Timo - Thymus vulgaris

Il Timo

Il timo è una pianta di tipo arbustivo perenne che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae ed è originaria delle zone occidentali del Mediterraneo; in Italia cresce spontanea nella parte occidentale fino alla regione del Lazio ma la sua coltivazione è presente anche in Spagna, Francia, Grecia, Stati Uniti e Portogallo. Il timo si sviluppa spontaneamente soprattutto nelle zone aride e ricche di sole, in terreni sassosi, in montagna (fino ad un’altitudine di 1400-1500 metri) e in pianura ma anche nei luoghi marini; riesce a resistere anche a temperature di molto al di sotto dello zero (anche -15°C) purché il tempo di esposizione non sia molto prolungato. Il timo è una pianta che può arrivare ad un’altezza di 40-50 centimetri, presenta un fusto legnoso che si ramifica abbondantemente nella parte superiore dandole una forma a cespuglio. Le foglie del timo sono principalmente piccole (cinque-otto centimetri) e hanno forma di lancia, possono avere colore verde, grigio o argento e sono ricoperte da peli; il periodo di fioritura del timo è tra maggio e giugno, i fiori crescono sottoforma di spiga, possono avere un colore bianco o rosato ed hanno la caratteristica di essere ermafroditi, cioè hanno organi riproduttivi maschili e femminili, e l’impollinazione avviene ad opera degli insetti in modo particolare dalle api. I frutti della pianta del timo sono secchi e non si aprono spontaneamente, al loro interno contengono quattro semi.

Nell’antichità gli egizi usavano il timo per imbalsamare i corpi, mentre le popolazioni greche lo utilizzavano per curare il proprio corpo o bruciato come incenso. Nel periodo medievale era usanza mettere sotto il cuscino del timo perché si diceva che favorisse il sonno e allontanasse gli eventuali incubi; nel Rinascimento invece il timo veniva usato cotto nel vino per combattere le intossicazioni da veleno, curare le infezioni vescicali e sconfiggere la tenia (verme solitario).

thymus vulgaris compactus

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Specie

timo La pianta del timo presenta numerose specie, non ve le elencheremo tutte ma le principali e più conosciute:

Thymus Vulgaris: questa specie presenta foglie a forma di lancia di colore verde-grigio, nella parte inferiore sono ricoperte da peluria; ha soprattutto un utilizzo terapeutico. I fiori posso essere bianchi o rosa e si sviluppano nei periodi primaverile ed estivo.

Thymus Serpillum: questa specie ha la caratteristica di cambiare il proprio aspetto col cambiare delle condizioni del terreno e del clima: può variare la sua altezza, variare il colore dei fiori e il suo profumo. Al contrario della specie Vulgaris, non presenta peli sulle foglie ed ha fusti con una lunghezza maggiore, ma anch’essa è utilizzata per scopi terapeutici.

Thymus Citriodorus: come dice il nome stesso, questa specie contiene degli olii essenziali che la caratterizzano per il profumo di limone.

Thymus Zygis: questa specie prende anche il nome di timo spagnolo, non è molto aromatica

Thymus Herba Barona: il profumo di questa specie è molto simile a quello del cumino, per questo viene usata soprattutto come pianta aromatica.


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Terreno e Tecniche Colturali

Il timo preferisce un terreno ricco di calcare, leggero, permeabile ed asciutto, ma si adatta bene anche ad altri tipi purché non siano ricchi di umidità. Il timo è una pianta che gradisce la coltivazione in pieno sole ma riesce anche a sopportare temperature basse; sarebbe opportuno proteggerla dalle temperature troppo basse se coltivata in vaso, mentre in piena terra necessita di sarchiature. Il ciclo di coltura del timo in genere dura tre-quattro anni, mentre nelle zone con clima più freddo questo ciclo diventa annuale. La semina viene fatta in semenzaio durante il mese di marzo, il seme va interrato in modo poco profondo e l’operazione di trapianto si effettuerà o nella stagione autunnale o primaverile a seconda della zona climatica, disponendo le piantine in file ad una distanza di 50-60 centimetri l’una dall’altra, circa sei-otto piantine per metro quadrato.


Moltiplicazione

In genere, per moltiplicare la pianta del timo, si utilizzano tre metodi: per seme, per talea o per divisione della pianta. Come abbiamo già spiegato molte altre volte, la moltiplicazione per seme presenta il problema della non certezza di avere nuove piantine uguali alla pianta madre quindi, in genere, le vengono preferite quella per talea e quella per divisione della pianta.

Per quanto riguarda la moltiplicazione per seme, essa viene fatta in vaso o in semenzaio. I semi devono essere interrati nella stagione estiva (giugno-luglio) in un terriccio misto a sabbia grossa, quest’ultima per favorire il drenaggio dell’acqua; essendo i semi molto piccoli, fate attenzione a coprirli con un leggero strato di terriccio. Eseguita l’operazione di semina, il contenitore andrà coperto con della plastica e posto in una zona d’ombra dove la temperatura sarà di circa 15°C, a questo punto ricordatevi di mantenere sempre il terriccio alla giusta umidità controllandolo ogni giorno. Alla comparsa dei primi germogli andrà tolta la plastica dal contenitore ed esso dovrà essere spostato in una zona con più luce ma non con sole diretto; come detto altre volte, se ci fossero piantine deboli andranno eliminate. Quando queste piantine avranno raggiunto circa sei centimetri di altezza saranno pronte per essere trapiantate.

