracnosi: è una malattia provocata dall’attacco di un fungo, le foglie infestate hanno macchie rotonde scure con contorno chiaro e cadono. Cancro bruno: anch’essa è provocata da un fungo, esso attacca foglie e fusto creando macchie scure. Cercosporiosi: attacca i tessuti della pianta che diventano giallo scuro e seccano. Maculatura nera: attacca le foglie che diventano nere e cadono velocemente. Marciume dei boccioli: sui boccioli si forma della muffa di colore grigio che poi si estende ai petali, calice ecc. Marsonina: le foglie diventano nere e cadono molto velocemente. Peronospora: è un’infezione provocata da un fungo, provoca delle macchie scure sulla parte superiore delle foglie e, in quella inferiore, crea una muffa che può contaminare anche boccioli ed altre parti con conseguente rinsecchimento. Ruggine: l’attacco di questo fungo provoca la comparsa di macchie gialle sulle foglie, sulla parte inferiore dei francolini di colore giallo, attacca anche rami e germogli. Mal di striscia: è una malattia provocata da un virus, esso si manifesta con la comparsa di strisce gialle sulle foglie e provoca macchine irregolari o scolorimento dei tessuti.
Domande frequenti
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Qual è il periodo migliore per piantare le rose?Nelle zone dal clima mite, la messa a dimora ideale avviene a ottobre o tra gennaio e febbraio. È fondamentale preparare il terreno vangandolo e concimandolo con una miscela di letame e torbo (rapporto 4:1). Durante il trapianto, assicurarsi che le radici siano distese e ben aerate; eventuale radici danneggiate vanno tagliate. La profondità di impianto deve essere di circa 3-5 centimetri, seguita da abbondante annaffiatura.
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Come si effettua correttamente la potatura delle rose?La potatura serve a eliminare i rami secchi e regolare la crescita. Esegui tagli obliqui a circa 6 centimetri sopra una gemma. Esistono due metodi: la potatura corta (50-60 cm, poche gemme) per piante deboli, e quella lunga (circa 1 metro, 5 gemme) per piante vigorose. Nei climi miti si pota da luglio a settembre per prolungare la fioritura; in quelli freddi, a febbraio, con nuova fioritura a maggio.
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Quali sono le cure idriche e di concimazione necessarie?Le rose richiedono irrigazioni copiose ma mai sui fiori e sulle foglie per prevenire malattie fungine. In estate innaffia la sera, in primavera al mattino. Per la concimazione, apporta letame ogni due anni durante la ripresa vegetativa, concentrando l'intervento alla base della pianta. Aggiungi inoltre un concime granulare in dose di 100 grammi per metro quadrato per supportare la crescita e la fioritura.
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Quando e come raccogliere le rose per il fiore reciso?Il momento ottimale per la raccolta è tra le 15:00 e le 17:00. Evita di cogliere boccioli troppo piccoli, poiché ciò impedirebbe al ramo di lignificare correttamente. Subito dopo il taglio, immergi i fusti in acqua leggermente acida; evita l'acqua del rubinetto ricca di calcare che potrebbe ostruire i vasi linfatici e accorciare la durata del fiore in vaso.
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Come riconoscere e gestire i principali parassiti della rosa?Tra i parassiti comuni ci sono gli afidi (che attaccano i boccioli), le cocciniglie (su foglie e rami) e insetti come l'agrilo verde. Per la prevenzione, usa prodotti specifici. Controlla regolarmente la pianta: se noti afidi, rimuovili meccanicamente o usa insetticidi mirati. La presenza costante di parassiti indebolisce la pianta, rendendola suscettibile anche a malattie fungine secondarie come la ruggine o l'antracnosi.