Nel caso di semina in pieno campo, essa andrà fatta partendo da aprile, prima bisognerà preparare il terreno con un’operazione di sarchiatura e, successivamente, andranno interrati i semi in modo da ottenere circa sei-otto piantine per metro quadrato.

Come detto in precedenza, il timo si moltiplica anche per talea, se si sceglie questo metodo di riproduzione esso andrà fatto durante il periodo primaverile-estivo; le talee prelevate dalla pianta madre adulta dovranno avere una lunghezza di circa sette-dieci centimetri ed essere sane e robuste.


Concimazione ed Irrigazione

Il timo non ha bisogno di molte concimazioni: nel momento dell’operazione d’impianto sarà opportuno fertilizzare con del letame nella quantità di circa 350 quintali per ettaro e completare con l’apporto di elementi necessari al corretto sviluppo della pianta, come potassio, fosforo e azoto nella quantità di circa 50 chilogrammi per ettaro. Quando la pianta del timo sarà abbastanza cresciuta, basterà somministrare dell’azoto, in quantità di circa 50 chilogrammi per ettaro, nel periodo primaverile.

Per quanto riguarda l’irrigazione, il timo va innaffiato molte volte ma la quantità di acqua apportata durante questa fase deve essere limitata onde evitare ristagni idrici che potrebbero danneggiare la pianta.


Potatura e Raccolta

La potatura del timo consiste nel togliere le parti secche o deboli per evitare che la pianta si ammali o sia vittima di attacchi parassitari.

La raccolta del timo viene eseguita attraverso lo sfalcio della pianta fiorita (a tre-cinque centimetri da terra), da aprile a tutto il periodo estivo. Le parti utilizzate di questa pianta sono i fusti fioriti e le foglie. I fiori si possono raccogliere o a giugno oppure in settembre. Dopo la raccolta, foglie e fiori del timo si fanno essiccare. Sarebbe opportuno non esagerare con la raccolta durante i primi anni di vita della pianta, perché essa raggiunge il suo massimo livello di produzione verso il quarto anno di età.


Malattie e Parassiti

Anche il timo viene colpito da malattie e parassiti, di seguito vi illustreremo i principali nemici:

Una delle maggiori malattie che attacca il timo è l’Alternaria oleracea, essa colpisce i suoi frutti, mentre la Puccinia menthae, l’Aecidium thymi fuck e la Thyelauia microspora apinis colpiscono le foglie.

Se notate che la vostra pianta perde di vigore e ingiallisce, questo può essere sintomo di un attacco di insetti, nel modo specifico delle larve di un lepidottero e di un invertebrato a forma di verme. Per combattere questi infestanti, sarebbe opportuno somministrare prodotti idonei prima dell’operazione d’impianto.


Proprietà

Il timo contiene sostanze molto energetiche e le sue principali proprietà sono: antispasmodiche, antisettiche, cicatrizzanti, diuretiche, toniche e vermifughe oltre a quelle aromatiche.

Le parti verdi del timo vengono utilizzate soprattutto nella fitoterapia e nella cosmetica oppure in cucina per aromatizzare pietanze. Dalle foglie del timo si ricava anche un olio essenziale dal colore rosso sfumato di giallo molto usato per la preparazione di shampoo o deodoranti, quelle situate alla base della pianta ne sono maggiormente ricche. Il timo è considerato anche un ottimo antibatterico e, grazie alle sue proprietà aromatiche e antisettiche è molto utile per conservare i cibi. Un infuso di timo è un salutare sostituto di the o caffè oppure può essere molto utile per combattere tosse, bronchiti o problemi digestivi, mentre un decotto a base di timo ed altre piante, è un ottimo aiuto per aiutare respirazione attraverso delle inalazioni e come colluttorio per curare il cavo orale infiammato.

Una proprietà del timo è che mantiene il suo profumo anche dopo essiccazione.

Il timo viene anche usato nella preparazione di dentifrici grazie alle sue proprietà antisettiche o come lenitivo per il prurito e per combattere dolori reumatici.

Può essere anche un ottimo aiuto per chi presenta pelle grassa.

Viene inserito anche nella preparazione di acque di colonia, liquori e amari.

Di seguito vi consiglieremo alcune ricette che vi saranno molto utili per contrastare alcuni disturbi:

per chi soffre di inappetenza sarà molto utile un infuso di dieci grammi di fiori e foglie di timo, da bere prima dei pasti nella quantità di una tazzina.

Preparate un decotto in mezzo litro di acqua e 25 grammi di fiori e foglie di timo, filtrare dopo dieci minuti e berne circa quattro tazze ogni giorno. Questo decotto va bevuto caldo. Questo sarà molto utile per combattere gli attacchi di pertosse.

Se soffrite di digestione lenta oppure avete fatto un pasto particolarmente abbondante e provate un senso di pesantezza, preparate un infuso con due grammi di foglie di timo in acqua bollente e bevetelo alla fine del pasto.



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